Serra: gli studenti dell'Einaudi portano la chiesa Addolorata nell’Archivio nazionale dei monumenti adottati

Prestigioso riconoscimento nazionale per l’Istituto di istruzione superiore “L. Einaudi”, per la chiesa di Maria SS. dei Sette Dolori e per  l’intera comunità di Serra San Bruno.

La Fondazione “Napoli Novantanove”, che promuove tra le scuole italiane il concorso “Le scuole adottano i monumenti della nostra Italia. L’Archivio nazionale dei monumenti adottati”, ha appena reso noti i risultati della selezione relativa all’anno scolastico 2017/2018, che vedono tra gli istituti inseriti nel medagliere italiano del 2018 l’Istituto di istruzione superiore serrese.

Il concorso costituisce la più importante iniziativa indirizzata alle scuole italiane per quel che riguarda la tutela e la promozione del patrimonio culturale, artistico e architettonico, com’è testimoniato dal fatto che la Fondazione “Napoli Novantanove” è affiancata dai ministeri dell’Istruzione, dell’università e della ricerca; dei Beni e delle attività culturali; dal Consiglio nazionale delle ricerche§; dall’Anci e dalla Regione Campania.

L’Istituto serrese ha partecipato al concorso - che ha visto, nel complesso, l’adesione di 1110 scuole di 403 comuni di tutte le regioni d’Italia – con un video dedicato alla chiesa di Maria SS. dei Sette Dolori nel quale gli studenti delle classi IV A e IV B del Liceo scientifico (ora V A e V B) hanno presentato, dopo un accurato percorso di studio guidato dalle professoresse di Storia dell’Arte Carmen Corrado e Margherita Catanoso, i tesori artistici e architettonici dei quali la chiesa è ricca, sottolineando le ragioni della tutela verso un patrimonio monumentale di tanto rilievo.

La bellezza del video prodotto dagli studenti serresi e la loro capacità di indicare le ragioni della valorizzazione dell’importante edificio di culto hanno così indotto la commissione giudicatrice a premiare il loro lavoro e a inserire la chiesa dell’Addolorata tra i monumenti italiani presenti nell’Archivio dei monumenti adottati, consultabile sul portale www.atlantemonumentiadottati.it.

Un risultato di grande valore per l’ “Einaudi”, che certamente contribuirà alla valorizzazione del patrimonio artistico di Serra San Bruno che accede, con uno dei suoi monumenti più significativi, a una importante ribalta nazionale.

La premiazione del concorso, che vedrà gli studenti serresi protagonisti, si svolgerà a Napoli, presso il Palazzo Reale, il prossimo 9 novembre.

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Serra, oggi arriva il Reliquario delle lacrime della Madonna di Siracusa: le funzioni religiose

Mentre la Chiesa fa festa ricordando la Natività di Maria Vergine, Serra San Bruno si appresta ad accogliere il prezioso reliquiario siracusano contenente le lacrime versate da un quadretto in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria nel 1953. Fulcro delle celebrazioni sarà la chiesa dell’Arciconfraternita dell’Addolorata, che si prepara dunque alla festa della sua Titolare con qualche giorno in anticipo, ma con dei forti momenti di spiritualità. Alle 18 di oggi è previsto l’arrivo del Reliquiario, che sarà accolto dal clero nei pressi di San Rocco da dove, dopo la preghiera, si avvierà la processione verso la chiesa Addolorata. Qui, alle 19, verrà celebrata la S. Messa, e alle 21 il canto dell’Ufficio con una riflessione rivolta alle famiglie e agli operatori pastorali. Venerdì 9 settembre, il S. Rosario delle ore 07 precederà la S. Messa. Alle 10:30 il Reliquiario muoverà verso l’ospedale e visiterà anche la Casa di cura per disabili presente sul territorio. Alle 15 il S. Rosario; alle ore 16, con una settimana di anticipo data la presenza del Reliquiario, si celebrerà la S. Messa con unzione degli infermi e la presenza dei due gruppi di assistenza agli ammalati legati al Santuario di Lourdes (Aval e Ualsi). Alle 19 ancora la S. Messa e alle 21 preghiera mariana con liturgia penitenziale. Sabato 10 settembre, a partire dalle ore 07 il S. Rosario e la celebrazione eucaristica. A partire dalle ore 10 si avrà un incontro con ragazzi del catechismo e catechisti, e la proiezione di un documentario sui fatti della lacrimazione avvenuta a Siracusa. Alle 11:30 il S. Rosario che culminerà nella Supplica alla Madonna delle Lacrime. Alle 17 verrà celebrata la S. Messa solenne di commiato, in seguito il Reliquiario sarà riaccompagnato in processione a San Rocco e lascerà la città della Certosa. 

