I movimenti del centrodestra reggino denunciano "allarmanti anomalie" nel Bilancio comunale

"I partiti ed i Movimenti del centro-destra reggino - si legge in una nota firmata da Reggio Futura, Destra Per Reggio, Patto Cristiano Esteso Italia (PACE), Destra Popolare, Alleanza Calabrese, Dialogo Civile, Alleanza Cristiano Popolare, Centro Studi Tradizione e Partecipazione, AN-Fratelli d'Italia, Comitato per la ricostruzione del Centro Destra - continuano l’azione di vigilanza e controllo sull’operato della 'Falcomatà & C. SpA', denunciando alla pubblica opinione le malefatte perpetrate ai danni della città. Noi crediamo nella politica con la P maiuscola, quella che non rincorre disperatamente un posto al sole, ma lavora quotidianamente al servizio della gente, a difesa della trasparenza e della verità. Noi riteniamo la politica partecipata uno strumento imprescindibile delle moderne democrazie e, pertanto, affermiamo che sia dovere di ogni cittadino, più che un diritto, interessarsi alla res publica. Noi siamo fermamente convinti, infine, che la 'legalità' e la 'trasparenza' non siano prerogative esclusive di alcuno e che le 'buone pratiche' amministrative non si annuncino soltanto, ma vadano quotidianamente poste in essere nell’esercizio dell’azione amministrativa. Abbiamo deciso, pertanto, di dare un’occhiata al 'Conto Consuntivo 2014' del Comune di Reggio Calabria riscontrando 'anomalie' a dir poco allarmanti e che, appunto, ci accingiamo a descrivere". L'articolo 228 - spiegano i rappresentanti dei Movimenti di centrodestra - del D.Lgs. n. 267/2000 prevede, al comma 5 e seguenti, che 'al Conto del bilancio sono annesse la tabella dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale". Si tratta di una disposizione che assume una valenza informativa di particolare rilevanza, finalizzata a mettere in luce gravi condizioni di squilibrio. Ora, dalla 'Tabella' elaborata dal Comune di Reggio Calabria risulta che ad essere violati sono solo quattro parametri (su di dieci) di deficitarietà strutturale: il n.2, il n.3, il n. 4 ed il n. 5. Se ne fossero stati violati cinque l’Ente si sarebbe trovato in condizioni di 'deficitarietà strutturale'. Risulta, viceversa, rispettato il parametro n. 8   relativo alla consistenza dei debiti fuori bilancio riconosciuti  nel corso dell’esercizio 2014 rispetto ai valori di accertamento delle entrate correnti. Precisamente, ai sensi della vigente normativa, il parametro è rispettato quando la consistenza dei debiti fuori bilancio riconosciuti nel corso dell’esercizio  non supera l’1 per cento rispetto ai valori di accertamento delle entrate correnti, fermo restando che il parametro si considera in ogni caso violato quando la soglia suddetta dell’ 1% sia stata superata in tutti gli ultimi tre esercizi finanziari. Esaminando attentamente tale parametro, emerge una prima “anomalia”: l’apposizione in capo allo stesso di una nota 'chiarificatrice' che non è prevista nello schema di tabella approvato con D.M. 18/02/2013, la quale si basa esclusivamente su rapporti numerici di valori precisamente indicati dalla legge, non suscettibili di interpretazioni soggettive o  specificazioni,  tanto che nei dati ufficiali pubblicati sul sito della Finanza Locale la stessa nota non compare. Il contenuto, poi, della nota è assolutamente fuorviante in quanto nella stessa si afferma testualmente che 'a riguardo del parametro n. 8 la consistenza dei debiti fuori bilancio riconosciuti nel corso dell’esercizio è superiore all’1% rispetto ai valori di accertamento delle entrate correnti; tuttavia il medesimo parametro calcolato nell’anno 2012 avuto riguardo ai debiti fuori bilancio riconosciuti nel predetto esercizio dal competente organo consiliare, risulta inferiore alla suddetta soglia'. Tale nota di lettura del parametro n. 8  travisa il contenuto del parametro stesso il quale  chiaramente stabilisce che l’obiettivo è violato quando l’ammontare dei debiti fuori bilancio riconosciuti nel corso dell’esercizio sia superiore  all’1% rispetto ai valori di accertamento  delle entrate correnti (Titoli I-II e III dell’entrata). In seconda battuta la norma prevede che qualora il sopra indicato rapporto percentuale risulti inferiore all’ 1%, ma l’Ente abbia violato il parametro in tutti e tre gli esercizi del precedente triennio, il parametro si intende ugualmente violato! Quindi la legge prevede che il riferimento al triennio precedente entri in gioco solo ed esclusivamente in presenza di un rapporto percentuale inferiore all’1%, contrariamente  a quanto è stato specificato nella nota anzidetta. Nel caso del consuntivo 2014, stando ai dati ufficiali pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno, l’ammontare dei debiti fuori bilancio riconosciuti nel corso dell’esercizio 2014 ( pari a 5.300.899,19 euro) risulta di gran lunga superiore all’1% delle entrate correnti che, complessivamente, assommano ad € 228.537.411,26. Dall’esame dei dati delle certificazioni ai conti consuntivi relativi agli anni precedenti e pubblicati sul sito della Finanza locale si evince, poi, come  il suddetto parametro n. 8, sia stato violato anche nell’esercizio 2012 contrariamente a quanto affermato nella sopra richiamata nota di specificazione.  Come agevolmente si rileva dal sito del Ministero degli Interni,  infatti, le entrate correnti complessive dell’Ente nell’anno 2014 sono state pari a 228.537.411,26 euro mentre i debiti fuori bilancio riconosciuti ammontano ad 5.300.899,19 euro. Ne deriva che il rapporto tra gli stessi è pari al 2,32%, cioè superiore alla soglia dell’ 1% stabilita dalla legge(ripetizione). Nell’anno 2013 le entrate complessive dell’Ente sono state pari ad 232.612.356,52 euro ed i debiti fuori bilancio riconosciuti pari a 32.211.712,45 euro. Il rapporto tra gli stessi è dunque pari al  13,8%, cioè superiore all’ 1% previsto dalla legge. Le entrate correnti complessive dell’Ente nell’anno 2012 sono state pari a 202.265.960,24 euro mentre i debiti fuori bilancio riconosciuti ammontano ad  4.710.807 euro. Il rapporto tra gli stessi è pari al 2,33%, cioè superiore all’ 1% previsto dalla legge". "E’ chiaro a questo punto - è scritto nel documento trasmesso - come, stando ai dati ufficiali, il parametro n. 8 sia stato violato e che la tabella elaborata dall’Amministrazione di Reggio Calabria sia quantomeno da rivedere e da sottoporre ad un controllo anche da parte degli organi ministeriali. Concludiamo, dunque, affermando che a noi appare evidente come la sinistra - quella sinistra che negli anni scorsi ha utilizzato le criticità del bilancio come arma di distruzione di massa per gli avversari politici- si ritrovi oggi nella stessa (misera) condizione di coloro i quali predicano bene ma razzolano male!" 

