Calabria, rinvenuto il cadavere di un 38enne ucciso con un colpo di pistola

I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro e del Reparto operativo del Comando provinciale di Crotone hanno avviato le indagini volte ad identificare gli autori dell’omicidio di Alberto Luca Valentino, il 38enne di Caccuri, il cui cadavere è stato rinvenuto nella serata di ieri in località Cavone Grande di Petilia Policastro.

Dai primi accertamenti è emerso che la vittima è stata ragiunta allo zigomo destro da un colpo d’arma da fuoco

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Sanità in Calabria, U.Di.Con.: “Chiederemo un confronto con le istituzioni”

- “Sanità calabrese ancora nell’occhio del ciclone. Un tema che continua a far discutere i cittadini di una intera regione, da Polistena a Castrovillari, da Gioia Tauro a Locri, da Vibo Valentia a Cariati, per le più svariate problematiche che vive la sanità regionale - scrive in una nota il presidente nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci - tra reparti soppressi, tra vari disservizi o addirittura la chiusura di intere strutture, i disagi per i cittadini calabresi sembrano non avere fine. Dopo aver partecipato al sit-in di Polistena per protestare contro la chiusura del reparto di Pediatria, leggiamo oggi sui quotidiani calabresi altre notizie drammatiche che riguardano la moribonda sanità regionale e che non possono non attirare la nostra attenzione ed una nostra presa di posizione: tredici mesi di attesa per una visita urologica all’ospedale di Castrovillari. È questa - continua Nesci - la triste situazione della sanità pubblica che si vive non solo nella Sibaritide ma in tutta la Regione. Abbiamo più volte ribadito che la salute pubblica è un diritto di tutti i cittadini e non tutti, specie gli anziani, sono nelle condizioni economiche per rivolgersi a strutture private per una semplice visita sanitaria”.

“Ci rivolgeremo nelle prossime ore, ancora una volta, al commissario ad acta Saverio Cotticelli – dichiara sulla stessa linea il vice presidente dell’U.Di.Con. Calabria, Domenico Iamundo - affinchè prenda tutte le misure necessarie a favore delle esigenze di migliaia di ammalati, ai quali deve essere garantito il sacrosanto diritto di farsi curare nelle strutture calabresi e non indebolire i nosocomi con chiusure di interi reparti. Basta con i viaggi della speranza verso le regioni del nord per una visita o una terapia. Un altro allarme, - prosegue Iamundo - ci viene segnalato da Reggio Calabria dove sarebbe previsto il trasferimento del reparto di Onco-Ematologia Pediatrica, dagli Ospedali Riuniti all’ Ospedale Morelli. Ci pare di capire che il trasferimento avverrà in locali inadeguati e che non rispondono alle esigenze dei piccoli pazienti. Secondo quanto apprendiamo i locali sarebbero non sufficienti per le cure e l’assistenza dei bambini che, tra le altre cose, dovrebbero condividere con pazienti adulti alcuni servizi”.

“Faremo sentire la nostra voce su questo problema - conclude Nesci -anche con i commissari dell’Asp reggina chiedendo una maggiore attenzione alle esigenze dei piccoli ammalati e delle loro famiglie. La salute pubblica, in particolar modo quella dei minori non può essere gestita dando priorità ai documenti contabili ed ai bilanci. L’U.Di.Con. metterà in evidenza la necessità di un’attenta riflessione sulla scelta strategica del trasferimento del Reparto esprimendo i dubbi e le perplessità su tale scelta, auspicando che ogni decisione venga presa dopo un confronto con i Dirigenti del Reparto stesso, sia condivisa e non affrettata

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Uomo travolto da un treno in Calabria

Un uomo di cui non si conosce l'identità è morto questa mattina, dopo essere stato travolto da un treno regionale nei pressi della stazione Reggio Calabria Omeca.

L'ipotesi più probabile è che possa trattarsi di un suicidio.

Secondo una testimonianza, infatti, la vittima si sarebbe buttata sui binari al passaggio del convoglio.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polfer, della scientifica ed il magistrato di turno. 

