'Ndrangheta, sorveglianza speciale e sequestro dei beni per una 40enne

Rosarno - I Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno confiscato ingenti beni patrimoniali e applicato la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 3 anni e 6 mesi, nei confronti di Giovanni Cacciola, 40anni, di Rosarno (Rc)

Il provvedimento – emanato dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria - è giunto al termine di un'indagine che ha consentito di accertare illecite accumulazioni patrimoniali per un valore complessivo di circa 630 mila euro, consistenti in quattro immobili, ubicati a Rosarno e quattro prodotti finanziari.

La destinataria della misura è ritentuta elemento di spicco della cosca di 'ndrangheta "Cacciola - Grasso", operante nella piana di Gioia Tauro con ramificazioni nel nord Italia e all'estero.

Beni per un valore di 1,5 milioni di euro sequestrati ad una coppia di coniugi

Petilia Policastro - I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro (Kr) e dell'aliquota Pg della Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno proceduto, su delega della Direzione distrettuale antimafia, al sequestro di alcuni beni riconducibili a Santo Antonio Bagnato – attualmente detenuto - ed alla moglie Stefania Aprigliano.

Il provvedimento  ha interessato i seguenti beni - il cui valore si aggira sul milione e mezzo di euro - : 109 immobili, tra terreni e fabbricati;  un'azienda agricola, un trattore con rimorchio, un'auto, 23 capi di bestiame ed un conto corrente.

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'Ndrangheta: sequestro di beni a presunto esponente della cosca De Stefano

I poliziotti della Divisione anticrimine della Questura di Reggio Calabria hanno eseguito un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di Alfonso Molinetti, 25anni, del luogo. 

Il provvedimento è scaturito dalle indagini patrimoniali, anche di natura bancaria e finanziaria, che hanno consentito di accertare la sproporzione tra i redditi dichiarati e quanto realmente accumulato dal destinatario della misura, ritenuto appartenente alla ndrangheta locale e in particolare alla cosca De Stefano,

Molinetti, il 15 giugno scorso, era stato raggiunto da un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, nell’ambito dell'operazione “Malefix” che ha interessato diversi soggetti ritenuti affiliati alle cosche De Stefano-Tegano e Libri, responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, tentata estorsione e detenzione e porto di armi da fuoco, aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.

In particolare, il sequestro ha interessato una pescheria ed i conti correnti di Molinetti e dei familiari conviventi.

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Alimenti non tracciati, sequestrati 2 quintali di pane

Oltre 120 chili, tra pane e prodotti affini, sono stati sequestrati dai carabinieri forestale della Stazione di Montalto Uffugo (Cs).

Gli alimenti, privi d'indicazioni sulla tracciabilità e in alcuni casi con confezioni di protezione non adeguate, sono stati trovati su un furgone, in località Piretto, nel Comune di Lattarico.

Durante il controllo, i militari hanno inoltre accertato che l’ambulante, trasportava la merce in regime di tentata vendita, senza aver mai conseguito la necessaria Scia sanitaria e con un mezzo non abilitato al trasporto di alimenti.

Pertanto, dopo aver sequestrato quanto rivenuto, i carabinieri forestale hanno sanzionato il responsabile con una multa di oltre cinquemila euro.

I successivi accertamenti hanno portato all’individuazione di un panificio di San Benedetto Ullano, dove gli alimenti erano stati preparati e dove sono state riscontrate irregolarità in ordine alle procedure di autocontrollo Haccp e alla mancata tracciabilità dei prodotti.

Il controllo si è concluso con il sequestro di altri 70 chili di prodotti da forno e con sanzioni per un importo totale di oltre seimila euro.

Il dipartimento d'igiene dell'Azienda sanitaria provinciale ha convalidato il sequestro, ordinando l'immediata distruzione degli alimenti

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Beni per 500 mila euro sequestrati a presunto esponente della cosca Piromalli

In seguito ad un’attività investigativa di natura patrimoniale coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria,  i poliziotti della locale Questura hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni nei confronti di Domenico Pisano, di 51 anni, ritenuto esponente della cosca di ‘ndrangheta dei “Piromalli”, operante nella piana di Gioia Tauro e con rilevanti interessi economici su tutto il territorio nazionale.

