Sicurezza stradale: cittadini reggini ringraziano assessore Muraca e consigliere Emiliano Imbalzano

La fruttuosa collaborazione quotidiana tra il Consiglio Comunale e la Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà ha prodotto un ulteriore risultato capace di migliorare sensibilmente il livello di sicurezza dei cittadini di Reggio Calabria. Il consigliere comunale Emiliano Imbalzano, infatti, sollecitato da un folto drappello di circa venti famiglie residenti nella Traversa Gioffrè ha, provveduto con tempestività ad interessare l'assessore Giovanni Muraca (titolare delle deleghe alla Sicurezza, Coesione sociale, Legalità, Polizia Locale e Sicurezza), affinché venisse ripristinato lo specchio lungo la via Pio XI, di fronte alla traversa Giuffrè. La circostanza che fosse rotto ormai da circa un anno ha creato nel corso del tempo serie difficoltà agli automobilisti impossibilitati ad immettersi sulla via Pio XI con tranquillità e senza correre il rischio di essere vittime di incidenti. Il consigliere Emiliano Imbalzano, fattosi portavoce delle legittime preoccupazioni dei residenti, si è attivato con l'assessore Muraca, il quale, cogliendo tempestivamente i notevoli pericoli derivanti dall'assenza dello specchio, ha provveduto con estrema celerità alla risistemazione dello specchio mancante. La soluzione, rapida ed efficace, del problema che abbassava in maniera considerevole il livello della sicurezza stradale in una zona densamente popolata, ha pienamente soddisfatto gli abitanti della zona. Essi, rassicurati dalla celerità dell'intervento, desiderano ora ringraziare il consigliere Emiliano Imbalzano e l'assessore Muraca, la cui azione rappresenta una fedele testimonianza di quanto la sicurezza, a tutti i livelli, della popolazione reggina costituisca uno dei pilastri su cui il sindaco Falcomatà e l'Amministrazione  da lui presieduta intendono, con la forza dei fatti, rinsaldare il tessuto sociale della città ed elevare gli standard qualitativi della vivibilità all'insegna del rispetto delle regole.  

Reggio Calabria, approvato in Commissione il Regolamento sulle Unioni Civili

La Commissione Statuto e Regolamenti del Comune di Reggio Calabria ha approvato il regolamento sulle "Unioni civili". Il provvedimento, che adesso sarà sottoposto al vaglio dell'Aula consiliare, è stato votato dalla maggioranza di centrosinistra nonostante  l'astensione dei consiglieri  Emiliano Imbalzano e Tonino Nocera (A Testa Alta). I componenti di centrodestra, invece, hanno abbandonato i lavori prima del voto. Nelle ultime settimane, l'impianto normativo era stato al centro di polemiche che avevano investito sia la decisione di introdurre il Registro delle Unioni civili sia l'elenco delle associazioni convocate in audizione durante l'iter sfociato nella decisione odierna. Le accese discussioni, peraltro, erano state acuite, dall'approvazione in Consiglio Comunale della cosiddetta "Mozione Ripepi". Il documento proposto dal consigliere di Forza Italia era fondato sulla difesa della famiglia naturale e il via libera concesso anche da parte dei rappresentanti del centrosinistra aveva innescato una tempesta mediatica che aveva interessato anche esponenti nazionali di vari partiti e movimenti. A mettere un punto alle polemiche era stato lo stesso sindaco Giuseppe Falcomatà che pubblicamente aveva assicurato: "Entro il 17 maggio approveremo il Registro delle Unioni Civili". 

Novantasettenne fa causa per la pensione, ma gli fissano l'udienza nel 2018

Fa causa all'Inps per avere la pensione d'invalidità che gli è stata negata e gli fissano l'udienza nel 2018. Una fatto, che visti i tempi bibblici della giustizia italiana, non farebbe notizia se il protagonista non fosse un anziano signore di 97 anni. A fare ricorso alla Corte d'appello di Reggio Calabria, dopo la sentenza di primo grado, è stato, infatti, un vegliardo reggino, che si è visto fissare l'udienza tra tre anni. A quell'epoca l'anziano signore spera, almeno, di aver aver già superato la fatidica soglia dei cento anni.

