Serra al centro, ticket: l’Asp lascia i cittadini nel limbo

"L’incertezza amministrativa e sanitaria che regna ai piani alti di via Dante Alighieri, a Vibo Valentia, sta creando un limbo da cui molti cittadini stentano ad uscire. Il problema è quello dell’esenzione ticket rispetto al quale l’Asp continua a navigare a vista. Non soltanto code, disagi, disorganizzazione, ma ci sono addirittura cittadini dell’entroterra che non possono usufruire dell’esenzione perché destinatari di sanzioni sulle esenzioni sanitarie indebitamente godute che però giungono ad anni di distanza, quando ormai è praticamente impossibile ricostruire le condizioni personali e reddituali passate. La questione riguarda un cospicuo numero di disoccupati e pensionati del Comprensorio delle Serre che si sono visti negare il diritto all’esenzione in quanto morosi verso il sistema sanitario regionale. E chi cerca chiarimenti non trova risposta. Alcuni cittadini che non hanno ricevuto alcuna comunicazione hanno chiesto delucidazioni agli organi amministrativi e all’Urp dell’Asp senza trovare nessuno che abbia risposto alle loro domande. E, dietro l’angolo, oltre al danno, potrebbe nascondersi pure la beffa. Ci potrebbero essere, infatti, dei cittadini che a fronte di una piccola somma da dover versare, a causa della mancata esenzione ed in vista di future viste o esami diagnostici importanti, dovrebbero sborsare delle somme ben più alte. Il tutto perché a fronte di una materia complicata dove vanno incrociati un sacco di dati non si è agiti per tempo, pretendendo dai cittadini la conoscenza di codici, reddito, dati economici e quant’altro in assenza di una adeguata campagna di comunicazione. E sembrerebbe, inoltre, non esserci comunicazione con gli organi deputati della Regione Calabria che potrebbero – qualora ne fossero a conoscenza – intervenire per sanare le posizioni maggiormente dubbie onde evitare danni a cittadini che vivono in condizioni già disagiate. Ma di tutto questo il management sanitario dell’Asp vibonese sembra non preoccuparsene, pertanto, continueremo a batterci per una sanità più a dimensione di cittadino".
 
Lo scrivono in una nota i componenti di "Serra al Centro", Bruno Iovine e Maria Rosaria Franzè.
 
 
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Serra al centro, l’Asp compra tre ambulanze e dimentica l’ospedale di San Bruno

"Di tre ambulanze nuove nemmeno una per l’ospedale di Serra San Bruno. E’ la scelta non fa altro che confermare quello che andiamo denunciando da mesi: è in corso lo smantellamento del nosocomio serrese. L’Asp di Vibo Valentia recentemente ha acquistato tre ambulanze nuove destinandone due allo Iazzolino ed una all’ospedale di Tropea. Nessun mezzo invece è stato destinato all’unico ospedale montano presente sul comprensorio delle Serre che quindi non risulta interessato dal programma di riqualificazione mezzi, un chiaro disimpegno rispetto al reale potenziamento del presidio sanitario propagandato (a parole) nelle pubbliche manifestazioni. Il Commissario straordinario dell’Asp, Giuseppe Giuliano, dunque, smentisce se stesso nel momento in cui promette attenzione per l’ospedale di zona montana e poi con i fatti fa l’esatto contrario. Un moderno mezzo di soccorso, dotato di tecnologie di ultima generazione non soltanto garantisce l’efficienza del servizio di emergenza urgenza ma molte volte può rappresentare lo spartiacque tra la vita e la morte laddove la tempestività e la qualità dell’intervento risultano essenziali. La mancata ambulanza per l’ospedale di Serra San Bruno è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di elementi che lasciano presagire un reale rischio di chiusura del nosocomio e a nulla valgono le rassicurazioni della politica sanitaria vibonese. E’ doveroso – a questo punto – riscontrare come la recente pandemia che ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, calabrese e vibonese in particolare, non avendo contribuito ad una nuova presa di coscienza del bisogno sanitario dell’entroterra vibonese, di fatto non ha insegnato nulla al management dell’Asp di Vibo Valentia, le cui scelte continuano a viaggiare nella direzione opposta rispetto al diritto alla salute dei cittadini montani. Con buona pace dei Livelli essenziali di assistenza".
 
E' quanto affermano in un comunicato i componenti del movimento Serra al Centro, Cosima Pisani e Gregorio De Caria.
 
