Mirko

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In casa con una pistola e decine di proiettili, arrestato

Intensa attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Tropea che, con l'ausilio delle Stazioni territoriali, hanno condotto una serie di azioni finalizzate alla ricerca di armi e droga.

In particolare, nel corso di un servizio svolto nella frazione Caria di Drapia, i militari hanno tratto in arresto un 69enne del luogo cui, nel corso di una perquisizione domiciliare, è stata sequestrata una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa e 100 munizioni.

L'arma ed i proiettili detenuti illegalmente sono stati sottoposti a sequestro, mentre per l'uomo l'Autorità giudiziaria di Vibo Valentia ha disposto la detenzione domiciliare.

Gli amici dell’Europa che odiano l’Occidente

“Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”. Un adagio particolarmente calzante per alcune imbarazzanti amicizie coltivate da Europa e Stati Uniti. Nella lista degli alleati dell’Occidente figurano, infatti, Paesi cui starebbe bene la definizione di “Stati canaglia”, coniata dai politologi anglosassoni per indicare le nazioni pericolose per la democrazia.  Si tratta di nazioni con cui il Vecchio continente e gli Usa fanno affari ed alle quali vendono armi ultramoderne.

Paesi retti da sistemi dispotici, nei cui confronti vige la consegna del silenzio. La stampa Occidentale, italiana in particolare, sempre attenta a cavalcare il destriero del politicamente corretto, non ne parla, quasi mai.

Le tiranniche petro-teocrazie del Golfo, dall’Arabia Saudita, al Qatar, assai di rado sono oggetto di dibattito.  Sono esenti da qualunque discussione relativa alla violazione dei diritti delle donne, degli immigrati, delle libertà più elementari. I loro abusi non vengono mai contestati. Così, come non vengono denunciati, i crimini di guerra che i sauditi compiono ogni giorno in Yemen.

L’ipocrisia dell’Occidente, più che assurda, è sconcertante. Tanto più che non è un mistero che dietro il terrorismo internazionale di matrice islamica ci siano proprio loro. Eppure, Europa ed Usa fingono di non sapere.

Prendiamo ad esempio il Qatar che continua, indisturbato, a fare shopping in Italia e in Europa nonostante le decine di rapporti che ne denunciano le connessioni con le centrali che alimentano il terrore. E’ ormai acclarato, infatti, che nel processo di destabilizzazione del Mediterraneo, i proventi del petrolio abbiano giocando un ruolo determinante, dalla Siria alla Libia.

Del resto, la strategia di divulgare l’islam oltranzista di matrice salafita è arcinota. Una strategia che prevede una progressiva penetrazione in Europa dove, ogni anno, vengono inviate decine di predicatori radicali. Nel Vecchio Continente, gli emiri finanziano moschee e centri di cultura con lo scopo di diffondere il verbo dell’intransigenza religiosa.

Un verbo, portato sulle coste del nord Africa dagli Ak47 dei miliziani del Califfato.  Il tutto, nel più assoluto silenzio dei media nostrani.

Un silenzio complice, criminale, comprato a suon di petrodollari

Nei giorni scorsi, un quotidiano tunisino ha pubblicato un rapporto segreto in cui si parla di un campo d’addestramento allestito dal Qatar nella città di Beja, in Tunisia.  Secondo le indiscrezioni fatte trapelare dall’organo d’informazione, i qatarioti vi avrebbero fatto confluire decine di miliziani algerini reduci dai campi di battaglia di Iraq e Siria.

Il rapporto ha rivelato che l’addestramento dei terroristi, ha lo scopo di destabilizzare l’Algeria. Il progetto, coordinato dagli agenti di Doha, si articolerebbe in tre fasi. Completato l’addestramento, i circa 800 miliziani affiliati all’Isis, dovrebbero entrare clandestinamente in Algeria dove dovrebbero creare basi logistiche in aree poco popolate. Da qui, dovrebbe partire la terza fase, quella destinata a far entrare in azione i terroristi nei grandi centri urbani.

