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Chiaravalle, prevale la confusione dopo la “caduta” di Tino

È nel caos la principale cittadina delle Preserre a seguito della brusca conclusione dell’esperienza amministrativa di “Chiaravalle futura” con la conseguente apertura di una fase commissariale che condurrà alle prossime elezioni. Dopo la dichiarazione di dissesto finanziario, avvenuta il 30 dicembre, un altro evento traumatico si è abbattuto, sconvolgendo gli scenari politici e rendendo ancora più incerto il futuro della città. Il sindaco Gregorio Tino è parso dispiaciuto, ma non profondamente turbato per quanto accaduto. Per il momento, non si sbilancia con commenti a caldo, ma medita di tornare sull’argomento e dire la sua verità. È stata un’avventura complessa quella del centrodestra, che probabilmente ha pagato a caro prezzo anche le fratture romane. Perché tutto è partito dallo scioglimento del Pdl e dalla successiva ed ulteriore differenziazione delle sensibilità politiche. Gli equilibri a Chiaravalle Centrale non hanno retto, il confronto/scontro nella maggioranza è stato continuo e troppo aspro. La concorrenza interna e le aspirazioni individuali hanno superato l’esigenza di fare squadra. Forse Gregorio Tino e Santo Sestito hanno recitato la parte dei due galli nello stesso pollaio e non c’è stato spazio sufficiente per entrambi. Ora sarà difficile riaprire un dialogo; per ricostruire servirà un’altra mentalità ed il coinvolgimento di forze fresche e non inquinate dai riti della politica. Dall’altra parte della barricata il centrosinistra si può riorganizzare sapendo di poter contare su una classe dirigente che guida la Provincia, la Regione ed il Governo centrale. L’impresa di tornare a guidare Chiaravalle per la coalizione azzurra sembra titanica, viste le recenti tribolazioni locali, ma c’è chi, a dispetto dei colpi della sorte, è pronto a rimettersi in gioco.

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Chiaravalle Centrale, giunta al capolinea l'amministrazione Tino

E’ giunta al capolinea, ad un anno dalla naturale scadenza, l’esperienza amministrativa del centrodestra a Chiaravalle Centrale. Fatale al sindaco Gregorio Tino l’ennesima crisi all’interno della maggioranza. Non sono bastate le nomine di nuovi assessori e presidente del consiglio a placare le diverse anime che per quattro anni hanno amministrato Chiaravalle Centrale senza mai sembrare davvero unite. Nel 2011, dopo due decadi in cui si sono succeduti alla carica di sindaco Giuseppe Maida e Nino Bruno entrambi esponenti di spicco del PD chiaravallese, la lista civica di centrodestra “Chiaravalle Futura” aveva vinto le elezioni al fotofinish grazie ad una manciata di voti. Vantaggio che, dopo la sentenza riguardante il ricorso presentato dalla compagine uscita sconfitta e che confermava la vittoria della civica di Tino, era diventato di 5 voti. A distanza di qualche mese Vincenzo Fabiano, primo degli eletti e assessore, e Salvatore Garito, vicesindaco, in aperto contrasto con il primo cittadino abbandonavano la giunta e la maggioranza confluendo nelle fila dell’opposizione. Tutto questo non bastò a far “cadere” l’amministrazione. La maggioranza rimase nelle mani di “Chiaravalle Futura” grazie al consigliere Nisticò, eletto nelle file del centrosinistra e che sin da subito ha sempre votato assieme alla compagine di centrodestra. Stamani la svolta. I consiglieri di minoranza Giuseppe Maida, Claudio Foti, Lorenzo Rauti e Vincenzo Fabiano hanno sottoscritto e protocollato, assieme ai consiglieri appartenenti alla maggioranza Santo Sestito, Sergio Garieri e Fernando Nisticò, un atto di sfiducia nei confronti del sindaco Gregorio Tino, che vede così svanire il favore dei numeri in consiglio e la fiducia da parte di alcuni suoi compagni di viaggio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, molto probabilmente, l’incrinamento dei rapporti a seguito della decisione evidentemente non unanime di dichiarare il dissesto finanziario del comune. Una sconfitta per tutta la classe politica e per tutta la popolazione di Chiaravalle che, come quasi tutti i calabresi, ancora una volta si ritrova a subire decisioni che lasciano l’amaro in bocca e che hanno il sapore dell’ennesima occasione sprecata.  