In particolare, il Tribunale reggino, sulla scorta delle risultanze investigative di natura patrimoniale fornite dalla locale Divisione anticrimine, ha disposto il decreto di sequestro di un fabbricato di due piani, ubicato in pieno centro a Gioia Tauro, formalmente intestato alla moglie di Pisano, il cui valore ammonta complessivamente a circa 500 mila euro.

Pisano, allo stato detenuto ai domiciliari, era stato sottoposto a provvedimento di fermo dalla Squadra mobile reggina il 5 ottobre 2017 nell’ambito dell’Operazione “Metauros”, poiché ritenuto responsabile dei reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni.

 

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Scoperta evasione fiscale, sequestro per oltre un milione di euro

I finanzieri della Compagnia di Palmi (Rc) hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni, del valore di oltre un milione e centomila euro, emesso dal gip del locale Tribunale, nei confronti di un’impresa edile e del suo rappresentante legale. 

Il provvedimento giunge in seguito ad un’attività di controllo durante la quale sarebbe emersa una consistente evasione fiscale.

Inoltre,  per  le fiamme gialle, nel corso del controllo il rappresentante legale della società avrebbe sottratto e occultato documenti e scritture contabili al fine d’impedire la ricostruzione dei redditi e l’effettiva capacità contributiva della ditta.

Pertanto, per ricostruire il giro d’affari, i militari hanno attivato numerosi controlli incrociati nei confronti di operatori che hanno intrattenuto rapporti economici con l’impresa controllata.

Dai riscontri eseguiti, sia tramite le banche dati in uso ai finanzieri, che attraverso l’esecuzione di indagini bancarie, sarebbe emersa un’evasione fiscale di oltre un milione e centomila euro.

Alla luce di tali risultanze, il legale rappresentante dell’impresa è stato denunciato per omessa dichiarazione ed occultamento o distruzione di documenti contabili.

Infine, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dei beni riconducibili alla società ed al suo amministratore, fino a concorrenza delle imposte evase.

 Tra i beni sottoposti a sequestro figurano disponibilità finanziarie e beni mobili.

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Deposito incontrollato di rifiuti, sequestro da 135 milioni di euro in Calabria

Beni mobili ed immobili per un valore di 135 milioni di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Lamezia Terme, dal Noe dei carabinieri di Catanzaro e dalla Capitaneria di porto di Vibo Valentia ad una società attiva nel campo del bio-diesel, con sede legale a Latina e sede operativa a Lamezia Terme.

Durante l'operazione, il direttore tecnico dell'azienda è finito in manette con l’accusa di violazione dei sigilli delle aree poste sotto sequestro.

L'indagine riguarda il presunto deposito incontrollato, da parte della società, di rifiuti di varia natura, nell'area "ex Sir" di Lamezia Terme, nonché l'illecito sversamento, su suolo e acqua, di reflui industriali.

Sequestrate anche, la piattaforma depurativa dell'azienda di circa 4.000 mq, ed un'area adibita a discarica abusiva di circa 21.000 mq contenente rifiuti speciali, solidi e liquidi di natura altamente inquinante.

 

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'Ndrangheta, ingente sequestro di beni al clan dei "Piscopisani"

Ha preso il via all'alba di oggi l'operazione con la quale i poliziotti delle Squadre mobili di Vibo Valentia, Catanzaro, Bologna e del Servizio centrale operativo hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso, dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, nei confronti di alcuni esponenti del clan dei “Piscopisani” già raggiunti, lo scorso 9 aprile, da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Rimpiazzo”.

Il provvedimento riguarda numerosi beni mobili e immobili, società e imprese individuali, ubicati nelle provincie di Vibo Valentia e Bologna.

Sequestrate, inoltre, quote societarie detenute da persone indagate, a vario titolo, per i reati d'associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento personale, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e intestazione fittizia di beni, tutti aggravati dal metodo mafioso.

 

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