Rossano: rimaste senza contratto, 19 lavoratrici s'incatenano in Comune

Diciannove assistenti fisiche che prestano la loro attività lavorativa nelle scuole della città di Rossano si sono incatenate, questa mattina sulle scale d'accesso agli uffici comunali.

A dare origine alla protesta, lo stato di precarietà che, a distanza di due mesi dall'inizio dell'anno scolastico, le vede ancora senza un contratto di lavoro. 

Titolari di un rapporto a tempo indeterminato con la vecchia società di servizi, le assistenti hanno perso la loro stabilità in seguito al subentro di una nuova cooperativa che si è aggiudicata il nuovo appalto.

La nuova società ha, infatti, assunto altro personale proponendo alle assistenti già in servizio un contratto a tempo determinato che non è stato accettato. Oggi era previsto, tra le parti, un incontro finalizzato a trovare una  definitiva  via d'uscita.

Insoddisfatte dalla mancata soluzione della vertenza, le lavoratrici hanno inscenato la plateale  protesta, che hanno dichiarato di voler portare avanti fin quando non avranno certezze sul loro futuro occupazionale.
Sul posto sono intervenuti gli uomini delle forze dell'ordine che stanno controllando lo svolgimento della pacifica protesta.

Protesta dei lavoratori TIM del Catanzarese contro il management: oggi il sit-in

Riceviamo e pubblichiamo:

I lavoratori TIM hanno deciso di manifestare liberamente, senza nessun rifermento sindacale, contro un management che sta “umiliando” la professionalità del personale e annullando anni di contrattazione, pensando di sanare bilanci e/o recuperare soldi per pagare amministratori con premi elevati.

Le scelte scellerate di un management, che quotidianamente vedono la nostra azienda pagare multe dell’Antitrust, vedono solo penalizzati lavoratori che da anni vivono in condizioni pessime, costretti a pressioni continue e disorganizzazioni nell’attività lavorativa, che ricadono poi sulla clientela e sull’immagine della nostra Azienda.

Non è chiaro a tutti noi cosa si voglia fare di una Azienda che era fiore all’occhiello delle telecomunicazioni nazionali, il lavoro, che con la nostra professionalità era sintomo di efficienza, oggi viene dato sempre più all’esterno creando notevole imbarazzo sulla qualità percepita dal cliente.

Ora diciamo basta!

Non siamo più disponibili a vedere “morire lentamente” la nostra Azienda, chiediamo che il personale ridiventi fulcro importate nella gestione aziendale, non si può pensare alla gestione economica “stalkerizzando” chi lavora.

Il sit-in di protesta avrà luogo dalle ore 15 di oggi presso la sede TIM sita in località Sarrottino – Tiriolo nei pressi della SS 280.

 

Lavoratori TIM

 

“Roccisano, la bugia a portata di mano”: continua la protesta dopo “Report”

Il servizio mandato in onda da “Report” ha fatto diventare un caso nazionale quello relativo all’impossibilità di usufruire del servizio di trasporto per 30 ragazzini disabili catanzaresi.

Ma il malessere, in Calabria, verso la non conoscenza dei problemi e la mancata risoluzione degli stessi era già presente: ora quel focolaio sembra essersi esplicitato in maniera dirompente, tanto sui sociale network quanto nelle strade. Presso la Cittadella regionale sono stati esposti degli striscioni emblematici: “Roccisano, la bugia a portata di mano”, “Disabili a piedi e mobilitati in mezzo alla strada... Grazie Federica Roccisano”. Inoltre, i percettori della mobilità in deroga si sono presentati in massa con dei piatti in mano. Il disagio è evidente, perché in Calabria la sofferenza è tanta e il linguaggio della politica non viene compreso. Anzi, spesso è odiato, a torto o a ragione.

La protesta sale, la tensione cresce: i rischi di disordini e di esplosione sociale diventano terribilmente reali.

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Sale sul tetto del Municipio e punta il coltello contro i figli

Risponde dei reati di danneggiamento aggravato e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere un trentaduenne che, raggiunto il tetto del Palazzo Comunale di Casignana, in provincia di Reggio Calabria, in compagnia della moglie e dei due figli, rispettivamente di 3 e 2 anni, in segno di protesta perché non gli è stato assegnato un appartamento di edilizia pubblica. Una volta lì, ha rivolto un coltello al collo dei bimbi e minacciato che si sarebbe lanciato giù con entrambi. I Carabinieri intervenuti sul posto, dopo avergli tolto dalle mani l'arma, lo hanno tratto in arresto. qualche minuto prima Samir Faddal, di nazionalità algerina,  con il medesimo coltello aveva intimidito diversi impiegati presenti in Municipio. Dando in escandescenze, aveva anche provocato rilevanti danni ad oggetti e mobili della sede istituzionale. L'opera mediatrice dei militari dell'Arma ha impedito che le conseguenze della rabbia esplosa nell'animo del protagonista della vicenda fossero tragiche.

