Rivelazione di segreto d'ufficio, funzionaria del tribunale e il marito avvocato finiscono in manette

In esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, la coordinatrice delle cancellerie dell'Ufficio Gip/Gup del tribunale di Palmi, Sandra Matullo ed il marito, l'avvocato Innocenzo Sapone.

Nel corso delle indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica Ottavio Sferlazza e dal sostituto Daniele Scarpino, sarebbe emersa da parte dei due coniugi la rivelazione di segreti d'ufficio in concorso ed il compimento del reato di favoreggiamento personale.

Dalla lettura congiunta dei tabulati telefonici e delle intercettazioni, i carabinieri della Compagnia di Taurianova, avrebbero accertato che la funzionaria avrebbe informato illegalmente il marito avvocato dell'attività tecnica di tipo ambientale veicolare in corso a carico di un suo assistito.

Inoltre, grazie alle intercettazioni, gli investigatori avrebbero scoperto che la donna, in seguito della convalida dal parte del Gip di Palmi del fermo - convenzionalmente denominato Iris operato dalla Dda di Reggio Calabria - avrebbe rivelato illegalmente a Sapone, prima ancora che il provvedimento venisse eseguito, che una delle persone raggiunte della misura precautelare era stata scarcerata e sottoposta agli arresti domiciliari.

 

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Porta l'anziano padre in tribunale e lo abbandona, denunciato

Ha abbandonato il padre 86enne nel Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria.

Protagonista dell'inqualificabile vicenda è stato un 47enne, G.F., di Laganadi (Rc).

Una volta all'interno del Palazzo di Giustizia, l'uomo ha lasciato l'anziano padre, in evidente stato di incoscienza, su una sedia del corridoio che serve le aule d'udienza.

Il pensionato avrebbe dovuto attendere ad una causa pendente innanzi al Tribunale di Reggio Calabria.

La scena è stata notata dai carabinieri impegnati in servizio di vigilanza alle aule dibattimentali. I militari sono, quindi, intervenuti bloccando ed identificando G.F. nei pressi di uno dei varchi di accesso alla struttura.

Nonostante l’invito degli uomini dell'Arma a ritornare sui propri passi, il 47enne non ha sentito ragioni ed è andato via in auto.

L’anziano, colto da malore, è stato soccorso dal personale del 118 ed è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Morelli,dove è stato sottoposto agli approfondimenti clinici del caso.

Il figlio, denunciato all’autorità giudiziaria reggina, dovrà invece rispondere di abbandono di persona incapace.

 

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Crollo al Tribunale di Vibo, Tassone: "Fatto gravissimo, la protesta degli avvocati non rimanga inascoltata"

«Quanto avvenuto all'edificio situato in via Lacquari, a Vibo Valentia, che ospita la nuova sede del Tribunale, ritengo sia di una gravità inaudita».

Non usa mezzi termini il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, per commentare la notizia relativa al crollo di una parte del controsoffitto nell’atrio principale della struttura, probabilmente causato dalle forti raffiche di vento che negli ultimi giorni hanno interessato anche il territorio vibonese.

«È inammissibile - prosegue Tassone – che ancora oggi si parli della condizione carente in cui versa il nuovo Tribunale, senza che nessuno faccia qualcosa. Il mio vuole essere un accorato appello affinché le istituzioni preposte si mettano subito al lavoro. Allo stesso modo, bisogna ascoltare gli appelli lanciati dagli avvocati vibonesi che, sulla questione, si sono detti pronti anche a forme di protesta più eclatanti per accendere i riflettori sulle condizioni strutturali del nuovo Tribunale. Nel caso in cui ciò dovesse avvenire, il nostro sostegno e la nostra vicinanza sicuramente non mancherà».

 

Antonio Marziale: "Il Tribunale per i minorenni è ritenuto nel mondo un' eccellenza”

“C’era l’idea di accorpare il Tribunale per i minorenni ai Tribunali ordinari. Sarebbe stata una iattura, perché per trattare un bambino in termini di giustizia occorre competenza,  preparazione, una sensibilità particolare che il magistrato minorile ha”.

È quanto ha dichiarato il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale, nel corso della conferenza stampa con il presidente Nico D’Ascola sul Tribunale per i minorenni.

“Accorpare il Tribunale per i minorenni a quello ordinario significava togliere autonomia ai giudici di fare  per esempio  quello che mirabilmente sta compiendo il presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria Roberto Di  Bella. Il Tribunale per i minorenni - ha evidenziato il Garante - è ritenuto nel mondo una eccellenza, questo non significa che non abbia dei difetti che si possono e si devono correggere, ma non attraverso l’eliminazione. C’è stato un intreccio storico di competenze di ruoli, tra me, il presidente D’Ascola e il presidente Di Bella, che ha in qualche modo aiutato questa istituzione a rimanere in piedi. Sono sicuro che questa sinergia sia stata il fattore più determinante di questo iter che ha portato il ministro Orlando a dire che la norma è stralciata. Il Garante ha fatto da collante nella convinzione di lavorare in rete per l’interesse collettivo. È la Calabria ad aver recitato il ruolo da leone più importante”.

