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Caso prefettura, Censore: "Bene l'apertura del Governo"

“La disarticolazione dell’architettura dello Stato, mi appare ovvio, non può prescindere da un’attenta e scrupolosa analisi delle problematiche presenti nei vari territori e, in particolare, in determinate aree geografiche estremamente complesse e disagiate; per questa ragione, accolgo con vivo compiacimento l’atteggiamento di apertura dimostrato dal Governo che ha aperto la discussione ai rappresentanti delle istituzioni interessate che vivono e conoscono il territorio e che auspicano un repentino cambio di passo rispetto a quella persistente spoliazione di servizi in luoghi, come quello della provincia di Vibo Valentia, caratterizzati da note e annose complessità”. È quanto afferma il deputato del PD Bruno Censore, che giovedì scorso ha preso parte al tavolo di lavoro tra tutti i parlamentari che fanno riferimento ai territori delle 23 prefetture a rischio chiusura. “Nei prossimi giorni - annuncia il parlamentare della compagine renziana - avremo un incontro con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione On. Marianna Madia, che ha già manifestato, in nome e per conto del Governo, l’intenzione di aprire una riflessione comune, tenendo ben presente, tra le altre cose, che la Legge n. 124 del 7 agosto 2015, all’art. 8, comma 1, lettera e), con riferimento al processo di riorganizzazione degli Uffici territoriali del Governo, parla abbastanza chiaro, nella parte in cui specifica che la razionalizzazione della rete organizzativa delle Prefetture e delle funzioni attraverso la riduzione del numero deve tenere conto di criteri quali, tra gli altri, le caratteristiche del territorio, la presenza di criminalità, le dinamiche socio-economiche e il fenomeno delle immigrazioni sui territori fronte rivieraschi. Siamo e restiamo convinti - conclude Censore - che sia ancora possibile coniugare l’esigenza di riordino della Pa con soluzioni più razionali e quindi più funzionali per i territori e per questa ragione, tanto per cominciare, chiederemo al Governo di procrastinare il provvedimento di riorganizzazione”.

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