Calabria, tirocinanti Miur - Mibact:"Dall'assessorato al lavoro è calato un silenzio"

"Siamo uomini e donne, precari a tutti gli effetti utilizzati dalla Regione come tirocinanti per l’Istruzione (Miur) e Beni Culturali (Mibact). L’8 marzo si è svolto un incontro tra l’assessore Robbe e le rappresentanze sindacali Cgil- Cisl e UIL firmatarie dell’accordo del 2016. Si è deciso di dare prosecuzione a questi tirocini (MIUR-MIBACT) con attività di perfezionamento utili all'accesso ad opportunità lavorative nei settori in cui si è maturata l’esperienza".

È quanto scrivono in una nota i tirocinanti Miur-Mibact, peri quali: “ad oggi, nonostante le continue e pressanti sollecitazioni, nessuna notizia è giunta in merito alla prosecuzione di questi tirocini, lasciando padri e madri di famiglia in stato di bisogno e in una più che paradossale (anzi assurda) situazione d'incertezza. Dall'assessorato al lavoro regionale è calato un silenzio riguardo alla prosecuzione di tali tirocini (di competenza esclusivamente regionale). La nostra situazione è gravata anche dal fatto che, in quanto tirocinanti, non abbiamo diritto ad alcuna indennità contributiva. Noi tirocinanti (Miur-Mibact) chiediamo una risposta affermativa riguardo alla ripresa delle attività di tirocinio (Miur-Mibac) e che la nostra dignità sia sostenuta da iniziative valide in termini di prospettive di lavoro future".

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Calabria, mari e spiagge invase dalla plastica

L’invasione della plastica nei mari e sulle spiagge non è un problema lontano dalle nostre routine locali quotidiane.

Anche in Calabria, lo Jonio ed il Tirreno sono stati negli ultimi anni oggetto di una progressiva invasione di spazzatura che, oltre a deturpare le bellezze marine e delle spiagge, mette in pericolo la loro biodiversità.

E’ il grido d’allarme lanciato nel corso del workshop #IoSonoMare che si è tenuto ieri a Catanzaro e organizzato dal Ministero dell’Ambiente con Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) e Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell’ambito dell’omonima campagna nazionale di divulgazione dei risultati dell’attività in Italia della Direttiva UE “Marine Strategy”.

Uno dei descrittori qualitativi previsti dal programma della Direttiva Marine Strategy - che si pone l’obiettivo di conseguire o mantenere un buono stato ecologico dell’ambiente marino di tutti gli Stati membri dell’Ue entro il 2020 – è infatti quello dei rifiuti marini, in cui vengono monitorati i rifiuti spiaggiati, flottanti, sul fondo, i microrifiuti  ed, infine, i rifiuti ingeriti dalle tartarughe Caretta caretta.

In Calabria, il Centro regionale strategia marina dell’Arpacal ha effettuato, nel periodo 2015-2018, il monitoraggio dei rifiuti spiaggiati, seguendo le metodiche imposte dal Ministero.

I punti di monitoraggio sono stati individuati nella Foce del fiume Crati (Cassano Ionio (CS)), a Crotone, Catanzaro-Borgia, Gioia Tauro (RC), Vibo Marina e Cetraro (CS).

I dati raccolti durante il triennio, presentati nel workshop da Laura Pirrera  hanno edivenziato che il numero di rifiuti spiaggiati maggiore è stato riscontrato nei litorali del versante tirrenico (16.986 rifiuti - 2015-2018), rispetto a quello ionico (6297 rifiuti – 2015-2018).

La macrocategoria di rifiuto più abbondante in tutti gli anni analizzati (dal 2015 al 2018) e per i litorali di entrambe i versanti, è stata la plastica, come d’altronde riportato per numerose altre regioni d’Italia.

Relativamente alla macrocategoria “plastica e polistirene”, il trend dal 2015 al 2018 sembra essere in aumento (ad esempio il versante tirrenico sale da 81% a 93%).