 
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Serra al centro: “Sulla Casa di comunità il sindaco trovi una soluzione seria”

"La sortita del sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, con la quale ha tirato fuori dal cilindro magico la soluzione del problema circa l’ubicazione della Casa di comunità fuori dal corpo dell’ospedale “San Bruno”, rinvenendola nella costruzione ex novo di uno stabile sul terreno del parcheggio ospedaliero ci lascia basiti. In primis perché non è riuscito a trovare una soluzione alternativa valida – nonostante il placet regionale – e poi perché, anziché avere una visione che ampli i servizi sanitari, con questa sua proposta il parcheggio verrebbe drasticamente ridotto e l’utenza troverebbe ulteriori problematiche logistiche, dimostrando la poca lungimiranza del primo cittadino. Ma quello che ci lascia esterrefatti è che, come al solito, il sindaco Barillari viva in una realtà parallela dove i problemi non esistono".

E' quanto si legge in un comunicato del Movimento Serra al centro.

"Durante il Consiglio - continua la nota - è stato reso noto come nei giorni scorsi la società che si sarebbe aggiudicata i lavori per la progettazione della Casa di comunità all’interno nel nosocomio, si sarebbe addirittura recata per un sopralluogo. E di questo passaggio, naturalmente, il primo cittadino serrese non ne era a conoscenza o finge. Tutto questo sta a significare che le tappe per la realizzazione della Casa di comunità – al di la delle affermazioni del Commissario Asp di Vibo Valentia, Giuseppe Giuliano, e di quelle del sindaco Barillari – sono ormai giunte ad una fase molto avanzata. Noi siamo e saremo contrari alla Casa di comunità nel corpo dell’ospedale “San Bruno” e per questo chiediamo al sindaco Barillari un impegno serio e concreto, e non le solite affermazioni che hanno il compito di calmierare le proteste altrimenti se ne assumerà le responsabilità per adesso e per il futuro.. L’accorpamento tra Casa di Comunità e servizi ospedalieri – per il Comprensorio delle Serre – significherebbe – infatti - l’anticamera della chiusura dell’ospedale".

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Serra al centro attacca: "Nessuna chiarezza sulla casa della comunità fuori dall’ospedale"

"Siamo e saremo sempre contrari che la casa di comunità venga collocata dentro l’ospedale “San Bruno” e per questo chiediamo chiarezza".

Questo l'incipit di una nota, vergata dai componenti del Movimento Serra al centro.

"Chiarezza - aggiungono - la chiediamo al sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barilarri, per cercare una ubicazione diversa rispetto a quella prevista nel corpo del nosocomio serrese – vista la disponibilità regionale in questo senso -, in quanto la medicina territoriale non può e non deve essere incorporata nel sistema ospedaliero. Chiarezza la chiediamo anche all’Asp di Vibo Valentia che sembra disinteressarsi completamente della questione sanitaria nel Comprensorio montano delle Serre limitandosi unicamente a presenziare, tramite il Commissario straordinario, Giuseppe Giuliano, a incontri sulla sanità in cui rischia di collezionare una serie di magre figure visto disimpegno e mancata conoscenza delle problematiche dell’entroterra montano vibonese. Senza contare che rispetto ai piani ideati dal management vibonese qualcosa pare non andare per il verso giusto: infatti se fosse confermata la circostanza che le gare d’appalto per le Case di comunità, portate avanti da Invitalia, sarebbero andate deserte, ci troveremmo difronte un imprevisto non di poco conto che rischia di mettere in discussione tutto l’assetto strutturate del piano territoriale".

"Le Case di comunità - prosegue la nota - dovrebbero costituire un fungere “filtro” territoriale per evitare un imbuto caratterizzato da accessi impropri al pronto soccorso. Dovrebbero, quindi, essere ubicate nel territorio per lavorare in sinergia con la medicina territoriale, i medici di famiglia e tutti gli altri servizi sanitari territoriali onde evitare che pazienti cronici finiscano in ospedale. Per questo - è la chiosa finale - chiediamo che, senza tentennamenti, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Barillari, trovi una soluzione alternativa che da un lato risponda all’esigenza di avere la casa di comunità sul territorio e dall’altro non creare un sorta di inutile doppione all’interno del nosocomio col rischio di sopprimerne i servizi mettendo in discussione l’esistenza stessa dell’ospedale".