Protestano ancora i dipendenti della Provincia di Vibo: sprangato l'ingresso dell'ente

Non percepiscono lo stipendio di mesi e l'esasperazione li ha indotti ad armarsi di catene e lucchetti per sprangare le porte d'accesso del palazzo che ospita l'Amministrazione provinciale di Vibo Valentia. Protagonisti dell'eclatante protesta cinquanta lavoratori in servizio presso l'ente intermedio. Presenti sul luogo i poliziotti. Insoddisfatti dalle risposte fornite fino al momento, pretendono che il presidente Andrea Niglia abbandoni l'incarico e si dimetta. Il capo dell'ente intermedio, nel frattempo, ha raggiunto la Capitale con l'intento di sciogliere un nodo sempre più aggrovigliato originato dalla pesantissima condizione finanziaria della Provincia, schiacciata dal peso di una situazione economica dissestata. Qualche giorno fa le banche hanno respinto la proposta di Niglia che aveva chiesto alla tesoreria dell'istituzione da lui guidata di destinare le risorse stanziate per pagare le rate in scadenza dei mutui al saldo delle mensilità non ancora versate ai dipendenti. 

 

Protesta a Vibo: lavoratori con taniche di benzina occupano l'aula del Consiglio comunale

Diciannove lavoratori che prestano servizio per un'azienda attiva nel settore dei rifiuti stanno dando vita ad una pubblica rivendicazione nell'aula in cui si svolge in queste ore il Consiglio comunale di Vibo Valentia. La protesta degli operatori ecologici ha bloccato il regolare corso del dibattito. I dipendenti, muniti di taniche colme di benzina, sono infuriati a causa delle intese, a loro dire, disattese fra la ditta che provvedeva a raccogliere i rifiuti in passato e quella che le è subentrata. Gli accordi intercorsi tra le parti, sostengono gli addetti presenti, sancivano il loro passaggio  dall'una all'altra impresa.  Insieme ai manifestanti, che richiedono il fattivo interessamento del Prefetto, ci sono i rappresentanti del sindacato Slai Cobas. Gli agenti di Polizia verificano che la situazione rimanga sotto controllo. 

Centinaia di lavoratori in mobilità stanno presidiando l'ingesso della Cittadella regionale

E' iniziato oltre quattro ore fa il presidio davanti all'ingresso della Cittadella regionale allestito a Germaneto dalle organizzazioni sindacali. Sono diverse centinaia le persone che stanno manifestando, tra loro lavoratori in mobilità ed altri che percepiscono ammortizzatori sociali. Sono arrivati a Catanzaro per chiedere l'adozione di strategie e percorsi che li reimmettano attivamente nel circuito occupazionale. Numerosi anche i gli amministratori pubblici che hanno deciso di scendere in piazza al loro fianco fianco con l'obiettivo di sensibilizzare l'amministrazione affinché si adoperi per l'attivazione di bandi e lo stanziamento dei fondi necessari all'assunzione dei lavoratori socialmente utili. 

Rischiano il licenziamento: operai per protesta su una ciminiera

Il loro posto di lavoro è stato messo a serio rischio a causa della mancata conferma delle convenzioni con Enel e per protesta si sono inerpicati ad un'altezza di sessanta metri in vetta ad una ciminiera. Protagonisti, loro malgrado, sei operai delle aziende che si occupano della manutenzione della centrale termoelettrica Enel di Rossano Calabro,nel Cosentino. "I lavoratori che rischiano il posto - rivela Giuseppe Guido, segretario comprensoriale della Cgil - sono 40 ed entro fine anno saranno mandati a casa". "L'Enel - ha spiegato il rappresentante sindacale - ha infatti deciso di concludere la convenzione con le imprese che ci sono attualmente per fare un unico contratto con una sola società multiservizi. In questo modo gli operai verrebbero chiamati a giornate e cadrebbe il contratto a tempo indeterminato. Molti di loro sono vicini alla pensione ed hanno famiglia a carico". L'intenzione espressa dai manifestanti è di rimanere in cima fino a quando non riceveranno rassicurazioni in merito al loro destino professionale. Lo stesso Guido si è attivato per richiedere la convocazione di un tavolo che coinvolga le istituzioni  e finalizzato ad una soluzione soddisfacente per i dipendenti. Carabinieri e Polizia si sono recati presso la centrale per tenere sotto controllo la situazione. 

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