Quello che i tecnici del Centro strategia marina dell’Arpacal hanno constatato è che i rifiuti raggiungono il mare prevalentemente attraverso i corsi d’acqua e si distribuiscono non necessariamente in prossimità dei luoghi di produzione.

Report rifiuti: il 62 per cento dei Comuni calabresi ha inviato le schede all'Arpacal (L'elenco completo)

Sono 251 su 404 i Comuni Calabresi, pari al 62,12 % sul totale, che hanno trasmesso al Catasto regionale rifiuti presso l’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria) le schede per la quantificazione dei rifiuti urbani e rifiuti differenziati per l’anno 2018.

Il termine di scadenza per l’invio delle schede era stato fissato al 5 maggio, ma alcuni Comuni, in considerazione del fatto che al 22 giugno sarebbe scaduto il termine per l’invio del MUD (Modello dichiarazione Unica Ambientale) alle Camere di Commercio, hanno erroneamente considerato quest’ultima data come riferimento per l’invio delle schede all’Arpacal.

Occorre precisare, infatti, che ogni Comune è stato chiamato a compilare – entro il 5 maggio 2019 - una scheda dati predisposta dall’Arpacal e, sulla base di quanto regolamentato da una delibera di Giunta regionale del 2017, l’invio del MUD (Modello di Dichiarazione Ambientale che ogni anno viene inviato alle Camere di Commercio, ndr) da parte dei Comuni è valutato come aggiuntivo. Ciò significa che un Comune, ipoteticamente, avrebbe rispettato in pieno quanto previsto dalla delibera inviando anche soltanto la scheda Arpacal, purché debitamente compilata, anche senza inviare il MUD.

Fermo restando questo “misunderstanding”, tali dati, come ogni anno, saranno ora elaborati per realizzare il Report regionale rifiuti, documento ufficiale che fotografa lo stato dell’arte nella diffusione, comune per comune, della raccolta differenziata in Calabria.

Per la provincia di Cosenza hanno trasmesso la scheda 111 comuni su 150, per la provincia di Reggio Calabria 42 su 97, per Catanzaro 48 su 80, per Vibo Valentia 32 su 50 e per Crotone 18 su 27.

I Comuni calabresi, oltre a inviare i dati suddivisi per categoria merceologica e quindi per codici EER (nuova denominazione dei vecchi codici CER), sono stati invitati ad indicare le piattaforme presso le quali hanno effettivamente consegnato quella tipologia di rifiuto differenziato; ciò permetterà controlli incrociati più efficaci ed una speditezza maggiore nella verifica dei dati trasmessi dai Comuni. “In mancanza di questo dato – ha comunicato il Catasto Rifiuti in una lettera ai Comuni calabresi – il quantitativo di rifiuti indicato sarà escluso dal conteggio”.


