Donna morta dopo visita in ospedale a Castrovillari, indagati medico ed infermiera

Sono due le persone iscritte nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta avviata sulla morte di Maria Francesca Bellizzi, la 43enne, deceduta mercoledì scorso nella sua abitazione dopo essere stata sottoposta a visita nel pronto soccorso dell'ospedale di Castrovillari.

Si tratta del medico e dell'infermiera in servizio nel momento in cui la donna era stata sottoposta a visita dopo aver riferito di aver avvertito un malore. Al termine dell'esame, la 43enne era stata rimandata a casa dove è deceduta poco dopo.

L'iscrizione nel registro degli indagati è stata decisa dal pm della Procura di Castrovillari, Angela Contimisio, che ha avviato l'inchiesta sulla base di un esposto presentato dai familiari della donna deceduta.

Per cercare di fare chiarezza sull'accaduto, nella giornata di domani il pm conferirà l'incarico al medico legale che dovrà effettuare l'esame autoptico sul corpo della donna.

In vista dell'autopsia, la famiglia di Maria Francesca Bellizzi ha nominato un legale ed un proprio perito di fiducia.

Una donna precipita dal balcone di casa nel Vibonese e muore

Poco prima delle 7 di oggi, una donna di 41 anni ha perso la vita cadendo dal balcone della propria abitazione, al terzo piano di un edificio alla periferia di Stefanaconi. L'attività investigativa sull'episodio è affidata ai Carabinieri della Stazione di Sant'Onofrio. Sul posto, in seguito ad una segnalazione alla Sala operativa, è intervenuto il personale sanitario del 118 che nulla ha potuto se non prendere atto della morte di T.F.. Si fa strada l'ipotesi che la 41enne si sia suicidata, sebbene gli inquirenti non escludano sia precipitata casualmente. 

 

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Trovata morta in campagna la donna scomparsa ieri

E' stata trovata senza vita la donna di cui si erano perse le tracce dal pomeriggio di ieri. Il cadavere è stato rinvenuto in una zona di campagna a Sellia Marina, nel Catanzarese.  Secondo quanto accertato dal medico legale intervenuto sul posto l'83enne sarebbe deceduta per un malore. I parenti qualche ora prima avevano denunciato la sua scomparsa rivolgendosi a Carabinieri e Vigili del Fuoco che prontamente hanno dato avvio alle operazioni di ricerca conclusesi tragicamente con la scoperta del corpo esanime a circa cento metri dalla casa in cui viveva. Dalle informazione raccolte dai militari dell'Arma, sembra che da tempo l'anziana accusasse problemi di natura respiratoria. 

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Donna morta all’ospedale di Vibo, inchiesta interna dell’Asp: “Ecco come sono andati i fatti”