 

La reliquia della Madonna delle Lacrime a Serra San Bruno

Il 29 agosto del 1953 i coniugi siracusani Angelo Iannuso e Antonina Lucia Giusto notavano per la prima volta delle lacrime scendere da un’effigie in gesso smaltato, posta a capo del loro letto, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria. A distanza di 63 anni, il giovane sacerdote serrese don Vincenzo Schiavello ufficializza la notizia che dall’8 al 10 settembre le lacrime della Madonna, contenute in un prezioso reliquiario, si troveranno nella chiesa di Maria SS. dei Sette Dolori, a pochi giorni dalla sua festa quale Protettrice di Serra San Bruno. Un evento fortemente voluto dal priore Enzo Vavalà e dal suo Seggio, che va ad aggiungersi all’ostensione di una copia della Sacra Sindone avvenuta in occasione della Pasqua 2015 e agli altri eventi che hanno visto l’arciconfraternita serrese capofila. I fedeli serresi, dunque, avranno la possibilità di venerare da vicino una delle reliquie più controverse del Cattolicesimo; reliquia tuttavia molto cara e sulla quale la Chiesa ha dato il suo pieno consenso. Il liquido contenuto nell’ampolla, infatti, dalle analisi risulta corrispondente a “lacrime umane”. Le analisi sull’effigie della Madonna hanno inoltre rilevato che si tratta di un “fenomeno non spiegabile scientificamente”, non essendoci irregolarità alcuna sulla superficie e nelle cavità interne del quadro, e nonostante i numerosi tentativi di riproduzione in laboratorio del fenomeno che mai però hanno portato ai risultati sperati dai detrattori. Sin da Pio XII, il magistero dei Papi ha riconosciuto il prodigio di Siracusa. E proprio le parole di papa Pacelli risuoneranno nei prossimi giorni nella chiesa Addolorata: “…dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliolo. Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime?”.

Riportiamo a Serra le sculture di Cosimo Fanzago

 Nell’agosto del 1996, per ben un mese, il Museo della Certosa ha ospitato alcuni capolavori dell’arte appartenuti all’antico monastero bruniano distrutto dal terremoto del 1783. Un bel gruppo di sculture bronzee secentesche scolpite dal grande maestro Cosimo Fanzago e dagli aiutanti Maiterico e Schioppi, tra il 1630 e il 1637, che adornavano il famoso ciborio dello stesso Fanzago oggi presente nella chiesa dell’Addolorata di Serra ed oggetto di studi e attrazione turistica. Si tratta di dieci statuine tutte provenienti dal Museo d’Arte Sacra di Vibo Valentia dove furono, misteriosamente, portate all’indomani delle devastazioni sismiche e più precisamente nel Duomo dell’allora Monteleone nel 1807 a seguito della soppressione della Certosa. In dettaglio sono quattro angeli adoranti (trafugati dal Duomo di San Leoluca del capoluogo vibonese la notte del 5 maggio del 1973 e recuperati dalle Forze dell’Ordine nel 1979 dopo una sparatoria sull’autostrada); quattro santi, tra cui san Bruno; due putti alati nell’atto di reggere il famoso ciborio. Orbene, ci domandiamo per quale recondito motivo ancora il prezioso gruppo bronzeo rimane custodito ed esposto nelle sale museali di Vibo? Perché le Amministrazioni comunali di Serra San Bruno fin qui succedutesi non hanno mosso un dito per riprendersi quanto appartenuto alla comunità certosina e serrese? Perché non ci si muove? Attendiamo un gradito riscontro!

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Benedetta la nuova campana dell'Addolorata. Le foto

Si è svolta questo pomeriggio la cerimonia di benedizione della nuova campana che chiamerà a raccolta i fedeli della chiesa di Maria SS dei Sette Dolori di Serra San Bruno. Al rito, officiato dall’arcivescovo metropolita della diocesi Catanzaro – Squillace, monsignor Vincenco Bertolone, oltre al seggio priorale, presieduto da Vincenzo Vavalà, hanno preso parte i fratelli Schiavello e numerosi fedeli. Rita, questo è il nome della nuova campana, è stata costruita dalla fonderia Merolla ed è stata donata, alla confraternita dell’Addolorata, dalla Schiavello Carburanti. Per accedere alla galleria fotografica della cerimonia clicca qui

