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Simbario. Convocato il Consiglio comunale: i punti all’ordine del giorno

Il sindaco Ovidio Romano ha convocato il civico consesso per giovedì 20 ottobre alle 18 (seconda convocazione venerdì 21 ottobre alle 18.30) con i seguenti punti all’ordine del giorno: “Autorizzazione al sindaco per la sottoscrizione del comodato gratuito di palazzo Ceniti”, “Approvazione delle modifiche al regolamento per l’assegnazione dei suoli dell’area Pip”, “Approvazione dello schema di convenzione del servizio di segreteria in convenzione”.

Simbario, ancora un’ordinanza di limitazione dell’uso dell’acqua

Ancora una volta il piccolo paese delle Serre deve fare i conti con la qualità dell’acqua. A seguito dei prelievi effettuati nei punti “serbatorio comunale, fontana cimitero, piazza Veneto”, è emersa la non conformità dei campioni ai parametri microbiologici previsti dalla legge. Di conseguenza, il sindaco Ovidio Romano ha emesso una nuova ordinanza imponendo “il divieto all’uso potabile dell’acqua, consentendone tuttavia tutti gli altri usi fino a nuova disposizione”. Evidentemente, l’autonomia idrica comunale non basta per superare tutte quelle difficoltà derivanti dalle forniture di Sorical.

La babele dei piani d'emergenza, anche Simbario ne ha uno

La storia dei piani d’emergenza comunali nel vibonese sembra essere una vera e propria babele. A leggere  l’elenco pubblicato sul sito nazionale della Protezione civile, i comuni che, alla data del 18 settembre 2015, hanno regolarmente adempiuto alla prescrizione della legge 100/2012 sono soltanto 4 (Fabrizia, Polia, Serra San Bruno e Zambrone). A sentire, alcuni, amministratori, sia ex che tuttora in carica, l’elenco sarebbe incompleto. Nei giorni scorsi, infatti il sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, aveva reso nota la deliberazione n. 25, del 25 settembre 2012, con la quale era stato approvato il piano d’emergenza comunale. Analoga precisazione giunge, ora, da Simbario dove il piano d’emergenza è stato deliberato, il 20 dicembre 2012, dall’amministrazione guidata dall’allora sindaco Francesco Andreacchi. E’ probabile, quindi, che anche altri comuni vibonesi, pur avendo approvato il piano, non siano presenti nell’elenco pubblicato sul sito della Protezione civile. A questo punto sarebbe interessante capire il motivo per cui soltanto quattro enti figurino nella lista dei virtuosi. La legge 100/2012 imponeva ai comuni di approvare “con deliberazione consiliare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il piano di emergenza comunale previsto dalla normativa vigente in materia di protezione civile, redatto secondo i criteri e le modalità di cui alle indicazioni operative adottate dal Dipartimento della protezione civile e dalle giunte regionali”, nonché di provvedere “alla verifica e all'aggiornamento periodico del proprio piano di emergenza comunale, trasmettendone copia alla regione, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo e alla provincia territorialmente competenti”. E’ possibile che, alcuni comuni, una volta varato il piano d’emergenza non lo abbiano trasmesso al Dipartimento regionale della protezione civile che, a sua volta, avrebbe dovuto inoltrarlo al livello superiore? In alternativa, è ipotizzabile che il Dipartimento regionale non abbia trasmesso gli atti deliberativi approvati da tutti i comuni? Come si spiega, infine, che pur essendo indicato un termine perentorio entro il quale procedere all’approvazione dei piani d’emergenza, nessuno si sia mai premurato di diffidare le amministrazioni inadempienti? Interrogativi che offrono la plastica dimostrazione di come ogni attore parli una propria lingua, il risultato è un’ineffabile babele

Simbario, domani Consiglio comunale: da approvare variazione di bilancio e adesione al nuovo Gal

Il civico consesso è stato convocato dal sindaco Ovidio Romano per domani alle ore 18 (seconda convocazione venerdì alle ore 18.30) per discutere di due importanti punti all’ordine del giorno:

1. Revoca delibera Consiglio comunale  n. 8 del 28 aprile 2016 ed adesione al Gal; 

2. Variazione di Bilancio

Torna potabile l’acqua a Simbario

Il sindaco di Simbario Ovidio Romano ha revocato l’ordinanza con la quale, nei giorni scorsi, aveva vietato l’uso dell’acqua ai fini del consumo umano. Il provvedimento è stato adottato a seguito delle analisi effettuate sui campioni d’acqua che hanno evidenziato il rientro nei limiti previsti dal D.l.vo  n. 31 del 02/02/2001.

Simbario, gocce di pioggia e l'acqua non è potabile: ordinanza del sindaco Romano

“Divieto di utilizzo di acqua potabile ai fini del consumo umano, fino alle analisi effettuate da questo Ente in autocontrollo da laboratorio accreditato”. È quanto scrive in un’ordinanza il sindaco di Simbario Ovidio Romano che ha emesso l’atto in conseguenza della “nota dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia del 21.07.2016, dalla quale si rileva la non conformità ai parametri microbiologici nei limiti previsti dal D.lgs. n. 31 del 02.02.2001 (Punto di prelievo uscita serbatoio comunale) a causa della presenza di batteri dovuta ad infiltrazione a seguito delle recenti piogge”. Ciò significa che è bastata appena qualche goccia di pioggia per creare disagi non indifferenti e induce ad effettuare ulteriori riflessioni sul problema della disponibilità di acqua potabile nell’entroterra vibonese.

Convocato Consiglio comunale Simbario: in discussione Contratto fiume “Ancinale” e riequilibrio finanziario

Il sindaco di Simbario Ovidio Romano ha convocato il Consiglio comunale, in seduta straordinaria e urgente, per sabato alle 17.30 (seconda convocazione domenica alle 18) prevedendo due punti all’ordine del giorno: “Accordo Quadro di Sviluppo territoriale Contratto fiume ‘Ancinale’. Direttiva adesione e partecipazione dell’attuazione” e “Piano riequilibrio finanziario pluriennale art. 243 bis del Tuel – rinuncia definitiva alla richiesta al fondo di rotazione”.

Simbario, vietato l’utilizzo dell’acqua per usi non domestici: multe fino a 500 euro

Il sindaco di Simbario Ovidio Romano ha disposto, con un’ordinanza, il “divieto di utilizzo di acqua potabile distribuita dall’acquedotto comunale per innaffiare orti, giardini, piantagioni e per il lavaggio dei veicoli”. L’atto sorge dalla constatazione del fatto che “nel periodo estivo è possibile il verificarsi di situazioni di carenza nella distribuzione dell’acqua potabile attraverso il servizio del civico acquedotto dovuto anche ad un naturale maggior consumo” e punta ad “evitare possibili situazioni di disagio”. Le infrazioni saranno punite “con una sanzione da 25 a 500 euro”.

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