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Vibo, domani al Capialbi "Pasolini e la luce profetica delle lucciole"

Al Liceo Statale “Vito Capialbi” (ex Magistrale) saranno protagoniste le lucciole di Pasolini, domani alle 11,30 presso l’Aula Magna. A relazionare sul tema “Pier Paolo Pasolini e la luce profetica delle lucciole” Antonio Pugliese (Università di Messina), Nicola Rombolà (giornalista e docente), mons. Giuseppe Fiorillo (referente di Libera Vibo) con la partecipazione del presidente della Delegazione Vibonese di Italia Nostra, Gaetano Luciano. Ad introdurre il confronto con gli studenti delle classi quinte, il dirigente scolastico del Liceo “Capialbi” Antonello Scalamandrè. Durante l’incontro  sarà presentato un breve documentario girato nel 1961 tra le frazioni di Triparni e Vibo Marina e la città capoluogo, dal titolo “Radiografia di un Paese”. Le scene fotografano un frangente storico in cui iniziava l’insediamento dei primi nuclei industriali con la progressiva e irreversibile scomparsa della civiltà contadina.  In questo eccezionale documento è possibile cogliere quella che Pasolini, negli “Scritti corsari”, aveva identificato come “mutazione antropologica”. E due anni dopo, nel 1963, Pasolini sarebbe stato a Vibo e nelle Preserre, precisamente ad Ariola, perché voleva girare la scena sulla Natività del film “Il vangelo secondo Matteo”, come ha raccontato mons. Fiorillo, ordinato da poco sacerdote in quella parrocchia.    “Lo scopo e il messaggio dell’iniziativa – come sottolinea Nicola Rombolà – è cercare di sensibilizzare le coscienze dei giovani ad avere attenzione verso il drammatico fenomeno del cambiamento climatico e dell’inquinamento. È fondamentale recuperare l’amore per il creato e salvaguardare l’ambiente dalla distruzione messa in atto dal sistema di produzione neocapitalistico, basato esclusivamente sul profitto a tutti i costi.  Le lucciole rappresentano simbolicamente – ha spiegato ancora il docente - la luce che si illumina nella coscienza miope dell’umanità avvolta dalle tenebre dell’odio e del potere del dio danaro. La speranza è che questa esile luce delle lucciole possa resistere, di fronte alla tempesta che sta scuotendo l’umanità. Queste creature sono come pupille incantevoli che sanno ancora accendere nell’uomo il linguaggio dell’emozione, della meraviglia, della bellezza, contro ogni forma di brutalità, di violenza, di cecità e di oscurità che si sta perpetrando nel mondo e cancellando la possibilità di respirare la linfa salutare dell’amore”, ribadisce Rombolà. Nell’occasione, fa sapere il docente, verrà presentato in anteprima un progetto artistico-culturale ispirato proprio a questi coleotteri lampiridi con organi fotogeni, che iniziano ad apparire in questo periodo, “Il tempo delle lucciole”.

 

 

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