 

 

 

Sede Agenzia Beni Confiscati: centrodestra compatto contro "la spoliazione di Reggio"

"Sembra non avere mai fine l’opera di spoliazione della nostra città". E' questo il giudizio espresso dai movimenti del centrodestra di Reggio Calabria nel corso della odierna conferenza stampa convocata per discutere della sede dell'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati. "Sulla falsariga delle nefandezze compiute dal governo centrale - hanno sostenuto nel corso dell'incontro con i giornalisti - quaranta e passa anni addietro, con l’avvento del centrosinistra al potere è ormai ripresa con lena l’abitudine di togliere tutto ciò che caratterizza e pertanto necessita alla città più grande della nostra regione. Le questioni degli ultimissimi giorni dell’Aeroporto e del Decreto Reggio, fanno il paio ora con quella dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, la cui sede principale, Reggio Calabria appunto, ancora una volta viene messa in discussione. Roma, fortissimanente Roma, lamentano a gran voce i parlamentari del Pd. Per i più attenti non è un fatto nuovo tutto ciò, visto che sin da qualche mese dopo la sua istituzione, varie interrogazioni parlamentari, cercarono da subito e con risibili motivazioni di delegittimare o quantomeno di declassare la funzione e quindi il  ruolo strategico della sede reggina.  Cinque anni di lavoro incessante e proficuo per l’Agenzia, ma sempre con l’orecchio rivolto a carpire i sussurri molesti della politica dei veleni e degli inciuci e purtroppo, nel silenzio generale dei rappresentanti calabresi in Parlamento, la campana a morto per la sede reggina dell’Agenzia scandisce in queste ore sempre di più i suoi tristi rintocchi ed è in quest’ottica che va considerato quindi il senso dell’emendamento nr. 0.22.1.1 dell’on. Rosy Bindi – seduta del 15 ottobre 2015 della 2^ Commissione Giustizia della Camera - che prevede lo spostamento della sede principale dell’Agenzia Nazionale da Reggio Calabria a Roma. Insomma, l’Onorevole Rosy Bindi, eletta in Calabria, ci riprova ancora, e proprio lei, bravissima a stilare liste tese ad affibbiare patenti di impresentabilità a chicchessia, ci mette la faccia e presenta in prima persona la volontà del suo partito di demolire ciò che di buono e duraturo aveva pensato un Governo di segno politico opposto cinque anni prima, con l’appoggio non richiesto (?), tra l’altro, del Movimento 5 Stelle nelle persone dei parlamentari Sarti e Nuti".   "Come si può pensare d- è la domanda retorica che si pongono i rappresentanti del centrodestra reggino -  spostare la sede principale dell’Agenzia, vero e proprio presidio di legalità, da Reggio Calabria, nel cuore della provincia reggina della ‘ndrangheta, oggi la mafia di tutte le mafie, a Roma, svilendo quello che aveva  rappresentato un avvenimento storico nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata? La sinistra, il PD in particolare,  che ha  fortemente richiesto, per poi anche esultare, lo scioglimento per mafia del Comune di Reggio Calabria, 'regalando' ai reggini due anni bui di commissariamento, per i quali la città  deve essere risarcita, a cui si è aggiunto un anno di inettitudine del governo cittadino, con quale arroganza propone lo spostamento della sede principale dell’Agenzia a Roma dove la mafia, per bocca dello stesso premier Renzi del PD,  non esiste ???  La  sinistra, in particolare il PD reggino e calabrese, riesce a comprendere   che la città di Reggio Calabria anche in questo caso è sotto attacco e va difesa, o è lì che aspetta che Reggio Calabria subisca l’ennesima mortificazione, per poi mistificare  di avere un dialogo alla pari con quello che definisce  un 'governo amico'"? All'appuntamento svoltosi stamane hanno partecipato Comitato per la Ricostruzione del Centro Destra, Reggio Futura, Alleanza Calabrese, Fratelli d’Italia–Alleanza Nazionale, Destra per Reggio, Destra Popolare, Movimento Dialogo Civile, Centro Studi Tradizione e Partecipazione, Alleanza Cristiana Popolare.

 