Un scenario che l’Algeria ha già conosciuto negli anni Novanta, quando il Paese venne sconvolto dalla sanguinosa guerra civile alimentata dal braccio armato del Fronte islamico di salvezza.

Se ciò accadesse, la situazione sarebbe esplosiva. L’Italia si troverebbe, ancora una volta,  a pagare il prezzo di una crisi dalle conseguenze incalcolabili.

Per prevenire il rischio che incombe, gli algerini stanno presidiando il loro permeabile confine con la Tunisia. Da una parte, stanno alzando una barriera di sabbia,  dall’altra, stanno intensificando i controlli. Nelle scorse settimane, le forze di sicurezza di Algeri hanno scoperto una decina di tunnel destinati a far passare uomini ed armi.

Mentre tutto ciò accade, sulla porta di casa, l’Italia e l’Europa continuano a crogiolarsi nel loro pusillanime immobilismo. Un immobilismo che alla lunga si rivelerà fatale.

Articolo pubblicato su mirkotassone.it

'Ndrangheta: confiscati beni per un valore di 250 mila euro

I Finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme hanno dato esecuzione alla confisca dei beni appartenenti ad un esponente di rilievo della criminalità organizzata locale. Il provvedimento della magistratura, eseguito dalle Fiamme gialle, è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro su conforme richiesta del Procuratore distrettuale antimafia, sulla base di un’informativa del Gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme.

Le indagini avrebbero permesso di mettere in luce la pericolosità sociale del soggetto, la sua appartenenza ad una agguerrita organizzazione ‘ndranghetistica e la dedizione al compimento di gravi reati, dei cui proventi avrebbe vissuto abitualmente, anche in modo agiato, per anni. Il sequestro è basato su indagini di polizia economico-finanziaria, istituzionalmente svolte dalla Guardia di finanza, tese ad aggredire i patrimoni illeciti conseguiti dagli appartenenti alla ‘ndrangheta, mediante i proventi delle attività criminali. I Finanzieri lametini hanno concentrato l’attenzione sul patrimonio realizzato della persona in questione. Gli sforzi investigativi hanno quindi condotto, fra gli altri, alla confisca, che ha avuto come oggetto, un'automobile ed una villa ubicata in città, risultata nella disponibilità concreta dell’uomo, nonostante fosse formalmente intestata alla moglie.

I mirati accertamenti patrimoniali e reddituali eseguiti dalle Fiamme gialle, condivisi dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, sarebbero riusciti a dimostrare che i beni confiscati sono di valore del tutto sproporzionato ed ingiustificato rispetto ai redditi leciti dichiarati ed al tenore di vita mantenuto dall’indiziato. Ciò ha consentito ai Finanzieri di fornire alla magistratura un solido quadro indiziario per disporre la confisca dei cespiti patrimoniali, rivelatisi di origine illecita o ingiustificati nel possesso del soggetto indiziato di appartenere ad una cosca della ‘ndrangheta, il cui valore si attesta in oltre 250 mila euro.

Volley: la Tonno Callipo si arrende tra le mura amiche

La Calzedonia Verona espugna il Pala Valentia sconfiggendo la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia con il punteggio di 0-3.

La squadra di Nikola Grbic gioca con autorità soprattutto nel corso dei primi due set contro una compagine giallorossa apparsa un po’ contratta (la squadra di Kantor proveniva dal match giocato giovedì sera a Piacenza). Lotta serrata nel terzo set dove i padroni di casa sono stati bravi ad annullare ben cinque palle match, ma alla sesta è stato Uros Kovacevic (Mvp della partita) a chiudere i conti e a dare il punto della vittoria agli scaligeri. Al fischio d’inizio confermate le formazioni della vigilia: Tonno Callipo in campo con Coscione-Rejlek, Barone-Costa, Barreto Silva-Geiler, Marra libero.

