Positivo al Covid, va a fare una passeggiata: denunciato

E’ stato sorpreso per strada nonostante fosse soggetto a quarantena obbligatoria in quanto contagiato dal Covid.

Per questo motivo, un uomo di Polistena (Rc) è stato denunciato dai carabinieri.

Il soggetto, ai militari che lo hanno individuato nel centro della cittadina della Piana di Gioia Tauro, avrebbe detto di essere stato costretto ad uscire di casa per andare a fare delle compere.

L’uomo, che dovrà ora rispondere del reato di violazione penale dell’ordine di autorità per impedire la diffusione di malattia infettiva, è stato riaccompagnato a casa.

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Marijuana e hashish, 24enne in manette

I poliziotti del Commissariato di Taurianova (Rc) hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, un 24enne di Cinquefrondi.

In particolare, durante un servizio di controllo nel comune di Polistena, gli agenti si sono imbattuti in un gruppetto di persone, una delle quali, alla loro vista, avrebbe cercato di liberarsi di uno spinello che stava fumando. Una volta identificato, il giovane in questione è stato sottoposto a perquisizione domiciliare e trovato in possesso di 70 grammi, tra marijuana e hashish, materiale per il confezionamento della droga e un bilancino di precisione.

Dopo l’arresto, il 24enne è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla pg.

Sorprese a rubare vestiti in un negozio, tre donne in manette

Tre donne di nazionalità romena, di età compresa tra i 21 ed i 38 anni, sono state arrestate dai carabinieri di Taurianova e dai poliziotti di Polistena, con l’accusa di furto aggravato.

Le indagate, residenti a Reggio Calabria e già note alle forze dell’ordine, sono state sorprese a rubare capi d’abbigliamento in un centro commerciale della Piana di Gioia Tauro.

Inoltre, nella loro auto sono stati rinvenuti oltre cento prodotti cosmetici, di bellezza e igiene, che sulla scorta di quanto emerso dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza, erano stati rubati in un negozio a San Ferdinando.

Le tre, peraltro già sottoposte all’obbligo di dimora nel comune di Reggio Calabria, sono state arrestate e poste ai domiciliari.

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Calunnia, danneggiamento e atti persecutori, manette per un 66enne

I poliziotti del Commissariato di Polistena (Rc), hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip presso il Tribunale di Palmi, a carico di Rocco Corica, 66 anni, ritenuto responsabile dei reati di calunnia, danneggiamento seguito da incendio e atti persecutori.

Per l’accusa, l’uomo, tra il 2017 ed il 2019, avrebbe inviato una serie di esposti anonimi per incolpare falsamente di alcuni reati una persona di Polistena.

Come se non bastasse, ad agosto 2017, l’arrestato, per ben due volte, avrebbe cosparso l’autovettura del malcapitato con liquido infiammabile, danneggiandola; quindi avrebbe inviato una lettera anonima agli investigatori per informarli della presenza di alcune cartucce sotto al sedile del mezzo.

Alla luce degli episodi accaduti, la vittima ha infine deciso di lasciare la propria abitazione, per trasferirsi, con la famiglia, in un altro comune.

Pertanto, in seguito alle indagini, a carico di Corica, nella cui casa sono state rinvenute armi e munizioni regolarmente detenute, è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Operazione "Libera Fortezza": emesse 22 misure cautelari (I nomi)

E’ scattata all’alba di oggi  l’operazione “Libera Fortezza”, con la quale, nelle province di Reggio Calabria e Imperia, i carabinieri del Comando provinciale reggino, con il supporto dei Reparti territorialmente competenti, dello Squadrone eliportato “Cacciatori“ e dell’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, in collaborazione con i militari del Comando provinciale della guardia di finanza della città dello Stretto, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, hanno eseguito un’ordinanza d’applicazione di misure cautelari e un decreto di sequestro preventivo emessa dal gip del locale Tribunale, con la quale sono stati disposti i seguenti provvedimenti cautelari personali, nei confronti di:

  1. AUDDINO Nicola, nato il 10.11.1973, di Polistena;
  2. CIRCOSTA Claudio, nato a il 21.02.1985, di Polistena;
  3. CIRCOSTA Francesco, nato il 26.09.1979, di Polistena;
  4. GIARDINO Domenico, nato il 23.11.1966, di Polistena;
  5. IANNIZZI Salvatore, nato il 13.09.1969, di Cinquefrondi;
  6. IANNIZZI Serafino, nato il 20.08.1975, di Cinquefrondi;
  7. IAROPOLI Agostino Alessandro, nato il 08.10.1975, di Polistena, ristretto agli arresti domiciliari;
  8. IERACE Fabio, nato il 03.05.1968, di Polistena;
  9. LAMANNA Diego, nato il 16.01.1979, di Polistena;
  10. LONGO Francesco, nato il 05.07.1968, di Polistena;
  11. LONGO Rocco, nato il 28.09.1993, di Polistena, ristretto agli arresti domiciliari;
  12. LONGORDO Cesare, nato il 22.06.1966, di Polistena;
  13. POLITANO’ Vincenzo, nato il 28.01.1971, di Polistena;
  14. PRONESTÌ Maria nata il 10.07.1976, di  Galatro;
  15. RACO Antonio, nato il 05.06.1983, di Polistena;
  16. RAO Vincenzo, nato il 20.08.1975, di Polistena;
  17. SPOSATO Francesco Domenico, nato il 01.01.1971, di Taurianova;
  18. SPOSATO Giovanni, nato l’11.03.1968, di Taurianova;
  19. TIBULLO Mariaconcetta, nata il 07.12.1983, di Polistena, ristretta agli arresti domiciliari;
  20. VALERIOTI Andrea, nato il 24.02.1982, di Polistena;
  21. VERSACE Luigi, nato il 15.06.1982, di Cinquefrondi;
  22. ZERBI Antonio, nato il 19.10.1959, di Polistena;

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, esercizio d'attività finanziaria abusiva, detenzione illegale di armi, tutti aggravati dalla finalità e dal metodo mafioso.

Per gli investigatori, i destinatari della misura avrebbero fatto parte o comunque favorito la ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “Longo-Versace”, radicata nella Piana di Gioia Tauro e riconducibile al mandamento tirrenico della provincia di Reggio Calabria.

Inoltre, durante l’operazione sono stati sottoposti a sequestro beni (9 tra imprese e società, 45 unità immobiliari, beni mobili e disponibilità finanziarie) per un valore superiore a cinque 5 milioni di euro.

Disposto anche il sequestro preventivo, “fino all’ammontare di circa 144.000 euro - corrispondente all’importo degli interessi usurari corrisposti dalle vittime - su ulteriori disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili”.

L’attività investigativa, avviata dai carabinieri della Compagnia di Taurianova nel 2014 e successivamente integrata e riattualizzata, con ulteriori indagini dei carabinieri, anche con l’apporto specialistico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Reggio Calabria, ha permesso di  fare luce su una lunga serie di “condotte delittuose”.

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Operazione "Libera Fortezza" contro la 'ndrangheta: arresti e sequestri di beni

Alle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dei Reparti territorialmente competenti, dello Squadrone eliportato “Cacciatori“ e dell’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, in collaborazione con i militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della città dello Stretto hanno dato esecuzione all’“Ordinanza di applicazione di misure cautelari e Decreto di Sequestro Preventivo” emessa dal gip del locale Tribunale, con la quale sono stati disposte 22 ordinanze di custodia cautelare ed il sequestro di beni per oltre 5 milioni di euro.

L’operazione, denominata “Libera Fortezza”, cui hanno partecipato oltre 300 militari tra carabinieri e finanzieri, si è svolta nei confronti di persone ritenute appartenenti o contigue alla cosca di ‘ndrangheta “Longo-Versace” di Polistena (RC) e considerate responsabili, tra l’altro, dei reati di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, esercizio attività finanziaria abusiva, detenzione illegali di armi, tutti aggravati dalla finalità e dal metodo mafioso.

Impegnati in controlli per il rispetto delle misure anti contagio, i carabinieri salvano la vita ad bambino

Le urla di una giovane donna e dei vicini di casa, un bambino che non riesce più a respirare, ieri sera il silenzio per le strade di Polistena (Rc) dovuto ai ristretti movimenti del periodo, è stato rotto da grida di disperazione e paura.

 Un bambino di meno di due anni, in preda a convulsioni e febbre alta, improvvisamente ha smesso di respirare all’interno della sua casa, provocando il panico della giovanissima madre e della giovane nonna.

Disorientati e altrettanto spaventati, i vicini di casa si sono subiti avvicinati all’abitazione per prestare aiuto ma, fortunatamente, proprio in quei difficili frangenti, passava nelle vicinanze una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Taurianova, con a bordo il comandante e un addetto della Stazione di San Giorgio Morgeto.