Aeroporto dello Stretto: le proposte di Fratelli d'Italia

"Abbiamo letto i dati aeroportuali del traffico passeggeri di Reggio Calabria e  Lamezia Terme e, contestualmente, la proposta fatta da due consiglieri comunali, uno di maggioranza ed uno di opposizione, di convocare un Consiglio Comunale congiunto di Reggio Calabria e Messina". E’ quanto si legge in una nota diffusa dal Coordinamento Reggio Calabria Città Metropolitana di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. "Noi invece – è la richiesta di FdI-AN - vorremmo invitare i due consiglieri, la maggioranza del Consiglio Comunale, ma soprattutto il Consiglio di amministrazione di Sogas, a fare una semplice analisi visionando i dati che sono stati appena pubblicati sul traffico aereo dei due scali e confrontarli. Se non riuscissero a visionarli lo facciamo noi di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale: Reggio Calabria passeggeri voli nazionali 46.927, -7,1%, internazionali 0; traffico  gennaio-settembre 2015 377.237, -8,1%; Lamezia Terme, passeggeri voli nazionali 176.282, -12%, internazionali 63.715, +36,8%, totale passeggeri 242.095 settembre 2015 -2,8 traffico gennaio-settembre 2015 1.825.161, -4,1%. Da questi semplici dati si evince il perché dello spostamento d’orario del volo Reggio-Milano Linate su Lamezia, visto che si era registrato un calo del 12% sul nazionale. Dati che riescono comunque a pareggiare con quelli relativi al traffico passeggeri internazionale,  superiore a quello del traffico nazionale relativo allo scalo reggino- E’ di tutta evidenza che era loro intenzione eliminare il segno meno. Obiettivo che forse riusciranno a centrare, tenuto conto che anche Lamezia dispone di un nuovo orario su Linate". "Questi numeri – sostiene il Coordinamento di Fratelli d’Italia - lasciano intuire con facilità l’enorme disparità fra i due aeroporti. Eppure il 'Tito Minniti' serve un bacino potenziale che supera i 400.000 utenti, mettendo assieme i possibili viaggiatori di Reggio Calabria e Messina, con le loro rispettive province. Come mai Lamezia attrae così tanti viaggiatori e Reggio Calabria no? Semplice, prima di tutto a Lamezia ci sono i voli internazionali, confrontando le tariffe non si rilevano disparità significative, le rotte quindi sono molteplici, il management è aggressivo e competente, l’utenza ha una diversificazione migliore circa la scelta dei voli. Fratelli d’Italia-alleanza nazionale vuole offrire alla riflessione collettiva una proposta: per soddisfare l’utenza di Messina serve soltanto l’istituzione di un trasporto agevole, nave e pullman, compatibile con gli orari dei voli; per il ‘Tito Minniti’ è indispensabile non continuare ad affidarsi ad un management e ad un CdA composti da personaggi, avvocato o addirittura farmacisti, che nulla hanno a che vedere con il rilancio dello scalo e che non fanno altro che riportare quello che discutono nelle varie riunioni solo per portarsi a casa un ulteriore profitto. In realtà l’aeroporto reggino necessita dell’impegno di  uomini e donne che abbiano capacità di programmazione aeroportuale, di manager commerciali ed esperti di marketing che sappiano rendere appetibile lo scalo ad altri vettori per altre rotte, con la possibilità di godere di tariffe vantaggiose per l’utenza. Professionisti che abbiano a cuore l’ottica della  Città Metropolitana, la cui imminente nascita  renderà ancora più importante lo scalo". "L’aeroporto 'Tito Minniti' – secondo il Coordinamento Reggio Calabria Città Metropolitana di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale - non ha bisogno di ricette da farmacia, ma di una autentica strategia di mercato". 

 