Calzedonia con Baranowicz-Djuric, Anzani-Zingel, Randazzo-Kovacevic, Giovi libero. Verona parte a razzo e si porta subito avanti 0-4, Kantor chiama subito time-out e la Tonno Callipo accorcia 3-6. Ma Verona è implacabile e si porta avanti sul 3-10. Il set sembra ormai andato perso per i giallorossi che ritrovano l’abbrivio portandosi solamente ad un punto dagli ospiti sul 14-15 con il muro vincente di Costa. Ma Verona torna a ruggire e trova l’allungo decisivo che porta la squadra di Grbic alla conquista del set 19-25 dopo l’errore al servizio del neo entrato Michalovic. Maggiore equilibrio ad inizio secondo set, ma Verona trova un break terrificante con il turno in battuta di Anzani.

Gli scaligeri arrivano fino al 10-18 con una Tonno Callipo in netta difficoltà. Passata la doccia fredda, gli uomini di Kantor iniziano nuovamente un tentativo di rimonta portandosi fino al 16-21. I punti di vantaggio da colmare però sono troppi e nel finale Verona amministra e trova l’attacco vincente con il neo entrato belga Lecat che trova il punto del 21-25. Ad inizio terzo set in campo ci sono Thiago Alves e Michalovic al posto di Barreto Silva e Rejlek. Lo slovacco gioca un gran terzo set (alla fine della partita sono 10 i punti realizzati con il 53%) e trascina i suoi insieme alla buona prestazione dello stesso neo entrato martello brasiliano. Geiler a muro trova il break dell’8-6, la partita si gioca punto a punto con le due squadre che si rincorrono sempre. Verona è guidata da un Kovacevic che nei momenti decisivi mette a terra palloni pesantissimi, mentre nella Tonno Callipo cresce la consapevolezza di poter rientrare in partita.

Si arriva fino al 23-24, Barone sale un cattedra insieme a Michalovic e i giallorossi rispondo colpo su colpo ai tentativi degli scaligeri. Pallone su pallone si arriva fino al 30-30, poi viene chiamato fallo a Michalovic (pallone fuori asta) dopo un prodigioso recupero difensivo dello slovacco. Kovacevic si esalta e nel finale trova l’ennesimo mani e fuori che mette fine alla strenua resistenza dei giallorossi. Il serbo chiude il match con 16 punti e il 54% in attacco.

 

Il rammarico per la sconfitta è riassunto nelle parole, pronunciate a fine gara, da Manuel Coscione : “Peccato per come abbiamo approcciato la partita, non e’ facile recuperare quando sei sul 3-10. Siamo stati molli e disattenti, siamo riusciti a rientrare, ma non è bastato. Abbiamo fatto sprazzi di buona gara, soprattutto nel terzo set dove volevamo allungare la partita. Stasera c’è rammarico perché forse stasera non siamo riusciti a dare il nostro 100% abituale”

Il tabellino

TONNO CALLIPO CALABRIA VIBO VALENTIA – CALZEDONIA VERONA 0-3

 

TONNO CALLIPO CALABRIA VIBO VALENTIA: Costa 6, Coscione 4, Marra (L), Geiler 6, Izzo, Michalovic 10, Barreto Silva 4, Barone 4, Alves Soares 4, Maccarone, Diamantini 2, Rejlek 6. Non entrati: Corrado, Torchia (L2). Allenatore: Kantor

 

CALZEDONIA VERONA: Zingel 6, Kovacevic 16, Paolucci, Lecat 1, Ferreira, Giovi (L), Baranowicz 1, Djuric 13, Anzani 12, Randazzo 9. Non entrati: Frigo (L2), Mengozzi, Stern. Allenatore: Grbic

 

ARBITRI: Cesare e Zavater

NOTE: spettatori 1100, durata set: 25’, 26’, 38’. Tot. 89’.

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