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Chiaravalle, parte il Piano di rilevazione della massa passiva

Comincia a produrre atti concreti la commissione straordinaria di liquidazione, composta da Giuseppe Condello, Carmela Chiellino e Anna Antonella Sdao, nominata con apposito decreto del presidente della Repubblica per “l’amministrazione della gestione e dell’indebitamento pregresso, nonché per l’adozione di tutti i provvedimenti per l’estinzione dei debiti dell’Ente”. L’organismo ha infatti compiuto i primi passi per la formazione del Piano di rilevazione della massa passiva invitando gli aventi diritto a produrre, entro 60 giorni a partire dall’8 aprile, un’istanza in carta libera corredata della documentazione contenente le generalità (o la ragione sociale) e l’indirizzo, l’oggetto del credito vantato al 31 dicembre 2013 nei confronti del Comune di Chiaravalle Centrale, l’importo, l’epoca in cui è sorto, la documentazione dimostrante la sussistenza del debito dell’Ente, le eventuali cause di prelazione e gli eventuali atti interruttivi della prescrizione. Il dissesto finanziario era stato dichiarato il 30 dicembre scorso, mentre la commissione di liquidazione si è insediata il 1° aprile.

 

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Chiaravalle, De Leo: “A breve il ‘porta a porta’, non pericolosi i rifiuti presso l’isola ecologica”

CHIARAVALLE CENTRALE – Punta al “cambiamento radicale” nella gestione del settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani l’amministrazione comunale della cittadina delle Preserre, guidata da Gregorio Tino. Ad approfondire la questione è l’assessore all’Ambiente Giuseppe De Leo che intende superare “il polverone delle polemiche che il consigliere Claudio Foti continua sistematicamente a sollevare” e specifica che, già da prima, “erano in atto le procedure per l’esecuzione di un intervento straordinario di pulizia” dell’isola ecologica di contrada Foresta. L’esponente di Fratelli d’Italia ribadisce che i rifiuti presenti all’interno dell’isola ecologica “sono definiti ‘non pericolosi’ dalla vigente normativa” puntualizzando che il sito “è stato individuato dalla precedente Amministrazione” e che fra le cause che hanno determinato un eccessivo accumulo di materiali presso l’isola vi è anche “il mancato funzionamento dell’impianto di smaltimento di Catanzaro”. Ad ogni modo, già al momento dell’approvazione della delibera del consiglio comunale relativa ai costi dei servizi di raccolta e smaltimento Rsu, “si era tenuto conto della necessità di provvedere alla pulizia dell’isola ecologica, in quanto funzionale all’attuazione del servizio di raccolta ‘porta a porta’ ”. Forniti questi chiarimenti, De Leo passa al contrattacco e, imputata la responsabilità del dissesto finanziario ai predecessori, mette in evidenza che lo stesso “impeto” da parte della minoranza non vi è stato “nel denunciare gli ultimi provvedimenti dell’attuale giunta regionale che ha raddoppiato le tariffe per il conferimento dei rifiuti in discarica, che incidono pesantemente” sui bilanci familiari. Il componente dell’esecutivo comunica poi che “il nuovo servizio di raccolta ‘porta a porta’, di imminente attuazione, oltre ad introdurre un sistema che per la prima volta tiene conto anche delle zone rurali, alla stessa stregua del centro abitato, va incontro agli anziani, ai disabili e a quanti sono impediti, che non dovranno recarsi ai centri di raccolta. Il servizio – aggiunge - affidato provvisoriamente nelle more di espletamento di gara ad evidenza pubblica, comprende la gestione e la riqualificazione dell’isola ecologica che sarà funzionale con la continua presenza di un operatore per 5 giorni, con orari da stabilire, per dare la possibilità cittadini di poter conferire i materiali nell’arco di tutta la giornata”. De Leo ammette infine che è necessario “avere un po’ di pazienza”, ma segnala che il nuovo percorso “darà sicuramente un vantaggio economico” alla comunità.

