Aeroporto di Reggio, Romeo individua i responsabili: "Lo hanno terremotato Raffa e Porcino"

"Era nelle più scontate previsioni - secondo l'avvocato Oreste Romeo - che l'umiliante condizione alla quale sono stati ottusamente relegati negli ultimi mesi, avrebbe portato i lavoratori SOGAS SpA e SOGAS SERVICE s.r.l ad una reazione decisa e dignitosa. Non desta, quindi, sorpresa, l'iniziativa che ha portato all'occupazione dell'Aeroporto dello Stretto, vitale ed irrinunciabile infrastruttura ormai agonizzante e priva di bussola. Nessuna autocritica dai supponenti vertici societari. In compenso, essi inseguono numeri, ne danno a piacimento, continuando ad ineffabilmente abbandonarsi a voli di fantasia che addirittura sconfinano nella inopportuna pochezza della infima pratica dello scaricabarile disancorato dalla realtà, per di più indulgendo ad un inopinato quanto velleitario e dozzinale umorismo che, lungi dal suscitare ilarità, arreca ulteriore, gratuito oltraggio al dramma vissuto dai dipendenti aeroportuali ed alla disperazione dei loro nuclei familiari. La comunità provinciale oggi ha nitida davanti a sè la fotografia del mediocre ed insopportabile risultato generato da una "gestione" irresponsabilmente avallata dalla "politica" che ne è stata lo sponsor ufficiale. Cos'altro c'era da attendersi da una 'gestione' che si è concentrata solo sui costi del personale trascurando la concreta possibilità di ottenere rilevanti ricavi se solo avesse fatto ciò che avrebbe dovuto fare, ovvero mettere in campo una impostazione realmente manageriale in luogo di quella, ragionieristica, ed asfittica, quasi commissariale, che negli ultimi quattro anni ha letteralmente terremotato il 'Tito Minniti'? La causa realmente ostativa al rilascio della concessione provvisoria, lo si ribadisce a chiare note, risiede giustappunto nei mancati ricavi, ed è di solare evidenza, leggendo il deliberato del 23 settembre del C.d.A., che ENAC non se ne attenda il superamento da parte della SOGAS affidata al tandem Porcino & Calarco". "Al personale SOGAS e SOGAS SERVICE si esprime, dunque, vicinanza assoluta e sentita solidarietà, nella certezza - scrive Romeo in una nota - che la crescente e diffusa intolleranza verso anacronistiche forme di attaccamento a poltrone divenute roventi, oltre il risultato di un sollecito recupero  di dignità, dovrà anche sancire l'effettività della responsabilità politica che ricade tutta e per intero su chi ha operato scelte dettate da logiche di appartenenza e rivelatesi fonte di conseguenze nefaste per l'irrinunciabile diritto alla mobilità della comunità provinciale. Nè, poi, è ammissibile che ci si spinga a tentare di consegnare all'opinione pubblica un agnello sacrificale, quasi fosse un paravento idoneo a garantire riparo a chi era chiamato a vigilare e non lo ha saputo nè inteso fare. E’ inaccettabile che quella "politica" abbia omesso di indicare al braccio esecutivo una prospettiva che rendesse appetibile una infrastruttura così importante e strategica in vista della valorizzazione di un territorio già di per sé oltremodo attrattivo, limitandosi, "a conti fatti", ad essere "tutor" di esperti di numeri appassionatisi all'improbabile recupero giudiziario di quote del capitale sociale, attività, quest'ultima, sulla quale il management SOGAS tace risparmiandoci di altre amenità. Ed ancor più inaccettabile è che quella "politica" coltivi la pretesa di "chiamarsi fuori" e, dopo esserne stato infelice sponsor, individui il responsabile nel soggetto sul quale per tempo avrebbe dovuto esercitare un'attenta attività di vigilanza. "Cadere non è pericoloso né disonorevole, ma non rialzarsi è entrambe le cose". Il messaggio dei dipendenti SOGAS e SOGAS SERVICE è questo, oltremodo forte e chiaro per continuare ad ignorarlo".

 

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