Sul suo ruolo Marziale ha aggiunto:” Sono Garante da un anno ed ho raggiunto importanti risultati come la rianimazione pediatrica. Ma, voglio evidenziare  che non ho soldi finanziati per poter lavorare. L’anno scorso i soldi mi sono stati prestati dal Welfare, dall’assessore regionale Roccisano. Adesso,  è stato fatto un nuovo bilancio, ma quest’anno non ho ancora ricevuto alcun finanziamento. Inoltre, i soldi dell’anno scorso mi sono stati dati il 24 dicembre e in 7 giorni ho dovuto fare impegni di spesa. Mi sono interfacciato con tutte le autorità governative regionali e politiche, ma non ho ricevuto risposta. Non ho una lira di bilancio - ha concluso Marziale -  non posso programmare lavori perché non ho soldi nel budget destinati e perché mi è stato espressamente detto che per il prestito che mi è stato fatto l’anno scorso straordinariamente quest’anno non c’è la disponibilità”.

 

Serra San Bruno: rimesso in libertà il 24enne arrestato domenica scorsa

E’ stato rimesso in libertà, con l’obbligo di presentazione dinanzi alla polizia giudiziaria, il 24enne B.Z che domenica scorsa, a Serra San Bruno, era stato arrestato e posto ai domiciliari.

 A stabilirlo è stato il gip, Gabriella Lupoli che, nel corso dell’udienza di convalida, svoltasi ieri, ha accolto le richieste avanzata dall’avvocato Tommaso Scerbo, legale di fiducia del ragazzo.

Il giovane, che è stato immediatamente rimesso in libertà, era stato arrestato domenica scorsa a Serra San Bruno, quando, a bordo del veicolo sul quale viaggiava, gli agenti del locale Commissariato avevano trovato un involucro contenente 50 grammi di marijuana.

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Dipendente di una tabaccheria accusato di essersi appropriato di 160mila euro: assolto

Il Tribunale di Castrovillari, in totale accoglimento della richiesta avanzata dall’avvocato Francesco Nicoletti, ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti di un cinquantaduenne rossanese, dipendente di una nota tabaccheria di Rossano e accusato di appropriazione indebita.

I FATTI L’uomo era accusato di essersi appropriato di 160.326,28 euro, importo corrispondente agli ammanchi di cassa emersi a seguito dei controlli contabili effettuati sulla attività svolta nella tabaccheria nella quale lavorava. L’attività di indagine scaturiva in seguito alla querela presentata dal titolare della tabaccheria, con il quale il cinquantaduenne aveva instaurato un rapporto di lavoro protrattosi per ben 13 anni. Nello specifico, la sua attività lavorativa consisteva nella vendita dei prodotti e nella gestione degli incassi che venivano registrati su un “libro giornale” consegnato al titolare. 

I fatti contestati, per come narrati dalla costituita parte civile, trovavano riscontro, secondo l’accusa, nelle dichiarazioni dei testimoni escussi nel corso dell’istruttoria dibattimentale. La parte civile, inoltre, produceva durante il processo una dichiarazione, sottoscritta dall’imputato, con la quale lo stesso ammetteva di essersi indebitamente appropriato della somma di 160.326,28 euro che si impegnava a restituire. 

IL PROCESSO Durante l’istruttoria dibattimentale veniva depositata tutta la documentazione contabile della tabaccheria, già allegata alla denuncia, dalla quale emergeva l’importo in contestazione e venivano escussi i testi indicati dalla pubblica accusa. Questi ultimi, nello specifico, riferivano che l’imputato non solo aveva la gestione della cassa dell’attività ma era stato visto giocare, personalmente, alle slot machine e ai video poker presenti all’interno della tabaccheria. Veniva poi riferito un episodio, in particolare, relativo ad una notte in cui i proprietari della tabaccheria erano stati chiamati d’urgenza poiché era stata notata la saracinesca semi aperta. In quell’occasione, allertati i carabinieri, gli stessi trovavano all’interno l’imputato, unitamente ad un’altra persona intenta a giocare ai video poker.   

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE All’esito dell’istruttoria dibattimentale il Pubblico Ministero concludeva la propria requisitoria chiedendo la condanna dell’imputato; richiesta alla quale si associava il procuratore speciale della parte civile. Il Tribunale di Castrovillari, in totale accoglimento delle tesi argomentate durante l’arringa e della richiesta avanzata dall’avvocato difensore Francesco Nicoletti, ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti dell’imputato con la formula “perché il fatto non sussiste”.

 

 

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In tribunale per essere processato, si allontana per fare una rapina

Si trovava in tribunale per essere sottoposto a giudizio, quando si è allontanato per compiere un rapina. Protagonista dell'assurda vicenda, accaduta a Paola, un 39enne di Scalea che ha lasciato l'aula giudiziara per andare a mettere a segno una rapina ai danni di un commerciante.

Entrato in un negozio, l'uomo ha aggredito il titolare colpendolo ripetutamente con i pugni. Impossessatosi di 200 euro, il rapinatore si è allontanato dal luogo del reato servendosi di una stampella. Il titolare dell'attività commerciale ha, quindi, allertato i carabinieri ai quali ha fornito una dettagliata descrizione dell'aggessore.

Grazie alle informazioni ricevute, i militari dell'Arma sono riusciti ad individuare il presunto rapinatore che, nel frattempo, era tranquillamente rientrato in tribunale. L’uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Paola in attesa di giudizio

Maltrattamenti in famiglia, arrestata una donna

I carabinieri della Tenenza di Rosarno hanno tratto in arresto una 52enne del luogo, già nota alle forze dell'ordine, per il reato di maltrattamenti in famiglia, in concorso con terze persone, ai danni della figlia 36enne, già testimone di giustizia e deceduta. L'arresto è stato disposto in ottemperanza ad un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti e contestuale ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria. La donna dovrà espiare la pena di anni 3 e giorni 8  di reclusione.

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