I due carabinieri, prontamente accorsi, vista la grave situazione e constatato che l’ambulanza non sarebbe arrivata abbastanza velocemente, hanno subito preso in braccio il bambino, caricandolo nella macchina di servizio, per portarlo immediatamente al locale ospedale.

Durante il tragitto i militari hanno anche praticato le manovre di rianimazione, di massaggio cardiaco e respiratorie, al fine di mantenere attive le funzioni vitali del piccolo, nel frattempo avvisando il pronto soccorso del loro arrivo.

Una volta giunti all’ospedale i sanitari hanno preso in carico il bambino fornendogli le cure del caso, riuscendo a risolvere definitivamente la situazione.

All’ospedale sono poi arrivati anche i familiari che, ancora sotto shock, hanno ringraziato i carabinieri e i sanitari.

Un grande spavento per tutti, con la vita di un bambino a rischio ma ora completamente fuori pericolo, anche grazie al contributo dei carabinieri che, nel corso di uno dei tanti servizi di pattuglia per controllare il rispetto delle prescrizioni imposte a salvaguardia della salute di tutti, sono intervenuti in modo rapido ed efficace anche per salvare una piccola vita umana da un altro tipo di pericolo. 

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Coronavirus: Anastasi dona lo stipendio da consigliere regionale all’ospedale di Polistena

“Alla luce di un pensare cristiano e volendo seguire l’esempio del promotore Pippo Callipo di ‘Io resto in Calabria’, devolverò – annuncia il consigliere regionale Marcello Anastasi - il mio primo stipendio per i bisogni della sanità calabrese. L’augurio è che anche  altri vogliano  aggiungersi in questo gesto di generosità. Ho voluto cogliere come occasione il giorno del mio compleanno per incontrare i medici, gli infermieri e i malati ricoverati del reparto di cardiologia dell’ospedale di Polistena. Nel prendere visione delle varie problematiche che mi sono state presentate dagli operatori sanitari- rilancia Anastasi-, ho comunicato, ufficialmente, di voler economicamente provvedere personalmente a tutte le necessità del reparto di Cardiologia che mi sono state evidenziate dagli stessi addetti ai lavori. Comprerò, pertanto, un importante quantitativo di dispositivi di protezione per fronteggiare l’emergenza del momento del coronavirus: mascherine FFP2; tute anticontaminazione 3 e Rischio 5 e 6 ed inoltre gel mani disinfettante con erogatore automatico. Intrattenendomi nel corso della mattinata con il dott. Enzo Amodeo, primario della cardiologia, mi sono trovato discutere di varie questioni politiche e commentare la situazione che è sotto gli occhi: ovvero quella di  un sistema sanitario che arranca nel garantire, in  alcuni casi, anche i servizi minimi, ponendo a rischio la salute della gente. Ci ritroviamo- dice il consigliere regionale, Marcello Anastasi- a raccogliere i frutti mancati di quel piano di rientro sostenuto da tempo  per far fronte agli errori commessi in passato  da politiche  schizofreniche. Ci  sarebbero molte cose che oggi andrebbero riviste e corrette, i cui effetti, per certi versi, si comprende bene, avrebbero  determinato risultati  convenienti solo per alcuni a discapito dei molti, così andrebbero individuate le reali e nuove esigenze di una società in continuo cambiamento. Andrebbe ridiscusso il numero chiuso nelle Università per entrare in  Medicina e anche il sistema pensionistico. Lo fanno pensare le misure straordinarie per l’assunzione di medici, infermieri e personale sanitario, compreso il richiamo dei sanitari in pensione e altre disposizioni per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale; l’esodo delle figure mediche, soprattutto degli ospedali che  continuano a rappresentare i luoghi dove il rischio clinico e l’impegno professionale  crescono in maniera esponenziale”.

Aggiunge Oggi, una volta che ci si è accorti di certi errori e si chiede ai medici di poter andare in pensione a settant’anni e quanti sono già andati in quiescenza addirittura a ritornare in servizio per garantire le loro prestazioni, ovviamente a costi zero. Situazioni davvero paradossali”, dice  il consigliere regionale di ‘Io resto in Calabria’, elogiando  i medici in servizio che compiono eroicamente tutte le prestazioni e a volte, incorrono purtroppo anche  in incresciose vertenze  medico legali  che, quasi sempre , si concludono  con sentenze a loro favorevoli. “In un momento altamente di drammatica emergenza, come quello che viviamo-conclude Anastasi-,   conviene che tutti  si facciano promotori di azioni che  aiutino a garantire un clima di serenità  utile agli operatori sanitari  costretti a lavorare in contesti di  facile contagio”.

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