Comitato No Triv Basso Jonio: "Nessuna collaborazione dal PD"

Il Comitato No Triv Basso Jonio intende precisare come “una campagna referendaria è fatta di reali e tangibili azioni di sensibilizzazione: volantinaggio, sit-in e banchetti informativi, assemblee, eventi, comunicazioni personali e sui media. Insomma, non è sufficiente un comunicato stampa pochi giorni prima del voto per parlare di “sensibilizzazione efficace”. A Soverato, nello specifico, il Comitato ha organizzato “assemblee pubbliche, volantinaggio e banchetti in piazza ed al mercato, un ‘concerto per il SI’ con grande sforzo economico. Ebbene, a nessuno di questi appuntamenti il locale Partito democratico ha partecipato o collaborato in alcun modo. Perciò non si capisce quale sia stato il fattivo contributo alla campagna referendaria dello stesso Pd. D'altronde – conclude il Comitato - nell'apprendere i risultati, è ora il tempo delle riflessioni e dell'analisi del voto, non certo della soddisfazione per il raggiungimento di una percentuale di votanti che, sebbene rilevante, non è stata all'altezza delle aspettative, specie se si guarda alla nostra regione".

Affluenza referendum trivelle: Campania e Calabria in coda

Affluenza molto bassa in tutta Italia (23,48%) alle ore 19. A chiudere la graduatoria delle Regioni in riferimento alla partecipazione al quesito referendario sulle trivelle sono Campania (17,56%), Calabria (18,15%) e Trentino Alto Adige (19,01%). In cima alla lista ci sono Basilicata (33,26%), Veneto (28,58%) e Puglia (28,28%). 

 

Referendum trivelle, FdI punta l'indice contro "le confuse ambiguità del PD calabrese"

"Domenica prossima si vota per un referendum che costa al popolo italiano 300 milioni di euro". A prendere una posizione politica sul quesito referendario di domenica prossima, sono i dirigenti regionali di Fratelli d’Italia Massimo Ripepi, Cesare Materasso e Ernesto Rapani. "Rileviamo ed evidenziamo ai calabresi - affermano i tre esponenti di FdI-AN - che nel comitato promotore figuravano, vedasi conferenza alla Camera dei Deputati indetta a suo tempo, anche i rappresentanti delle assemblee legislative di 9 regioni italiane: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto. Tra queste anche la nostra Regione Calabria, per volere del suo Governatore Mario Oliverio, figurava tra gli Enti promotori del referendum. Ora, invece, parte del PD e il Governo centrale caldeggiano l'astensionismo". "Il presidente Oliverio, quindi, che si trovava tra i fautori del referendum, interviene solo nella giornata di ieri, ad appena tre giorni dal voto, per annunciare – denunciano i tre dirigenti regionali del partito di Giorgia Meloni- il suo Sì . Rimangono in silenzio, invece, altri componenti illustri del PD, il presidente Nicola Irto, il sindaco di Reggio Calabria Falcomatà, tutti allineati alla posizione di Matteo Renzi, che insiste in un ingiustificato astensionismo, assolutamente non rispettoso della consultazione ammessa e dei costi che la stessa comporta per il popolo italiano. Ci saremmo aspettati un impegno elettorale sul referendum molto più imponente da parte degli esponenti regionali del PD, visto che lo stesso presidente Oliverio si era confrontato anche con altri governatori meridionali in particolare con quello della Puglia, Emiliano, per recitare il ruolo di difensore delle coste meridionali, con prese di posizione nette che preludevano a un impegno massiccio nella campagna referendaria". Ripepi, Materasso e Rapani di Fratelli d’Italia, evidenziano "l’attenzione dei calabresi su tali importanti sfumature politiche dove emerge 'l’imbarazzo' politico del PD regionale e dei suoi uomini delle istituzioni. Una posizione non lineare del PD calabrese, divisa tra chi sostiene il Sì e chi invece tace completamente, che alimentano una forte confusione politica su un argomento di assoluta semplicità. Una confusione, dunque, imbarazzante – proseguono i dirigenti di Fratelli d’Italia- che sa di sapore di astensionismo, per un referendum che lo stesso Oliverio aveva caldeggiato. Eppure il territorio calabrese è interessato direttamente dalla problematica di cui al quesito referendario, con piattaforme proprio a largo delle nostre coste che andrebbero tutelate insieme a tutto il nostro ecosistema marino calabrese. La posizione di Fratelli d’Italia, invece, risulta essere coerente e netta da sempre in difesa dei calabresi e del nostro territorio.  Invitiamo ad andare a votare tutti i calabresi e a votare per il Sì per dire basta ad un prosieguo di inquinamento del nostro mare, del nostro ambiente e del nostro eco sistema". "Le piattaforme di trivellazione a largo delle coste calabresi- concludono i dirigenti regionali di FdI Ripepi, Materasso e Rapani mettono a rischio le vere ricchezze della nostra terra mare, ambiente pulito, turismo e pesca, pertanto, invitiamo tutti i calabresi a recarsi al voto domenica 17 aprile e di scegliere convintamente la strada del Sì, al fine di tutelare il nostro habitat dal prosieguo di concessioni che danneggiano il nostro ecosistema marino e poi anche per non sprecare denaro pubblico per un quesito referendario varato e ora per cui è giusto andare a votare".