Fratelli d'Italia boccia l'Amministrazione Falcomatà: "Dilettanti succubi di Renzi"

"E se ci fosse anche un sindaco aggiunto con uno strano accento toscano?" Se lo chiede il Coordinamento Città Metropolitana Reggio Calabria di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. "Sarebbe possibile dopo la defenestrazione dell’assessore ai Trasporti del Comune di Reggio Calabria, assente – secondo FdI - in tutta la vicenda Sogas, per ragioni ben comprensibili. Sulla questione, avente al centro l’Aeroporto dello Stretto, sono intervenuti tutti, da assessori di altri rami a farmacisti, da medici, ad avvocati. Eppure, solo il ministro Delrio, da ieri nominato assessore aggiunto ai Trasporti della città di Reggio Calabria, è riuscito dopo sforzi sovrumani – ironizzano i rappresentanti reggini di Fratelli d’Italia - a cambiare nuovamente l’orario di un volo. Vista la comunanza nei programmi elettorali, non è da escludere l’esistenza di un’entità aliena che dirige, in gran segreto, il Comune di Reggio Calabria. Sicuramente è così, se si pensa alle scelte molto simili che vengono fatte dai due enfant prodige del PD, nazionale e cittadino. A questo punto ci chiediamo: perché non aggiungere anche Poletti come assessore al lavoro? Sarebbe il modo migliore per 'ringraziare' un ministro che ha giocato pericolosamente con l’economia di una città, con i lavoratori, che ha messo in pericolo uno scalo che serve due città. Piuttosto, il quesito a cui sarebbe bene che rispondessero i nostri eroi è legato al numero  di prenotazioni sul volo Reggio-Milano Linate che sono saltate a causa di questo scherzetto. Quanta gente ha dovuto spostare le partenze e quanta gente, adesso, alla luce del ‘salvataggio dell’orario del volo’, si ritrova a dover fare i biglietti a tariffa piena senza lo sconto della prenotazione? Si sarà certamente trattato di una mossa economica per rimpinguare le povere casse della Sogas e di Alitalia, secondo quanto prescritto dalla ricetta del farmacista". "Ad agosto – sottolineano i membri del Coordinamento Città Metropolitana di Fratelli d’Italia - hanno dichiarato di sopprimere l’orario del volo, mettendo così i viaggiatori nelle condizioni di perdere le prenotazioni per i mesi di ottobre e novembre, e quindi gli sconti sui biglietti, poi con un colpo di bacchetta magica, sempre dando in cambio un cospicuo baratto all’assessore aggiunto ai trasporti Derio ed al sindaco aggiunto 'Renzie’' ad ottobre hanno rimesso l’orario del volo. Peccato che chi vorrà partire sarà costretto a pagare il biglietto pieno con più entrate per tutti!. Non c’è che dire: un autentico capolavoro di dilettantismo. Un tempo nella Destra italiana vigeva un vecchio motto, ‘Abbatti il sistema, lotta con noi’! E noi contribuiremo ad abbattere questo sistema, Fratelli d’Italia-Alleanza-Nazionale è presente e difenderà, come ha sempre fatto, gli interessi dei reggini e di Reggio Calabria”. “Se alla sinistra nazionale – termina la nota - basta minacciare un’intera maggioranza comunale con un banale cambio orario di un volo ordinare, e ottenere in cambio il saccheggio delle casse di Palazzo San Giorgio, noi non lo permetteremo".