 

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Serra al centro: "L’Asp dimentica l’entroterra e gli ammalati. E’ caos su ticket e scelta del medico"

"Non c’è solo confusione ma scelte amministrative poco opportune che non tengono conto delle caratteristiche territoriali del Comprensorio montano delle Serre vibonesi. Ci riferiamo alle continue segnalazioni che giorno dopo a giorno mettono a nudo la disorganizzazione di un sistema sanitario vibonese che dimentica ammalati e territori, facendo si che l’esenzione ticket e la scelta del medico di medicina generale avvenga per poche ore due volte a settimana. Succede a Serra San Bruno, dove la popolazione montana dell’entroterra che giunge spesso da paesi “limitrofi” ma distanti gomitoli di curve è costretta a sobbarcarsi code, viaggi chilometrici e problemi logistici per vedersi riconosciuto un diritto legittimo, quale quello all’esenzione del ticket o alla scelta e revoca del medico curante, a fronte di sportelli aperti per poche ore. Un servizio precario che sta diventando sempre di più un disservizio che colpisce ammalati ed indigenti. E non basta creare dei disagi e poi cercare di risolverli correndo ai ripari con soluzioni tampone, va invece preveduto ed evitato. Succede cosi che il viaggio degli abitanti dei paesi montani alla volta degli sportelli Asp di Serra San Bruno sembra più una missione che l’esercizio di un diritto, con molte persone reduci da tanti viaggi a vuoto e poche certezze".

E' quanto si legge in una nota del Movimento Serra al centro.

"Ma - continua il comunicato - l’Asp vibonese, guidata dal Commissario straordinario, Giuseppe Giuliano, sembra dimenticarsi di questo territorio, anche all’indomani del suo rinnovo, contrariamento a quanto promesso qualche mese addietro. Chiediamo al Commissario Giuliano, che fine ha fatto l’apertura del reparto di lungodegenza? Come mai non si scorrono le graduatorie per garantire il personale idoneo a garantirne il servizio? Perché il servizio ambulatoriale al distretto di Serra non ha le medesime ore previsto per gli altri distretti? Interrogativi rispetto ai quali chiediamo una risposa non tanto e non solo a parole, ma soprattutto con i fatti".

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Ospedale San Bruno, "Serra al centro”: “Non siamo soddisfatti dall’incontro in Regione”

"Un incontro quasi interlocutorio che, più che dare certezze, ha portato dubbi ulteriori e la consapevolezza che qualcosa in più si sarebbe potuto fare agendo con maggiore tempestività".

All’indomani dell’incontro nella sede della Regione Calabria il movimento civico “Serra al centro” traccia il bilancio del confronto avuto unitamente agli altri movimenti, comitato e sindaci sulle sorti dell’ospedale San Bruno.

"In seguito al sit-in davanti alla Cittadella regionale - aggiungono in una nota. i responsabili di "Serra al centro" - abbiamo avuto modo di ascoltare la “voce” della Regione grazie all’intervento della dr.ssa Bernardi, della dr.ssa Scordo e l'ingegnere Gidaro, che ci hanno rassicurato circa il mantenimento del nosocomio di Serra San Bruno quale ospedale di zona montana e disagiata. Non ci basta. Sono necessari atti concreti che riempiano di contenuti strumentali e di personale medico e paramedico questo che sta assumendo le vestigia di un sarcofago vuoto. Un ospedale è tale se ci sono i servizi medici, infermieri e strumenti diagnostici che garantiscano il diritto alla salute dei cittadini, non a parole e non solo sulla carta. Per quanto riguarda l’istituzione della Casa di comunità all’interno dell’ospedale, cui noi ci opponiamo fermamente, nelle intenzioni regionali, secondo i progetti redattati, dovrebbe essere allocata nel seminterrato del nosocomio ma è stato chiesto ai sindaci presenti di trovare soluzioni alternative con locali idonei nel più breve tempo possibile. Un’apertura sulla quale bisogna impegnarsi immediatamente anche se il tempo rema a nostro sfavore. Anche se non possiamo definirci soddisfatti in quanto è mancato un confronto diretto con le autorità politiche, abbiamo notato una diversa propensione all’ascolto rispetto a quella dell’Asp di Vibo Valentia che a in alcuni casi sembra addirittura contraddire quella che invece rappresenterebbe la volontà regionale in tema di sanità nella nostra zona di montagna. Continueremo - conclude il comunicato - a vigilare unitamente a tutti gli altri movimenti e comitati affinché il diritto alla salute venga ripristinato è garantito anche nelle Serre calabresi".

