Latitante calabrese catturato in Germania, era ricercato per rapina e sequestro di persona

Gli uomini della Direzione delle investigazioni criminali della polizia Tedesca hanno localizzato e arrestato Santo Polistena, di 44 anni.

L’uomo, rintracciato nella cittadina di Heilbronn-Bockingen, era ricercato dal 2016 con l’accusa di rapina a mano armata e sequestro di persona.

La cattura è stata possibile grazie alla collaborazione della polizia tedesca, con il Servizio per la cooperazione internazionale – S.I.Re.N.E., i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria ed il coordinamento della Procura della Repubblica di Messina.

L’identificazione, la localizzazione e la successiva cattura del 44enne giungono al termine di un’intensa attività info - investigativa avviata ad ottobre 2018 e condotta dai carabinieri della Compagnia di Palmi con la direzione del Comando gruppo di Gioia Tauro, grazie alla quale è stato possibile dare indicazioni precise e dettagliate alla polizia tedesca

Polistena, che dovrà espiare 4 anni, 6 mesi e 10 giorni di reclusione, al termine delle formalità di rito, è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria tedesca, la quale ha convalidato l’arresto in attesa dell’avvio delle procedure di estradizione.

Sequestrano imprenditore per farsi consegnare l'incasso, arrestati

I carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Procura della Repubblica reggina, nei confronti di Carlo Raso, reggino, di 47 anni e Anouar Azzazi, cittadino marocchino di 35 anni, ritenuti responsabili, in concorso, dei reati di rapina, sequestro di persona, lesioni personali, porto e detenzione di arma clandestina, ricettazione e furto.

Il provvedimento giunge al termine di intensa attività investigativa sviluppata dalla Compagnia di Melito Porto Salvo e coordinata dalla Procura di Reggio Calabria, scaturita dopo l’arresto in flagranza di reato, eseguito a Melito di Porto Salvo il 28 agosto 2017, di un minorenne ucraino, accusato, in concorso con gli odierni arrestati, del sequestro di persona di un commerciante locale, eseguito a mano armata per sottrargli un’ingente somma di denaro, corrispondente all’incasso di alcuni giorni maturato da un suo esercizio commerciale.

L’attività investigativa ha permesso di far luce sulla dinamica dell'accaduto.

I malviventi, lungo la SS 106, all’altezza del bivio per Marina di San Lorenzo, utilizzando un’autovettura appena rubata, bloccarono, costringendolo contro il guardrail, il veicolo condotto dall’imprenditore e, sotto la minaccia di un fucile a canne mozze, gli intimarono di consegnare il denaro. La vittima non poté far altro che consegnare i pochi soldi contenuti nel portafoglio non avendo con sé, come erroneamente presupposto dai malviventi, l’incasso dell’esercizio commerciale. Non convinti dalla versione fornita dall’imprenditore, controllarono a fondo il veicolo e, non rinvenendo il denaro, decisero di portare la vittima in una zona isolata di Melito Porto Salvo, per malmenarlo e minacciarlo ulteriormente sino ad indurlo a riferire dove custodiva il denaro. I malviventi, a tal punto, scelsero di mandare il complice minorenne unitamente all’imprenditore nel luogo indicato.

Una pattuglia in abiti civili, parte di un più ampio dispositivo di ricerca immediatamente messo in atto dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, permise di intercettare l’autovettura dell’imprenditore e di arrestare il minorenne che, poco prima di essere controllato, aveva cercato maldestramente di occultare indosso alla vittima la somma di denaro appena sottrattagli.

Fra gli elementi raccolti, l’intercettazione dei dialoghi fra gli indagati, l’esame dei filmati registrati dagli impianti di sorveglianza presenti nelle vicinanze dei luoghi teatro dell’evento, insieme alle prove scientifiche derivanti dall’esaltazione delle impronte digitali dei malviventi sull’autovettura usata per commettere il delitto, hanno permesso di delineare un grave e concordante quadro indiziario a carico degli odierni arrestati.

Azzazi è stato raggiunto dal provvedimento presso il carcere di Cosenza, dove è attualmente ristretto per altri motivi, mentre al termine degli adempimenti di rito Raso, già ai domiciliari per altra causa, è stato tradotto presso il carcere reggino di Arghillà. 

Squestro di persona e tentata estorsione, sette persone in manette

È stata denominata "Take away", l'operazione avviata alle prime ore di questa mattina, nel corso della quale la polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di sequestro di persona e tentata estorsione aggravati dalle modalità mafiose.

Durante il blitz, gli agenti hanno effettuato anche diverse perquisizioni domiciliari.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, che si terrà alle ore 11.00 presso la sala convegni della questura di Reggio Calabria. 

Ragazzo urta inavvertitamente un uomo e viene sequestrato: arrestato il responsabile

I carabinieri, al termine di mirata attività investigativa, in ottemperanza all’Ordinanza di Applicazione della Misura cautelare personale, emessa dal Tribunale di Palmi – Ufficio Gip hanno localizzato e tratto in arresto un quarantenne di Feroleto della Chiesa, poiché ritenuto responsabile della violazione dei reati di sequestro di persona e minacce ai danni di un minorenne del luogo.