 

Fratelli d'Italia: "Volo Reggio-Milano moneta di scambio per il taglio dei fondi"

"Bravo, complimenti, sei unico! Però lo potevi far pagare di meno l’orario del volo Reggio-Linate, non ti sembrano un po’ troppi 15.000.000 di euro del Decreto Reggio?" Usa il sarcasmo il Coordinamento Città Metropolitana di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale per commentare la notizia, annunciata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, relativa al mantenimento del collegamento aereo fra Reggio Calabria e Milano Linate. "Essendo le tariffe di Alitalia molto elevate alte, far pagare tale cifra ai cittadini di Reggio Calabria ci sembra eccessivo" è chiara l’allusione di FdI al taglio dei fondi che rischia di smantellare l’impianto del Decreto Reggio. "E meno male – prosegue, servendosi dell’ironia, la nota trasmessa dal Coordinamento Città Metropolitana FdI - che l’azione delle amministrazioni, comunale, regionale e nazionale del PD, si è fatta sentire. E’ anche vero che lavorano in silenzio e gratis, ma avremmo voluto vedere dei politici all’opera per difendere gli interessi della città, sprezzanti del pericolo di ritorsioni. Marino a Roma ne sa qualcosa. Certo non ha aiutato l’operato del CdA Sogas, che fino ieri giocava sulla pelle dei lavoratori ( attendiamo il ritiro dalla mobilità dei 32 di sogas), messa in atto da un giovane farmacista. O magari, è stato lui a consigliare la medicina giusta a Delrio, e con qualche avvocato che guarda al bilancio, possiamo stare tranquilli. Per chi come noi di Fratelli d’Italia-Allenza Nazionale, di queste ‘magie’ ne ha viste a migliaia, non è neanche ordinaria amministrazione, non c’è cosa più brutta che affidare il proprio consenso elettorale a povere vittorie di Pirro. Se l’orario del volo Reggio-Linate sarà ripristinato, speriamo che la telefonata a Delrio non sia come quella fatta a Tavecchio a proposito della situazione in cui si era ritrovata la Reggina”. Non c’è nulla da esultare, vuol dire – incalza FdI -che non vi era alcuna necessità di spostarlo prima per ripristinarlo dopo. La verità è una sola, il clima si è surriscaldato: manifestazioni, comunicati stampa, conferenze stampa, il primo atto pochi giorni fa con l’opposizione comunale, ed oggi l’apoteosi. Ci fa solo sorridere e pensare a quanto siamo caduti in basso: ripristinare l’orario di un volo per coprire un anno di inerzia di immobilità. La nostra richiesta al sindaco è di convocare una bella conferenza stampa per spiegare nel dettaglio come ha fatto a riportare questo grande successo. Ci domandiamo, tuttavia, perché non l’abbia fatto prima. In questo caso, magari  non avremmo perso neanche i danari del Decreto Reggio". "Se poi Falcomatà telefonasse a Delrio per  chiedergli di ripristinare il pezzo del tapis roulant, quello che collega il Lungomare Corso Garibaldi, sarebbe un altro successo – termina la nota di Fratelli d’Italia - in vista nell’ottica della mobilità integrata di Reggio Calabria città metropolitana".