 

Referendum trivelle, Oliverio: “Andrò alle urne e voterò Sì”

Il presidente della Regione Mario Oliverio, intervenendo a Sellia, nel corso di una manifestazione pubblica ha precisato la sua posizione sul referendum del 17 aprile. “Domenica prossima – ha affermato - mi recherò alla urne e voterò sì, in coerenza con le posizioni espresse in Consiglio regionale e nel rispetto del voto unanime del Consiglio che ha deciso di promuovere il referendum anche su nostra proposta. Sono convinto che il Consiglio regionale ha interpretato pienamente l’opinione dei calabresi che con la partecipazione al voto confermeranno questa convinzione”.

Referendum 17 aprile: Pro Loco di Serra si mobilita per dire stop alle trivellazioni

Anche la Pro Loco di Serra San Bruno così come tutte le Pro Loco Calabresi si schiera, in vista del Referendum del prossimo 17 Aprile, sul fronte del SI per dire stop alle trivellazioni. "Si tratta infatti - sostengono gli esponenti dell'associazione - di una importante lotta per la tutela ambientale e turistica della nostra splendida costa considerato che il referendum riguarderà ben 21 concessioni di cui 5 nella sola Calabria. Siamo ben coscienti che Domenica a differenza di quanto cerca di affermare il fronte del No, passa una delle più importanti tappe di civiltà e di progresso a cui un popolo può partecipare, saremo infatti chiamati a difendere il nostro mare, la nostra costa e la nostra economia. Si deve votare sì per molti motivi tra i quali: il referendum riguarda le concessioni entro le 12 miglia, vicinissime quindi alla nostra costa; il contributo  delle attività offshore entro le dodici miglia è irrisorio confrontato al nostro fabbisogno nazionale, sono infatti pari al 3% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio. Questo non giustifica il rischio di disastro ambientale; gli impianti di trivellazione non sono sicuri, l'ultimo incidente è avvenuto in Francia il 6 Aprile provocando un sversamento di 380000 litri di petrolio nella Loira; una eventuale catastrofe ambientale affosserebbe per sempre l'economia della nostra regione; se vince il sì nessun posto di lavoro è a rischio. A mettere in pericolo posti di lavoro, semmai, sono la crisi del settore, la riduzione dei consumi nazionali di gas (-21,6%) e petrolio ( -33%) e la mancanza di una seria politica energetica nazionale". "Per tutte queste ragioni e per altre - concludono i rappresentanti della Pro Loco - saremo anche noi presenti nei prossimi giorni nelle piazze serresi per divulgare ai cittadini le ragioni del SI".

 

Referendum trivelle, Fratelli d’Italia in campo per il “Sì”

In riferimento al referendum sulle trivelle il coordinatore di Vibo Valentia di Fratelli d’Italia Anthony Lo Bianco dichiara quanto segue:

“Presumere che un partito possa tenere al suo interno posizioni contrastanti è più che giusto. Anzi, in un partito ci saranno dibattiti più che articolati, con molteplici idee per poi fare sintesi. I momenti elettorali, però, richiedono unità d’intenti e di prospettive. All’elettore bisogna fare proposte concrete. Non ci si può avvicinare all’elettorato se non dopo aver fatto trasparenza al proprio interno. Ma nel Partito Democratico non sta accadendo questo, non sta accadendo questo con riferimento al referendum di Aprile che ha per oggetto la spinosa vicenda delle estrazioni petrolifere in mare. Rifiutarsi dall’assumere una posizione è davvero inaccettabile. I partiti conciliano per loro natura gli interessi, definiscono una linea politica sulle diverse questioni: culturali, etiche, sociali ed economiche. Una visione come questa, prettamente incoerente, non fa altro che indurre a pensare ad una incapacità politica di rappresentare le richieste degli elettori ed iscritti. Nel caso del petrolio è chiara la differenza di pensiero  fra il governo Renzi e molte Regioni amministrate dal PD, come la nostra stessa Regione. In Calabria assistiamo a silenzi imbarazzati. A partire da  cariche istituzionali per concludere con dirigenti autorevoli del Pd. Capisco il disagio e l'imbarazzo e comprendo  le posizioni personali, ma la politica è molto più seria di quanto la si possa immaginare. Soprattutto in questa fase storica così delicata e controversa. Noi di Fratelli d’Italia abbiamo una posizione che ha un solo significato. Dal nostro presidente Giorgia Meloni, fino all’ultimo iscritto, abbiamo deciso una posizione inequivocabile, ovviamente abbiamo discusso, non sono mancati i malcontenti. Ma, alla fine, dovendo offrire una posizione di voto ai nostri elettori, restiamo fedeli alla linea dettata dagli organismi democratici che regolano la nostra vita di associazione politica. Quindi, FDI  Vibo Valentia, si schiera a favore del "SI", cioè a favore della rotazione dell'articolo oggetto del quesito, ritenendo che l’esigua produzione che deriverebbe da una mancata abrogazione del dettato non costituisca assolutamente una valida motivazione per continuare a mettere a rischio il delicato equilibrio dei nostri mari e del nostro ecosistema, che dovrebbe invece rappresentare la vera ricchezza del nostro paese”.

