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Lo Ionio ed i porti di carta

Alla faccia di Polibio, greco amico dei Romani, brutto menagramo, il quale nel lontano II secolo a.C. osò scrivere che la costa ionica era “alìmenos”, ovvero senza porti! Non sapeva, costui, che verso la fine del XX secolo e agli inizi del XXI, questa volta dopo Cristo, il problema sarebbe stato risolto con la massima soddisfazione degli indigeni! Come tutti sanno, dilagano i progetti per un porto di Satriano, un porto di Soverato, un porto di Montepaone, un porto di Squillace. Tutti ricorderete: ogni volta che passava un politicante di ruolo o di complemento, prometteva un porto. A parte Badolato, su cui torneremo, non si vede, nel 2015, manco il porto delle nebbie! Progetti… Beh, progetti è un parolone, giacché, a mia conoscenza, non c’è nemmeno un disegnino da esercitazione del primo anno del Geometra; non un sondaggio in mare; non uno studio della linea costiera; non un modello matematico dei veri o presunti vantaggi economici… niente di niente, a mia conoscenza. Può darsi che sia colpa mia, e in questo caso vorrei essere corretto dal mio errore.  Finora, ripeto, porti zero. C’è Badolato, ma è sotto interminabile inchiesta, e per quanto io lo possa vedere quasi ogni giorno dal mio pezzettino di campagna, io lì scorgo acqua: mai navi, manco barchette. Forse avrete capito che io non credo ai porti di Squillace, Montepaone, Soverato e Satriano; e perché non dico di tutti e quattro, ma anche di uno solo non si sa di inizio di qualsiasi cosa; ma perché sarebbe davvero buffo che facessero un porto a Satriano e uno a Soverato, a distanza di un chilometro uno dall’altro. Ora ci annunziano che quel progetto detto con barbarica voce waterfront servirebbe al porto di Soverato; e ciò dovrebbe farci certi che il porto ci sarà, che del porto c’è qualche traccia, qualche concretezza. Invece io non vedo nemmeno una bitta, nemmeno una gomena, nemmeno un’ancora… niente.  Se c’è un progetto che meriti il nome di progetto, lo si tiri fuori, lo si faccia vedere. Altrimenti siamo agli annunci elettorali da comizi etto.  Per progetto, ripeto, non intendo un disegnino fatto stasera al computer per gabbarmi: ma i risultati di seri studi. Ah, nel 1928 la Regia Marina voleva collocare a Soverato una base di sommergibili; fatto uno studio, rinunciò subito, costatata la ben evidente mutevolezza della costa. Niente sottomarini, nel 1928; che mi dite, delle imbarcazioni di superficie?

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