De Angelis (FdI) denuncia: "Amministratori comunali si aumentano le indennità e Vibo piange miseria"

"In tempi di crisi e tagli, di sacrifici annunciati e spending review, i costi della politica locale lievitano". La denuncia arriva da Fausto De Angelis, Coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale. "Accade a Vibo Valentia, tra le mura di Palazzo 'Luigi Razza', dove consiglieri, assessori e primo cittadino, aumentano indennità di funzione e gettoni di presenza, approfittando di una 'benevola' interpretazione dell'articolo 2 comma 1 lettera C del D.M. 119/2000, il quale prevede - spiega De Angelis - che, in presenza di un aumento dei flussi turistici, in un Comune 'virtuoso', l'apparato politico eletto può giustificare una esigua maggiorazione delle indennità. Senza voler entrare nel merito dei requisiti necessari per la maggiorazione previsti dal decreto, pur a mio avviso, diciamo, non correttamente interpretato dagli inquilini di Palazzo 'Razza', e senza impelagarci fra macchinosi calcoli finalizzati a stabilire il quantum, mi domando se, considerati i tempi che corrono, la determina operata dalla Teti sia una manovra opportuna. La questione sollevata crea interrogativi sull'opportunità della scelta amministrativa. L'aumento dell'amministrazione Costa rappresenta un'offesa ai cittadini, soprattutto verso coloro che stanno vivendo in totale abbandono dalle istituzioni dove il capitolo per il sociale in Bilancio viene continuamente ridotto al lumicino. In un contesto in cui sotto gli occhi di tutti sono le condizioni di indigenza delle famiglie vibonesi che non ricevono alcun sussidio, l'inadeguatezza dei servizi e la grave situazione debitoria dell'Ente, il pensare a se stessi innanzi alle tantissime criticità, mi ripeto, è una manovra incomprensibile che si pone in contrasto con il disagio sociale". "La responsabilità amministrativa - ribadisce il Coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia di Vibo Valentia - impone come priorità il bisogni dei cittadini, le promesse fatte nel periodo pre-elettorale sono state ancora una volta disilluse. Pertanto, signor Sindaco, ripristini la riduzione delle indennità. Anziché aumentare la paga, sarebbe opportuno istituire un fondo di 'solidarietà sociale' dove riversare in esso le somme devolute dagli amministratori per far fronte alle esigenze della città ed al bisogno dei cittadini meno abbienti. Mi permetto di suggerire anche che la gestione del fondo deve essere esclusivamente amministrata dal Consiglio, evitando così di lasciare nelle casse comunali somme utilizzate arbitrariamente per altri meno nobili scopi. Sarebbe, questo, un bel gesto di solidarietà, fatto esclusivamente per il bene della città. Tale proposta potrebbe far riacquistare fiducia ad una classe politica sempre distante dai reali problemi del territorio". "Sento di suggerire questa strada - conclude Fausto de Angelis - anche per le telefonate di indignazione che ho ricevuto, all'indomani della notizia apparsa sulla stampa, da parte anche di chi ha votato l'attuale amministrazione, credendo nel loro programma ed ora delusi e traditi dalle promesse annunciate ed ancora non mantenute.