Ecco i Comuni


Provincia di Cosenza
CASSANO ALLO IONIO, CERVICATI, COSENZA, LUNGRO, MALVITO, MONGRASSANO, PAPASIDERO, SAN GREGORIO ALBANESE, BELSITO, FAGNANO CASTELLO, CARIATI, SAN BENEDETTO ULLANO, SAN LUCIDO, BOCCHIGLIERO, BONIFATI, CALOPEZZATI, MORANO CALABRO, SANGINETO, AIELLO CALABRO, ALTOMONTE, CARPANZANO, CENADI, CERISANO, LAGO, FIUMEFREDDO BRUZIO, GUARDIA PIEMONTESE, MAIERA', ACQUAFORMOSA, ACRI, ALTILIA, ALTOMONTE, AMANTEA, BELVEDERE MARITTIMO, BIANCHI, BISIGNANO, BUONVICINO, CALOPEZZATI, CAMPANA, CANNA, CAROLEI, CASTIGLIONE COSENTINO, CASTROLIBERO, CELICO, CETRARO, CIVITA, COLOSIMI, CORIGLIANO CALABRO-ROSSANO/AREA URBANA CORIGLIANO, CROPALATI, CROSIA, DIPIGNANO, FRANCAVILLA MARITTIMA, FRASCINETO, FUSCALDO, GRIMALDI, LAINO BORGO, LAPPANO, LONGOBUCCO, LUZZI, MALITO, MARANO MARCHESATO, MARANO PRINCIPATO, MARZI, MENDICINO, MONTALTO UFFUGO, MORMANNO, MOTTAFOLLONE, ORIOLO, ORSOMARSO, PALUDI, PANETTIERI, PAOLA, PARENTI, PATERNO CALABRO, PEDIVIGLIANO, PIETRAPAOLA, PRAIA A MARE, RENDE, ROGGIANO GRAVINA, ROSE, ROTA GRECA, ROVITO, SAN BASILE, SAN COSMO ALBANESE, SAN DEMETRIO CORONE, SAN DONATO DI NINEA, SAN FILI, SAN GIOVANNI IN FIORE, SAN LORENZO BELLIZZI, SAN LORENZO DEL VALLO, SAN MARCO ARGENTANO, SAN NICOLA ARCELLA, SAN PIETRO IN AMANTEA, SAN PIETRO IN GUARANO, SANTA CATERINA ALBANESE, SANTA DOMENICA DI TALAO, SANTA MARIA DEL CEDRO, SANTA SOFIA D'EPIRO, SARACENA, SCALA COELI, SCALEA, SCIGLIANO, SERRA D'AIELLO, SPEZZANO ALBANESE, SPEZZANO DELLA SILA, TERRANOVA DA SIBARI, TERRAVECCHIA, TORANO CASTELLO, TORTORA, TREBISACCE, VILLAPIANA, ZUMPANO

Provincia di Reggio Calabria
AFRICO, ARDORE, BIVONGI, BRUZZANO ZEFFIRO, CAMPO CALABRO, CANOLO, CARAFFA DEL BIANCO, CITTANOVA, FEROLETO DELLA CHIESA, FIUMARA, GIOIA TAURO, GIOIOSA IONICA, LAGANADI, LOCRI, MAMMOLA, MAROPATI, MELICUCCA', MELICUCCO, MONTEBELLO JONICO, POLISTENA, PORTIGLIOLA, RIACE, RIZZICONI, SAN FERDINANDO, SANT'EUFEMIA D'ASPROMONTE, SCIDO, SERRATA, SIDERNO, TERRANOVA SAPPO MINULIO, VARAPODIO, BIVONGI, CINQUEFRONDI, ROCCELLA IONICA, SEMINARA, SINOPOLI, VILLA S. GIOVANNI, DELIANUOVA, ANOIA, CALANNA, COSOLETO, SAN GIORGIO MORGETO, TAURIANOVA

Provincia di Catanzaro
GASPERINA, LAMEZIA TERME, SELLIA MARINA, SIMERI CRICHI, SERRASTRETTA, PENTONE, FOSSATO SERRALTA, CATANZARO, ALBI, SOVERIA MANNELLI, AMATO, CARLOPOLI, MOTTA S. LUCIA, SETTINGIANO, TAVERNA, SOVERATO, BOTRICELLO, CHIARAVALLE CENTRALE, CICALA, ISCA SULLO IONIO, MIGLIERINA, PIANOPOLI, SOVERIA SIMERI, TORRE DI RUGGIERO, AMARONI, ANDALI, CARAFFA DI CATANZARO, CENTRACHE, CERVA, CONFLENTI, CORTALE, FALERNA, FEROLETO ANTICO, GIMIGLIANO, JACURSO, MAGISANO, MARCELLINARA, MARTIRANO, MARTIRANO LOMBARDO, MONTAURO, MONTEPAONE, PETRONA', SAN PIETRO APOSTOLO, SELLIA, SORBO SAN BASILE, SQUILLACE, STALETTI', TIRIOLO, VALLEFIORITA

Provincia di Vibo Valentia
ARENA, ACQUARO, BROGNATURO, DASÀ, FABRIZIA, FILOGASO, FRANCAVILLA ANGITOLA, JOPPOLO, MONGIANA, NICOTERA, PIZZO, PIZZONI, SANT'ONOFRIO, SERRA SAN BRUNO, SORIANO CALABRO, VIBO VALENTIA, ZAMBRONE, CAPISTRANO, DRAPIA, FILADELFIA, FRANCICA, GEROCARNE, SPILINGA, SIMBARIO, SPADOLA, MONTEROSSO CALABRO, STEFANACONI, TROPEA, POLIA, FILANDARI, VALLELONGA, PARGHELIA