Dopo la morte di una donna di 40 anni all’ospedale “Jazzolino”, il direttore generale dell’Asp Angela Caligiuri ha disposto, immediatamente, un’inchiesta interna volta a raccogliere ogni informazione utile a fare chiarezza sul drammatico evento. A tal fine, in prima mattinata, ha convocato i direttori delle UU.OO. dove la signora ha ricevuto assistenza nei vari momenti della sua permanenza in ospedale e il medico di famiglia che ha prestato assistenza alla stessa presso il suo domicilio ed inoltre il direttore sanitario del presidio ospedaliero, il responsabile del Rischio Clinico e il rappresentante delle Professioni sanitarie. Secondo quanto spiega una nota dell’Asp, “i sanitari presenti hanno riferito che la signora ha avuto un primo accesso al Pronto soccorso in data 21 marzo alle ore 04.00 circa ed è stata dimessa alle ore 8.15, in considerazione del miglioramento delle sue condizioni e soprattutto dal risultato degli esami clinici effettuati che non mostravano alterazioni dei valori ematici. All’atto della dimissione è stata formulata diagnosi di gastroenterite con prescrizione di specifica terapia e consigliato successivo controllo dal medico curante. Lo stesso giorno durante le prime ore pomeridiane, la paziente si è ripresentata al Pronto soccorso lamentando ulteriori sintomi. Il medico di turno ha disposto la riesecuzione degli esami ematochimici, ha dato inizio alla terapia sintomatica e ha mantenuto la paziente in osservazione. Mentre si attendevano i risultati degli esami eseguiti, è sopraggiunto un peggioramento del quadro clinico e lo stesso sanitario ha somministrato ulteriori terapie e contestualmente ha richiesto consulenza specialistica a supporto di un completo inquadramento dello stato clinico. A questo punto lo specialista interessato ha rilevato alterazioni preoccupanti tant’é che ha disposto l’immediato trasferimento in UTIC della paziente. In tale reparto sono stati effettuati ulteriori accertamenti clinico-diagnostici, dai quali si è rilevata la gravità del caso, tanto da richiedere l’intervento del medico rianimatore e dello specialista nefrologo anche per verificare la possibilità di un trasferimento presso il Policlinico di Germaneto per interventi medici di alta specialità. Ma l’ulteriore peggioramento e il precipitare del quadro clinico complessivo non hanno permesso il trasferimento della paziente. Nonostante i molteplici tentativi (circa 2 ore) di rianimazione alle ore 21.40 è sopraggiunto il decesso. Nella stessa serata il direttore generale dell’Asp e gli stessi primari dei reparti che hanno avuto in cura la signora, hanno richiesto al direttore sanitario dell’ospedale di dare avvio a tutte le procedure necessarie all’effettuazione del riscontro diagnostico sulla salma della paziente, per accertare completamente l’evoluzione del quadro clinico che ha portato al drammatico epilogo. Il direttore sanitario ospedaliero ha pertanto proceduto al recupero di tutta la relativa documentazione sanitaria per richiedere al Servizio di Medicina Legale, così come prevede la normativa, il riscontro diagnostico informando immediatamente di questa procedura la famiglia. Subito dopo è intervenuta la Procura della Repubblica che ha aperto una indagine e avviava tutte le procedure previste dalla legge”. L’Azienda sanitaria, “al fine di chiarire ogni aspetto riguardante questa grave vicenda, si rende disponibile a collaborare, per quanto necessario e soprattutto per tutelare l’interesse collettivo della verità, con gli organi competenti per ogni utile azione che gli stessi riterranno opportuna e indispensabile”. Il direttore generale Angela Caligiuri rivolge il suo unico pensiero alla giovane Signora che è deceduta prematuramente ed improvvisamente presso l’ospedale cittadino e oltre ad esprimere profonda tristezza, manifesta autentico sentimento di vicinanza alla famiglia, al marito, ma soprattutto ai figli che in tenera età si trovano drammaticamente privati del calore e dell’affetto materno.

Violento scontro frontale fra due auto: una donna è morta

Due autovetture si sono scontrate e a causa del tremendo impatto frontale ha perso la vita una 44enne. E' successo stamattina lungo una strada a ridosso del cuore di Cosenza. Due i feriti che erano a bordo del secondo veicolo, una Fiat Multipla. Al fine di raccogliere tutti gli elementi necessari per una dettagliata ricostruzione del sinistro la Procura della Repubblica del capoluogo bruzio ha ordinato che sia eseguito l'esame autoptico sul cadavere della vittima che alla guida di una Lancia Y. 

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Donna morta dopo l'aborto: indagati 25 medici

Venticinque medici sono stati iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta avviata dopo il decesso di una trentanovenne spirata all'ospedale di Lamezia Terme nel dicembre di quattro anni fa, qualche settimana dopo essere stata sottoposta ad un intervento effettuato per consentirle di abortire volontariamente. Due gli incidenti probatori eseguiti per chiarire i contorni della vicenda dipanatasi nel tempo attraverso cinque differenti esami diagnostici. All'inizio fu erroneamente ipotizzato che la morte fosse stata causata da una broncopolmonite fulminante. I parenti, quando denunciarono  l'accaduto, sostennero la tesi che all'origine della disgrazia sia stata un'infezione originata dall'operazione chirurgica. Le indagini sono volte ad accertare se la morte sia eventualmente addebitabile all'aborto o meno.  