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Ospedale Serra San Bruno, De Caria e Zangari chiamano a raccolta i cittadini in vista del sit-in di venerdì alla Cittadella regionale

“Unità e partecipazione. In vista del sit-in previsto alla Cittadella regionale per venerdì prossimo dove manifesteremo tutto il nostro dissenso circa le sorti del nosocomio di Serra San Bruno, dimenticato dalla politica sanitaria regionale e dall’Asp di Vibo Valentia, chiamiamo a raccolta tutti quanti credono che la sanità sia un bene comune da garantire ad ogni uomo in quanto tale. Questo rappresenterà l’inizio di tutta una serie di manifestazioni ed incontri aventi come minimo comune denominatore la restituzione di un ospedale di montagna cosi come previsto dalla legge e la garanzia che i livelli essenziali di assistenza vengano ripristinati anche nel comprensorio delle Serre, dove non può e non si deve morire per mancanza di servizi sanitari. Dove si è scelto di smantellare l’unico ospedale presente sul territorio senza tenere conto della richiesta di salute dei cittadini, dove il diritto alla salute viene calpestato ogni giorno dall’inefficienza burocratica da un lato e da scelte politiche scellerate dall’altro. Fino a pochi giorni fa alla nostra rivendicazione di sanità la politica regionale e l’Asp di Vibo Valentia hanno risposto con un valzer di contentini senza alcun contenuto reale, adesso è il momento di rappresentare nelle sedi decisionali il nostro disappunto e la nostra protesta. Occorre, dunque una presa di posizione forte che sappia mettere alle porte le bugie elettorali e le complicità che di mese in mese hanno portato a questo disastro, per questo la nostra arma sarà la nostra presenza. E' per questo che insieme a tutti gli altri movimenti nati e presenti sul territorio che hanno come obbiettivo la tutela della salute e dell’ospedale “San Bruno”, abbiamo pensato di istituire dei pullman che da Serra San Bruno e dai paesi vicini partiranno venerdì mattina alle ore 8.30 (Serra) ed alle 8.45 (Brognaturo) alla volta di Catanzaro dove chiederemo che una delegazione venga ricevuta dal Commissario alla sanità e Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, al quale sottoporremo le richieste di tutti i liberi cittadini che saranno presenti per difendere la dignità e il rispetto civico che attualmente sentiamo calpestati da atti scellerati che non sono degni di un popolo civile come il popolo del territorio delle Serre calabre. Lasciamo da parte ogni colore politico e marciamo uniti vero un bene comune, quello del ripristino della sanità nel Comprensorio montano delle Serre, uniti si vince”.
 
E' quanto si legge in una nota vergata dai rappresentanti del “Movimento Serra al Centro”, Giuseppe Zangari e Gregorio De Caria
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Ospedale Serra San Bruno, Rachiele e Pisani: "Il sindaco faccia chiarezza, da parte nostra iniziative sempre più incisive"

"E' davvero curioso come il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, dopo essersi adoperato affinchè la Casa di Comunità trovasse sede nel corpo dell'ospedale San Bruno ed essersi autoproclamato garante della veridicità delle promesse del Commissario dell'Asp vibonese, Giuseppe Giuliano e per suo tramite, del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, adesso intenda partecipare alle azioni a difesa del nosocomio montano che da più parti si fanno sempre più incalzanti. Un dissidio interno che dovrebbe chiarire una volta per tutte, sgomberando il campo da dubbi e contraddizioni. Unitamente ad altri movimenti e comitati abbiamo organizzato un autobus con cui, il 16 dicembre, andremo a intavolare un sit-in di protesta alla Cittadella regionale, chiedendo ai piani alti della Regione che un territorio montano con mille difficoltà come quello del comprensorio delle Serre non venga abbandonato a se stesso e dimenticato, facendolo retrocedere, in campo sanitario ma non solo, a cinquant'anni addietro. Alle riunioni organizzative in vista del sit-in, ma più in generale in vista di ogni altra iniziativa, lavoreremo affinchè il fronte della protesta sia il più largo possibile, includendo sindaci e rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Una cosa è certa la mobilitazione non si fermerà qui e saremo pronti ad iniziative sempre più incisive perchè non si può decretare la morte della sanità nel territorio più difficile della Calabria centrale". 
 
E' quanto scrivono in una nota, le componenti del Movimento "Serra al centro", Nensy Rachiele e Cosimina Pisani. 
 
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