Provincia di Crotone
COTRONEI, MESORACA, PALLAGORIO, SANTA SEVERINA, SCANDALE, STRONGOLI, CARFIZZI, CERENZIA, CIRO', ISOLA CAPO RIZZUTO, PETILIA POLICASTRO, UMBRIATICO, ROCCA DI NETO, SAN MAURO MARCHESATO, CRUCOLI, MELISSA, SAVELLI

Oncologia, Calabria fuori dal consorzio "AMORe", Wanda Ferro (FdI) annuncia interrogazione

Per quali ragioni la Calabria è rimasta fuori dal consorzio Amore - Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete?

A chiederselo dopo la pubblicazione della notizia sulla stampa è il deputato di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, che annuncia una interrogazione al ministro della Salute Grillo al fine di comprendere per quale ragione la Regione Calabria, che pure era interessata a partecipare con l’ospedale di Cosenza, non ha deliberato l’adesione, nella solita confusione di competenze tra il Dipartimento Salute e l’Ufficio del Commissario.

Al consorzio, che intende promuovere la mobilità del personale di ricerca e trattenere quanto più possibile pazienti ed evitare la migrazione sanitaria verso le grandi strutture del Centro Nord, hanno aderito gli Istituti di ricerca, ricovero e cura dei Tumori di Campania, Basilicata e Puglia.

“La Calabria ha perso anche questa opportunità di fare rete e attivare sinergie positive - dice Wanda Ferro - nonostante i dati Agenas confermano come sempre più pazienti decidono di curarsi fuori dalla Calabria. Una migrazione sanitaria che costa alla regione oltre 300 milioni di euro all’anno, un terzo dei quali riguarda proprio le patologie tumorali. Un dramma che coinvolge migliaia di famiglie, ma anche una voragine in cui finiscono risorse economiche enormi che, se restassero in Calabria, potrebbero contribuire ad aumentare in maniera significativa i livelli di assistenza della sanità regionale”.

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Decreto Calabria, U.Di.Con: “Un disastro a cinque stelle”

“La Calabria è sommersa dai problemi soprattutto per ciò che riguarda la sanità e quanto è stato approvato nel Decreto Calabria mi fa pensare che non ne sia stato analizzato neanche uno – scrive in una nota il presidente nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – dove sono le soluzioni ai problemi che stanno tenendo sotto scacco i cittadini calabresi? In che modo pensa questo Governo di far uscire da queste sabbie mobili una sanità senza via d’uscita? Non certo nominando un nuovo direttore generale, non certo escludendo da un testo di legge le principali soluzioni alle enormi criticità presenti nel sistema sanitario calabrese. Non è possibile che non ci sia una strada che porti alla questione del debito della sanità calabrese, percorrendola metro dopo metro e cercando di risolverlo. Nessuno ha pensato al problema dei Lea, al problema legato alla carenza di personale – continua Nesci – il Ministro Grillo farebbe bene a pensare di presentare una proposta di modifica al nome di questo governo, perché più che del cambiamento sembra il governo del peggioramento. I cittadini calabresi meritano rispetto esattamente come quelli delle altre regioni ed un Decreto come quello appena approvato non fa che calpestare nuovamente i diritti di tutta la Calabria. In tutte le province, soprattutto nel catanzarese e nel Vibonese, i cittadini sono costretti ad andare a curarsi altrove, ma per farlo devono poterselo permettere economicamente. Che governo è - conclude Nesci - quello che non concede a tutti i cittadini della propria nazione, senza distinzione di regione, di poter scoprire per tempo l’esistenza di un male grave come un tumore facendoli attendere per più di due mesi? Questo decreto non cambia nulla per ciò che riguarda il dissesto della sanità calabrese, un altro disastro a cinque stelle”.

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