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Incidente stradale nel pomeriggio: morta una donna

Uni incidente stradale verificatosi poche ore fa è costato la vita ad una cinquantasettenne. Il tragico sinistro è avvenuto lungo via Peppino Impastato, l'arteria stradale che conduce dal quartiere Tufolo al cuore di Crotone. La donna, Elisabetta Bubba, casalinga, era al volante di una Fiat Seicento che, per cause in corso di accertamento, dopo aver sbattuto contro un parapetto è finita su un muro a ridosso di alcune case in via di edificazione. Inutile il rapido arrivo del personale sanitario del 118. Sul posto si sono recati pure agenti di Polizia, della Polizia Municipale e Vigili del Fuoco. 

Donna morta dopo essere stata dimessa dall'ospedale: i tormenti della sanità calabrese

Un ospedale calabrese torna nella centrifuga dell'attenzione mediatica per un'altra morte su cui si addensano dubbi che meritano di essere allontanati. Sotto la lente d'ingrandimento dell'opinione pubblica, questa volta, è finita la struttura sanitaria di Locri dove gli accertamenti effettuati dai medici per appurare quali fossero le condizioni cliniche di una donna di 43 anni non avrebbero evidenziato la presenza di una dissecazione aortica, risultatale fatale soltanto qualche ora più tardi. A spingerla verso il nosocomio della città jonica erano state le sofferenze ed uno stato di preoccupante malessere fisico. La visita, tuttavia, non avrebbe individuato nulla di grave e la 43enne ha quindi fatto rientro presso la propria abitazione a breve distanza temporale dal tragico epilogo. Un caso, questo, che ha provocato la rabbia del sindaco di Locri, Giovanni Calabrese. Il Primo Cittadino nel primo pomeriggio di ieri ha scritto un lungo post su Facebook per esprimere il proprio pensiero in merito: "Cronaca di una morte annunciata; ieri è successo a Genny, oggi può accadere a chiunque di noi. Non so se si tratta di un caso di malasanità, non sta a me giudicare. Genny, giovane di Placanica, ma residente a Locri dove lavorava presso il Call Center, è andata in ospedale alle 15 di ieri e dopo le 17,00 - ha fatto sapere Calabrese - è ritornata a casa. Apparentemente niente di serio e grave. Ma quei dolori al petto, dolori lancinanti continuavano e gli amici di Genny verso le 23 l’hanno riportata in Ospedale. Genny dopo poche ore è morta. La sua morte deve far riflettere tutti noi. Da quanto appreso, in attesa di conferma, la diagnosi è implacabile: dissecazione aortica. Forse una maggiore attenzione avrebbe potuto salvare questa giovane e sfortunata ragazza? Probabilmente non lo sapremo mai. Anche questa morte rimarrà uno dei tanti dubbi della sanità calabrese. Personalmente ritengo responsabile il sistema della sanità calabrese.  I medici ed il personale dell’Ospedale di Locri sono stati abbandonati e continuano ad operare in condizioni precarie in una struttura ormai fatiscente e senza le necessarie attrezzature.  I vari governi regionali ed i Commissari che negli ultimi venti anni si sono succeduti - afferma il sindaco - continuano a promettere attenzione per la sanità nella Locride, ma puntualmente disattendono tali promesse e continuano a mortificare la sanità e l’Ospedale con scelte assurde e sbagliate. Una parte del personale subisce in silenzio, un’altra parte è asservita quando al potere politico di destra quando a quello di sinistra e non si rende conto che il disastro che si sta verificando porterà alla chiusura dell’Ospedale.  Intanto nella Locride si continua a morire. Oggi è morta Genny, domani ci saranno altri come lei. Che Dio ci aiuti. Ciao Genny, Ti ricorderemo come una ragazza, semplice, disponibile, dolce e solare". "La nostra battaglia - assicura il sindacoCalabrese - andrà avanti anche in memoria della tua assurda, ingiusta e prematura morte".

 

 

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