Vibo, ex calciatore della Vibonese si afferma a Firenze nel campo della ristorazione

Forse quando ha scelto di appendere le scarpette di calcio al classico chiodo e prendere il primo volo aereo per iniziare la sua straordinaria avventura nel mondo dell’imprenditoria dell’accoglienza e della gastronomia non aveva tutti i torti.

Da possibile mezza punta della Fiorentina, a manager del turismo europeo il passo è stato faticoso ma riuscito ed il successo intervenuto subito dopo le prime traversate transoceaniche, volte a conoscere i modelli avanzati del pianeta turismo, ha fatto si che si convincesse che la strada individuata era quella giusta.

Ma prima di approdare a Firenze, che diventerà la culla dei suoi prestigiosi traguardi spende il suo contatto con il mondo intero e spesso della isole più felici, quelle della vacanza che costa e che ti mette in relazione con il jet set dell’ universo stellato.

Parliamo di un personaggio, tutt’altro che sconosciuto: Gianni Frija, ex studente dell’Alberghiero, ex pupillo della Vibonese di Dante Lacorata e ex enfant prodige di Curinga, sua città natale.

Ai già affermati ritrovi della buona e gustosa cucina fiorentina come lo storico ristorante “La buca di San Giovanni”, inaugurato nel 1997 e meta di visite del variegato mondo dei big e talvolta anche di qualche testa dorata, e del ristorante pizzeria “Il Teatro”, avviato nel 2007, il Gruppo Frija nei giorni scorsi si è visto assegnare il contesissimo ed ambito Premio “Tre Stelle” anche al ristorante pizzeria “Le Carceri” di Piazza Madonna della Neve, grazie anche ai pizzaioli Antonio Ferone e altri. Ha, infatti, ottenuto il massimo dei voti dalla nota guida on line “Pizzerie stellate”, il locale rispetta in maniera eccellente gli standard qualitativi igienici e professionali”.

Gli artefici del successo calabrese in terra toscana, con public relations Gianni Frija sono anche gli infaticabili fratelli Vito e Piero e perchè no anche papà Francesco.

“Da qualche anno abbiamo vinto una grande scommessa – spiega Gianni – quella di rappresentare degnamente “la Calabria che cambia” in un settore abbastanza competitivo e difficile come quello dell’accoglienza e della ristorazione. Il trasferimento è stato sofferto. Personalmente a Vibo Valentia ho lasciato tanti ricordi e amici.. Quando penso al successo conseguito dalla “Rada” e dal frantoio “europeo” di Franco e Gaetano Cascasi e alla loro voglia di migliorare la qualità della vita di quel territorio mi convinco sempre di più che la nostra è una regione che soffre ma che non ha mai rinunciato al suo orgoglio e alla sua dignità pur di recuperare il terreno perduto. Infine come dimenticare due memorie storiche di grandissimo pregio umano e professionale: l’inimitabile preside Nazzareno De Filippis ed il grande avv. Franco Inzillo, direttore dell’Istituto Alberghiero. Forse non si crederà ma gli effetti del sistema didattico e pratico dell’ex Ipas li scopro ancora oggi quando sono in giro per il mondo ed incontro colleghi che hanno messo una bandierina vibonese nelle più prestigiose strutture di Germania, Svizzera, Inghilterra ed Olanda”. I fratelli Frija a chi dedicano questo nuovo prestigioso ed eloquente riconoscimento ? “A Vibo Valentia la cui storia continua a farci sognare e che raccontiamo a quanti, e non sono davvero pochi, desiderano conoscere il vero segreto del successo del nostro lavoro. Senza dire che sono davvero tanti i vibonesi che ho ritrovato e continuo a rivedere nei nostri locali.”

 

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