 

Reggio, intitolata a Piero Battaglia l’Aula del Consiglio comunale

Il Consiglio Comunale di Reggio Calabria ha intitolato l'Aula della massima assemblea cittadina a Piero Battaglia. Un riconoscimento formalizzato nel decimo anniversario della morte di colui che è passato alla storia per essere stato il sindaco all'epoca dei "Moti" del 1970. Indimenticabile nella memoria collettiva fu il "Rapporto alla città" che pronunciò d fronte ad una Piazza Duomo gremita all'inverosimile per ascoltare l'appello a sostenere le ragioni di Reggio che rivendicava il capoluogo di regione. Il Civico Consesso, oltre ad aver votato all'unanimità il provvedimento che provvede a scolpire nel tempo la figura dell'ex deputato democristiano, ne ha deliberato l'immediata esecutività. Sarà una targa il segno tangibile della decisione che è stata adottata all'unanimità. Il figlio, Domenico, consigliere regionale del Partito Democratico, non ha voluto mancare alla seduta che, in riferimento al ricordo della figura di Battaglia, si è snodata attraverso gli interventi di numerosi consiglieri: a partire da Rocco Albanese, unico tra i presenti ad aver condiviso un'esperienza amministrativa con il Primo Cittadino dell'epoca. Scomparso all'età di 75 anni, guidò la città dal marzo del 1966 al novembre del 1971, tornando a sedersi sulla poltrona di Primo Cittadino per un breve periodo alla fine degli anni '80. Successivamente sedette sugli scranni del Consiglio regionale, assumendo anche l'incarico di vicepresidente della Giunta per poi volare a Roma dopo l'elezione a deputato (1987-1992). 

Padre e figlio gambizzati da un uomo incappucciato

Due operai, padre e figlio, S.G. di 52 anni e S.S.D. di 21, entrambi incensurati, sono stati feriti alle gambe da un uomo che ha esploso contro di loro due colpi di pistola. L’agguato è scattato stamattina, quando i due si trovavano all'interno di un bar di Reggio Calabria. Secondo la ricostruzione ad esplodere i colpi d’arma da fuoco sarebbe stato un uomo col volto coperto da passamontagna. Trasportati al pronto soccorso i due feriti sono stati medicati e dimessi. I carabinieri hanno avviato le indagini per cercare di fare luce su quanto accaduto.

Si suicida in Questura con le maniche del maglione

Un trentaquatrenne, di origine marocchina, si è suicidato nella camera di sicurezza della Questura di Reggio Calabria, dove era stato condotto in seguito all'arresto per tentata violenza sessuale, rapina aggravata, danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale. L'uomo, privo di documenti ed in forte stato di alterazione, era stato affidato agli agenti della Questura, dagli uomini della polizia municipale che lo avevano fermato a seguito di una segnalazione per rapina e violenza sessuale ai danni di una donna di origine nigeriana. Per togliersi la vita l'uomo avrebbe utilizzato le maniche del maglione come nodo scorsoio. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta.

Ai domiciliari, ma vendeva droga. Arrestato

Pur trovandosi agli arresti domiciliari perché accusato di aver venduto gioielli di provenienza furtiva, Fabiano Giuseppe Morabito, di 22 anni, è stato  nuovamente tratto in arresto con l'accusa di detenzione illegale a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Ad eseguire il fermo, i carabinieri della compagnia di Reggio Calabria che hanno trovato il giovane in possesso di 6 grammi di cocaina suddivisa in 23 involucri di plastica termosaldata, nascosti all’interno di una custodia per occhiali. Espletate le formalità di rito, dopo l'arresto, il ventiduenne è stato trasferito presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

 

 

 

Calabria: controlli anti Isis, due espulsi

Agenti della Digos e dei commissariati di polizia della provincia di Reggio Calabria hanno portato a termine una serie di controlli finalizzati a contrastare la presenza illegale di cittadini stranieri ed alla ricerca di soggetti ritenuti vicini ad ambienti dell'Islam radicale. I poliziotti hanno effettuato controlli nei confronti di 25 stranieri ed hanno compiuto 12 perquisizioni domiciliari. Al termine dell’operazione, la Questura della città dello Stretto ha emesso due provvedimenti di espulsione a carico di un algerino ed un ucraino che risiedevano illegalmente sul territorio italiano.

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