Tino: “Prima la mia comunità e poi le banche”

CHIARAVALLE CENTRALE – Il principio è elementare. I patti vanno rispettati, ma ci sono delle priorità. La parola data bisogna mantenerla principalmente con quelle famiglie che oggi subiscono gli effetti di una crisi economica e sociale senza precedenti, dopo si pensa agli altri aspetti. Gregorio Tino va avanti con questa convinzione e adotta provvedimenti che rispecchiano questi intendimenti. Alla dichiarazione di dissesto avvenuto negli sgoccioli dell’anno scorso fanno così seguito altre decisioni nette che aprono un dibattito ad ampio raggio. Il consiglio comunale ha approvato una deliberazione recante “Revoca della delegazione di pagamento conferita al tesoriere comunale con delibera di C.C. n. 8/2005 per il pagamento del prestito obbligazionario denominato B.O.C. Comune di Chiaravalle Centrale”. In pratica, per i prossimi 6 mesi non saranno effettuati pagamenti in favore dell’ex Banca Opi (ora Intesa San Paolo), la quale era stata formalmente invitata in precedenza a voler ristrutturare il B.O.C. con un allungamento  della durata dello stesso fino ad un massimo di 30 anni con la contestuale riduzione del tasso d’interesse dal 3,8% al 3,1%. Richiesta rispedita al mittente e che ha costretto l’Ente ad “accantonare la somma di 226.062,62 euro semestralmente” per “un totale annuo che ammonta a 452.354 euro”. Tale situazione ha creato “notevoli disagi non consentendo l’assolvimento dei servizi essenziali” e il Comune ha scelto di “sospendere per un tempo limitato i pagamenti delle rate in scadenza”. In cima ai pensieri del sindaco ci sono infatti “i servizi indispensabili e il pagamento degli stipendi”. Va precisato che devono essere ancora restituiti 4.078.000 euro (il prestito obbligazionario aveva un importo iniziale di 6.229.000 euro che con gli interessi è salito a circa 9.000.000)  e che al debito per l’acquisto dei B.O.C. deve aggiungersi quello derivante dall’assunzione di mutui presso la Cassa Depositi e Prestiti che non è rimodulabile. “Il Comune – spiega il capo dell’esecutivo – ha sempre pagato le rate dei B.O.C. e la Banca non dovrebbe avere interesse a mandare in sofferenza l’Ente. Vogliamo pagare ma con un piano che sia sostenibile. Vi sono stati d’altronde precedenti in altri Comuni. È necessario – conclude – chiedere ed ottenere la rimodulazione del debito”. Prevedibile adesso una contromossa della Banca, ma un segnale chiaro e forte è stato mandato.

Un unico Comune nelle Preserre: primi passi verso la fusione

I tagli imposti dal governo centrale, che a sua volta è a corto di risorse, le difficoltà a predisporre i servizi, il venir meno dei vecchi campanilismi che spesso si sono rivelati controproducenti. Organizzarsi con forme di amministrazione condivisa è ormai un’esigenza per i centri calabresi, sempre più in difficoltà nella gestione di problemi dalle origini lontane e dalla soluzione assai complessa. Serve unire le forze e sfruttare le occasioni che si presentano, guardando al futuro e non al passato. Il dibattito sollevato dal Redattore circa la necessità del “mettersi insieme” di diversi Comuni sembra trovare riscontri nella realtà, a dimostrazione del fatto che qualcosa, in questo senso, si muove.  E’ viva, infatti, la discussione nelle Preserre dopo il disco verde da parte del civico consesso di Torre di Ruggiero alla mozione, presentata dal sindaco Giuseppe Pitaro, per la fusione con i Comuni di Chiaravalle Centrale e Cardinale.

