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Cusumano: "Non imporre un unico modello di famiglia"

“Ho lasciato che sedimentasse la polemica che è seguita all’indomani dell’approvazione da parte del ‘giovane’ Consiglio comunale di Reggio Calabria della mozione presentata dal consigliere di FI, Massimo Ripepi, denominata ‘Iniziative per la tutela della famiglia naturale’, volendo evitare un intervento di ‘pancia’”. E’ quanto afferma Giovanna Cusumano, presidente della Commissione regionale pari opportunità che aggiunge: “di contro, è mio precipuo interesse, da un lato, certamente stigmatizzare un risultato politico (bipartisan) da redarguire per contenuti e modalità, dall’altro, aprire una sana e costruttiva riflessione su quanto il confronto sulla tutela dei diritti delle persone nel nostro Paese sia ancora straordinariamente involuto. La mozione ‘de qua’ in quanto diretta ad ‘imporre’ un unico modello di famiglia, peraltro costituzionalmente riconosciuto, ignora la complessità e la variabilità storica della convivenza familiare, calpestando maldestramente i diritti della persona”. Secondo Giovanna Cusumano “il concetto di famiglia non può restare ancorato sine die al rapporto coniugale tra eterosessuali. La regolazione normativa non è immutabile, ma muta con il mutare del costume sociale e recepisce l’evolversi della coscienza sociale, perchè se così non fosse, sarebbero ancora vigenti norme che nessuno, oggi, di nessun schieramento politico, avrebbe difficoltà a definire ‘barbariche’, eppure in vigore fino alla riforma del diritto di famiglia datato 1975!!! Ed allora, posto che la politica, con le sue azioni, contribuisce ad orientare la crescita della comunità nella quale opera e che, in quanto tale, deve assumersi la responsabilità dei messaggi che veicola, chiedo al Sindaco di Reggio Calabria ed al Consiglio comunale nella sua interezza, di revocare la mozione denominata ‘Iniziative per la tutela della famiglia naturale’, il cui contenuto è una rappresentazione plastica dell’esistenza di pregiudizi culturali e stereotipi sociali fondati sull’orientamento sessuale. Nel contempo, li invito altresì ad istituire, nel più breve tempo possibile, la commissione Pari Opportunità all’interno del civico consesso. Quanto è successo - continua Giovanna Cusumano- infatti,  dimostra per tabulas che gli organismi di pari opportunità sono uno strumento quanto mai necessario al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, la società civile e la politica al rispetto dei diritti delle persone, a promuovere la cultura della parità e della pari dignità delle persone, a contrastare pregiudizi culturali e stereotipi sociali fondati sulla discriminazione di genere, di appartenenza etnica, di orientamento sessuale e credo religioso”.

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