I fatti risalgono al novembre 2015 quando la vittima, un ragazzo quindicenne di Feroleto della Chiesa, mentre si trova all’interno di un bar assieme a degli amici, urtò inavvertitamente l’uomo. Il gesto venne interpretato come un affronto a tal punto che quest’ultimo, con l’inganno, lo costrinse a salire sulla sua auto conducendolo in un parcheggio in località lontana dal centro abitato. Lì estrasse una pistola dal vano portaoggetti e, dopo averla puntata in direzione del minore, lo obbligò a porgergli le scuse per quanto accaduto. Il tutto si sviluppò in un arco temporale di circa mezz’ora fino a quando l’uomo non decise di riaccompagnare il giovane al bar. Il fatto non venne subito denunciato dalla vittima, ma la notizia divenne presto di dominio pubblico in paese. Di qui l’attività investigativa del comandante della locale Stazione dei carabinieri, costantemente diretta dal tenente Gabriele Lombardo, comandante della Compagnia carabinieri di Gioia Tauro, che convocò in caserma il minore, accompagnato ai genitori, ed altri testimoni della vicenda, al fine di verificare la veridicità di quanto appreso. In poco tempo venne ricostruita la dinamica dei fatti. I carabinieri si recarono nell’abitazione del quarantenne, dove recuperarono e sequestrarono l’arma utilizzata per minacciare il giovane. 

Della vicenda è stata informata la Procura della Repubblica di Palmi che, sulla scorta delle evidenze investigative raccolte dai carabinieri, formula una richiesta di applicazione di misura cautelare personale nei confronti dell’uomo per i fatti occorsi richiesta che viene accolta dal Gip del Tribunale di Palmi che, valutate le esigenze cautelari ed i gravi indizi di colpevolezza a carico del soggetto, ha emesso nei suoi confronti l’ordinanza di misura cautelare personale del divieto di dimora nel comune di residenza.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato quindi rimesso in libertà ed intimato ad allontanarsi dal territorio del comune di Feroleto della Chiesa e a non farvi rientro senza l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria procedente.

Sequestro di persona e tentata violenza sessuale: i provvedimenti dei carabinieri

I carabinieri hanno eseguito il provvedimento della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e del divieto di comunicare con la stessa, su ordine del Tribunale di Locri nei confronti di un 56enne di Rizziconi, già noto alle Forze dell’ordine per i reati di  sequestro di persona, tentata violenza sessuale, lesioni personali, minaccia aggravata e violazione di domicilio. Tale provvedimento scaturisce dalle risultanze dell’attività investigativa condotta dal predetto reparto Arma, a seguito della denuncia-querela sporta dalla vittima.

Sequestra un addetto alle pulizie: arrestato dalla Squadra Mobile

Un uomo, accusato di minacce aggravate e sequestro di persona, è stato tratto in arresto dagli agenti della Squadra Mobile. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, teatro della vicenda è stato il Centro di prima accoglienza allestito in locali anni fa occupati dalla Capitaneria di porto di Reggio Calabria e recentemente al centro di manifestazioni inscenate da parte dei migranti per esprimere malcontento e rimostranze. A finire in manette è stato H.S., originario del Gambia. pur di evitare che un addetto alle pulizie della struttura abbandonasse l'edificio, lo avrebbe minacciato ed aggredito fisicamente. Nel contesto della medesima attività investigativa, gli agenti della Squadra Mobile hanno deferito, per il reato di sequestro di persona, quattro minorenni extracomunitari non accompagnati. Nei confronti di due di loro è scattata, altresì, la denuncia per lesioni personali. 

   

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Sequestro di persona: arrestato un gambiano e denunciati 4 minori stranieri non accompagnati

Personale della Squadra Mobile, presso la struttura dell’ex Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, adibita a centro di prima accoglienza e soccorso per migranti, ha tratto in arresto, in flagranza di reato di sequestro di persona, un cittadino gambiano, palesatosi all’atto dell’identificazione come minorenne, risultato maggiorenne a seguito di esame radiologico. Lo stesso, nell’ambito di una protesta inscenata dai minori stranieri non accompagnati ospiti di quella struttura, avrebbe impedito ad una dipendente della ditta di pulizie, mediante minacce ed aggressioni fisiche, di uscire dal citato edificio. Nella circostanza, sono stati altresì deferiti in stato di libertà altri 4 minori stranieri non accompagnati per il delitto di sequestro di persona, di cui 2 anche per lesioni personali.

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Estorsione, rapina e sequestro di persona: tre arresti

I carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno arrestato in regime di arresti domiciliari:

1) Ugo Francesco Fedele, di 63 anni, coniugato, operaio;

2) Vincenzo Fedele, di 36 anni, coniugato, pasticciere;

3) Pasquale Boeti, di 54 anni, coniugato, bracciante agricolo; 

Le indagini, avviate dalla Stazione di Reggio Calabria-Principale nel mese di settembre 2015 a seguito della coraggiosa denuncia di un commerciante reggino, hanno consentito di accertare che i tre, minacciando ed intimorendo la vittima, si erano impossessati della sua autovettura (una utilitaria) come corrispettivo per un presunto debito che vantavano nei confronti del fratello del denunciante. Il rapporto di fiducia instauratosi tra la vittima e la Stazione di Reggio Principale, la puntuale e pervicace attività investigativa condotta dall’Arma reggina nonché la conoscenza del territorio della Stazione di Polistena che, sulla base di sommarie descrizioni fornite dal denunciante, hanno permesso celermente di identificare i tre arrestati ed hanno consentito di sottoporre al vaglio dell’Autorità giudiziaria una particolareggiata descrizione di quanto accaduto. La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che ha coordinato le attività investigative consentendo la raccolta degli elementi di fatto posti a fondamento della misura cautelare eseguita, ha altresì richiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Reggio il sequestro preventivo dell’autovettura sottratta che, come disposto, è stata sottoposta a sequestro.

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