Referendum 17 aprile: aumentano le adesioni al Comitato No Triv Basso Jonio

Continuano ad aumentare le adesioni di associazioni, movimenti, sindacati, amministratori (a titolo personale) e liberi cittadini al Comitato No Triv Basso Jonio, organizzazione nata per promuovere il SI al referendum del prossimo 17 aprile, al fine di cancellare la norma (contenuta nell'ultima Legge di Stabilità) che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro 12 miglia dalle coste italiane senza limiti di tempo. Durante la seconda assemblea operativa del Comitato, svoltasi ieri pomeriggio - fa sapere una nota trasmessa dallo stesso Comitato -  presso la sala consiliare del Comune di Soverato, si è affinata la macchina organizzativa per sensibilizzare la cittadinanza e renderla consapevole dell'importanza della consultazione referendaria chiesta ed ottenuta da 9 consigli regionali, fra i quali la Calabria. Volantinaggio, banchetti informativi e sit-in sono gli strumenti principali del Comitato per rendere edotta la popolazione sui rischi, non compensati da alcun evidente vantaggio, delle concessioni di trivellazione senza limiti di tempo di gas e petrolio a due passi dalle nostre coste. A queste tecniche classiche di sensibilizzazione della cittadinanza, che devono abbattere il muro del silenzio imposto dai media, si aggiunge l'organizzazione di alcuni eventi per meglio approfondire queste tematiche. Il primo si terrà a Davoli l'8 di aprile alle ore 18 presso il centro polifunzionale. Il 14 aprile se ne dovrebbe tenere un altro a Montepaone, ed altri ancora sono in corso di organizzazione nel vasto comprensorio che va da Guardavalle a Stalettì, inglobando l'entroterra delle Preserre". "L'assemblea - spiega il comunicato - ha infine discusso le modalità di svolgimento di quello che sarà il grande evento di promozione del SI al referendum da parte del Comitato No Triv Basso Jonio: la manifestazione che si terrà il prossimo 11 aprile a Soverato, al quale parteciperà, fra gli altri, il Consigliere Regionale delegato alla Campagna Referendaria Arturo Bova.                   

 

 

Referendum 17 aprile. "No alle trivellazioni, no al carbone Stessi ricatti, stessa determinazione"

"Il prossimo 17 Aprile gli italiani avranno l’opportunità di scegliere, con un Referendum  abrogativo, se porre fine al rinnovo sine die delle concessioni per trivellazioni finalizzate alle estrazioni di petrolio e metano entro le 12 miglia costiere". E' questo l'incipit di una nota diffusa dal Coordinamento Associazioni Area grecanica e dal Movimento No carbone Saline. "Una consultazione promossa da 10 Regioni, Calabria compresa, ma che è stata fissata per questa primavera offrendo un lasso di tempo - si legge nel comunicato - estremamente ridotto per permettere una discussione pubblica approfondita che permetta la formazione di una consapevolezza diffusa sull’argomento. Ancora una volta ai territori si sottopone il solito ricatto proposto all’Area grecanica con la vicenda della centrale a carbone di Saline Joniche: costringere la cittadinanza a scegliere tra la necessità di lavoro, la salubrità ambientale e lo sviluppo sostenibile dei settori della pesca e del turismo. Anche questa volta i rischi e le esternalità negative ricadrebbero sulla collettività, mentre i profitti delle speculazioni saranno a vantaggio di poche compagnie petrolifere private, per lo più straniere, che continueranno a versare  royalties ridicole, circa il 6- 7% di  quello che si estrae. La scelta di continuare ad investire nelle fonti fossili 'blocca' l’Italia  in un sistema produttivo antiquato che parla, tra l’altro, ancora di carbone ipotizzando la costruzione di una centrale a carbone a Saline Joniche contro cui il Coordinamento delle Associazioni dell’Area grecanica si batte da anni. Non possiamo dunque sprecare questa occasione, di dare un segnale forte e chiaro per la costruzione di una strategia energetica nazionale che sia in linea e con-sequenziale alla ratifica degli accordi di Parigi del 2015: un modello dunque che sostenga il turismo, le risorse e le ricchezze naturali per questo il 17 aprile vota sì, vota per pretendere la fine delle trivellazioni in mare! Allo scopo di sostenere il Sì al referendum, il prossimo 31 Marzo dalle 18,00 il Parco Ecolandia di Reggio Calabria, ospiterà la prima tappa del tour organizzato dalla Cooperativa Retenergie, in collaborazione con Fondazione Culturale di Responsabilità Etica e il Coordinamento Nazionale No Triv, per promuovere - termina il documento - un modello di produzione energetica  che punti alle fonti rinnovabili, piuttosto che a quelle  fossili".

 

Subscribe to this RSS feed