I fratelli Schiavello finanziano il restauro dell’organo della chiesa Addolorata

È considerato re degli strumenti, e la chiesa Addolorata è il suo regno. Un tesoro nascosto dietro una balaustra in granito e dimenticato dai beni culturali per il quale, grazie alla lungimiranza di due giovani imprenditori vibonesi, ora s’intravede una nuova vita. Siamo parlando dell’organo datato 1839 costruito da Giuseppe Tamburelli, che accompagna le funzioni religiose dell’Arciconfraternita di Maria SS. dei Sette Dolori di Serra San Bruno e che ora sta per essere restaurato grazie al finanziamento dei fratelli Vincenzo e Luigi Schiavello titolari dell’ “Auto elettrosat”, un’azienda leader nel mercato della gestione operativa e logistica delle scatole nere delle auto. Si tratta di un organo a 9 registri con tastiera scavazza a meccanica sospesa in quanto agisce dal basso verso  l’altro per mezzo di particolari meccanismi d’ottone. Il lavoro consiste nel riparare alcune parti tarlate e sostituire alcune strutture di legno irrimediabilmente danneggiate. Ma perché i fratelli Schiavello hanno deciso di finanziarne il restauro? “Abbiamo appurato dalla stampa – spiega Vincenzo - la notizia che i nostri zii hanno finanziato la costruzione della nuova campana e che anche l’organo necessitava di un rapido intervento di restauro. Noi, sulla scia che ormai è una impronta di famiglia in quanto altri avi avevano donato opere alle chiese di Serra,  abbiamo deciso di finanziarlo”. All’origine, tuttavia, c’è un legame speciale, quello con la cittadina della Certosa dove i fratelli Schiavello sono nati e dove hanno trascorso i mesi estivi della loro infanzia, così come ancor adesso continuano a farlo pur risiedendo nel capoluogo di provincia. Vincenzo e Luigi sono due giovani imprenditori che con idee nuove e lungimiranza si sono fatti da se senza nessun contributo e hanno dimostrato come in Calabria fare impresa è possibile, diventando brevemente leader a livello regionale prima, poi tra le maggiori aziende nazionali fino a sbarcare anche in Romania. “L’auspicio – hanno concluso – è che altri imprenditori seguano il nostro esempio perché Serra ha un patrimonio inestimabile ed è doveroso che venga restaurato e restituito all’antico splendore”. Il priore dell’Arciconfraternita, Vincenzo Vavalà, insieme al seggio priorale, si è detto felice di questa iniziativa e si è augurato che anche altri imprenditori intraprendano iniziative simili.

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La nuova campana della chiesa Addolorata negli scatti di Raffaele Timpano

E' arrivata nel pomeriggio di oggi e rimarrà esposta al pubblico per venti giorni la nuova campana della chiesa Addolorata. Negli scatti di Raffaele Timpano i momenti salienti dell'arrivo e dell'esposione al pubblico.

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"Rita" è arrivata a casa. La nuova campana esposta nella chiesa Addolorata

“Rita” è arrivata a casa. La nuova campana che chiamerà alla preghiera i fedeli della confraternita di Maria SS de’ Sette Dolori è giunta a destinazione nel primo pomeriggio di oggi.  Dopo essere stata benedetta, lo scorso 8 aprile, da papa Francesco, la nuova campana sarà esposta, a partire dalle prossime ore, per venti giorni nella chiesa dell’Addolorata. L’installazione, che verrà effettuata probabilmente a fine mese, sarà preceduta dalla cerimonia di “battesimo” che verrà officiata dall’Arcivescovo di Catanzaro – Squillace, monsignor Vincenco Bertolone. Sarà un evento storico, anche perché l’ultima celebrazione analoga, nella cittadina bruniana, risale al 1947. In quell’occasione, a ricevere una nuova “voce” era stata la chiesa di San Rocco. Nei prossimi giorni, quindi, i fedeli potranno ammirare i 145 chilogrammi di bronzo fusi dalla fonderia Merolla. “Rita”, il cui nome rimanda alla madre dei fratelli Schiavello, titolari dell’omonima ditta di distribuzione di carburanti che l’hanno donata, prenderà il posto di “Caterina”, che andrà in pensione dopo un lungo servizio iniziato nel  lontano 1917. Dal punto di vista tecnico, la nuova campana sarà manuale e servoassistita, un accorgimento che impedirà i contraccolpi che hanno minato la tenuta della lega bronzea di quella ancora in esercizio. Dal punto di vista estetico, invece, sarà la riproduzione fedele di “Caterina”, tranne che per alcuni dettagli. Come potranno osservare i fedeli che decideranno di andarla a vedere, sul ventre della campana è stato fuso il nome “Rita”, lo stemma papale, il nome del priore dell’arciconfraternita, Vincenzo Vavalà ed il logo della ditta che l’ha fusa.

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