Interessante è, in particolare, il pensiero del primo cittadino di Chiaravalle Gregorio Tino che trova “apprezzabile” l’iniziativa del suo omologo rilevando che “si tratta di 3 comunità già aggregate da un punto di vista culturale e sociale”. A suo avviso, sarebbero indiscutibili “i vantaggi che si avrebbero nella gestione dei servizi ed in riferimento ai trasferimenti erariali”, ma il processo non deve essere calato dall’alto. Più opportuno è, invece, “cominciare a percepire gli umori delle comunità ed eventualmente procedere con gli atti propedeutici all’indizione di un referendum”. Sostanzialmente, il progetto ha i favori degli amministratori che, però, vogliono agire solo con un convinto sostegno della popolazione. Rilevante è, ad ogni modo, il fiorire di elementi innovativi nella mentalità della classe dirigente che ha preso atto della richieste di efficienza e competitività della società moderna. Tino sembra avere la lungimiranza di allargare gli orizzonti e propone di “coinvolgere anche Argusto e Gagliato” in un piano ambizioso ma allo stesso tempo concreto. La realizzazione non è semplice ma potrebbe essere l’unica via per sopravvivere agli effetti dello spopolamento e ai colpi frenetici della globalizzazione.

Angelina Brasacchio presenta "Il vestito della sposa"

Sarà presentato a Chiaravalle Centrale il libro scritto da Angelina Brasacchio “Il vestito della Sposa”, edito da Edizioni Liberetà e patrocinato dal SPI CGIL CALABRIA e dal COORDINAMENTO NAZIONALE DONNE della CGIL. La presentazione che si terrà a Palazzo Staglianò alle ore 16 vedrà gli interventi, oltre all’autrice, di Antonietta Santoro della segreteria regionale SPI CGIL CALABRIA, di Carmela Melluso, segretaria regionale SPI CGIL CALABRIA e di Lucia Rossi, segretaria nazionale SPI CGIL. L’autrice definisce “Il vestito della Sposa” la storia “di una donna calabrese scritta da una donna calabrese” e rappresenta un viaggio all’interno dell’universo femminile calabrese raccontato da una donna che di quell’universo è parte.

Trasversale delle Serre, infruttuoso l'esito dell'incontro con l'Anas

 CHIARVALLE CENTRALE - Si è svolta nel pomeriggio di ieri a Chiaravalle, l’assemblea sulla Trasversale, indetta dal sindaco Gregorio Tino alla quale hanno preso parte i sindaci di Torre di Ruggiero, Cardinale, Argusto, il vicesindaco di Gagliato, e il capo compartimento Anas, Vincenzo Marsi. L’incontro, piuttosto infruttuoso in termine di risposte ricevute, era stato programmata con l’intento di avere qualche certezza in merito ai tempi di realizzazione dei lotti IV e IV bis, comprendenti i tratti “Torre di Ruggiero – Chiaravalle Centrale”, “Argusto – Gagliato” e la bretella “Petrizzi – Gagliato”. Nel corso del convegno, con varietà di accenti secondo le diverse opinioni, i sindaci hanno richiamato l’attenzione sulla storia ormai pluridecennale dell’arteria notoriamente incompleta, anzi a stento iniziata. Numerosi gli interventi del pubblico e dei corrispondenti di stampa, tv e radio; non è mancato l’intervento pungente di Ulderico Nisticò, che agita da molti anni il tema. Il capo compartimento Marsi ha spiegato, dal punto di vista dell’Anas, le difficoltà incontrate, e, in particolare, lo stato di commissariamento e pre fallimento della ditta appaltatrice, che non è in grado di condurre a termine il lavoro. Non meno problematica l’eventuale rescissione del contratto con conseguente avvio di una nuova procedura d’appalto, poiché ha spiegato Marsi, in tal caso si allungherebbero ulteriormente i tempi di realizzazione. L’esito della riunione sembra, quindi, aver lasciato un certo senso di insoddisfazione generale per la mancanza di certezze sulle date di agibilità della strada.

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