 

"La Spallata", Fratelli d'Italia esulta: "Sabato è ripartita la Destra"

"Avevamo un obiettivo, con la manifestazione di sabato scorso l’abbiamo raggiunto: Ritornare in piazza! Era un dovere per noi di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e per tutta la Destra reggina far vedere al nostro popolo che ci siamo, che non ci nascondiamo, che ci mettiamo la faccia, che siamo sempre pronti ad ascoltare e difendere, come sempre abbiamo fatto, i reggini ed il suo territorio". Il Coordinamento Città Metropolitana di Fratelli d'Italia rivendica con orgoglio il desiderio e la necessità di essere presente a "La Spallata", l'adunata che nel pomeriggio di sabato ha trascinato davanti al portone di Palazzo San Giorgio centinaia di persone, tutte ansiose di esprimere pubblicamente il proprio dissenso nei confronti dell'Amministrazione Comunale di centrosinistra guidata da Giuseppe Falcomatà.  "Qualcuno pensava e confidava - argomenta FdI - nella definitiva sparizione della nostra Comunità Militante, nell’assenza totale della destra reggina, di quella favolosa avventura che da 45 anni, nel bene ed anche nel  male (la presunzione non ci appartiene), con pregi e difetti è stata ed è presente nella vita politica, amministrativa, culturale della nostra città. Sbagliato! Non ce lo meritavamo, ma soprattutto non potevamo permettercelo, per noi, per quelli prima di noi e per quelli che verranno, non potevamo cancellare, con un semplice colpo di spugna, la nostra storia, anni di battaglie, di lotte, di vittorie e perché no, anche di sconfitte. Abbiamo fatto i conti con il passato, abbiamo pagato le nostre colpe ed anche quelle che non ci meritavamo, addirittura hanno cercato di colpirci a tradimento per farci scomparire dalla scena politica, ma non ci sono riusciti. L’avevamo detto in conferenza stampa, da sabato riparte la Destra, con tutti gli amici e le sigle che erano presenti a piazza Italia, con tutti quelli a cui stanno a cuore i reggini e Reggio Calabria.  Grazie da parte di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale a tutte le donne e gli uomini che hanno riempito la piazza, ad Enzo Vacalebre che ci ha creduto fin dall’inizio. In ultimo, anche se l’indifferenza resta la migliore arma, volevamo rispondere ad uno dei baby-dem, che siedono a palazzo San Giorgio. Apprendiamo oggi - chiaro il riferimento ironico a quanto dichiarato, con toni deliberatamente insultanti da Antonino Castorina, capogruppo PD in Consiglio Comunale - che sabato pomeriggio, giustamente vista l’età, dopo avergli fatto il bagnetto, passatagli la cremina per il rossore, appuntato il pannolino e messo sul seggiolone con la pappa, il buon baby-dem ha guardato la 'Carica dei 101' e da bambino giudizioso è andato a letto. Bravo, ma non c’era bisogno di farlo sapere a tutta la città. Scherzi a parte, da queste dichiarazioni si capisce, in modo ancora inequivocabile, in quali mani è finita la nostra città, di quale infimo spessore culturale siano depositari coloro che devono fare le scelte politiche ed amministrative per il benessere e lo sviluppo dell futura Città Metropolitana. Non abbiate paura, la Destra c’è , noi ci siamo, sabato - terminano le riflessione del Coordinamento di Fratelli d'Italia - abbiamo voluto mostrare a tutti voi un a cosa sola: Prima i Reggini!"

 

Polemiche attorno al Tropea Festival: Lo Bianco (FdI) contro promozione ideologia gender

"Da poco - scrive in una nota Anthony Lo Bianco, Coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale a Vibo Valentia - sono venuto a conoscenza di questa splendida iniziativa 'Tropea Festival leggere e scrivere'. La mia grande felicità iniziale (insieme alla notizia delle dimissioni di Marino) si è ben presto tramutata in dissenso dopo aver letto il programma dell'evento citato. Tra i vari interventi (anche quello del valente archeologo italiano, Valerio Massimo Manfredi), vi è 'I diritti oltre il genere'. Come coordinatore cittadino di fratelli di Italia e coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale sono sempre stato e sempre sarò in difesa della famiglia tradizionale". "L'ideologia Gender - sostiene Lo Bianco - sta cercando di fornire ai più giovani un'interpretazione deviante della propria identità sessuale. Tutto questo non risolve alcun problema, ma mescola e confonde la maturazione dei ragazzi". "Forse il più grande servizio sociale che possa essere reso da chiunque al Paese e all’umanità - termina la nota del rappresentante FdI è formarsi una famiglia. (George Bernard Shaw)". 

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