Caso Parco Caserta. "Sono i documenti ad inchiodare Falcomatà alle proprie responsabilità"

"A conclusione dell’Assemblea Pubblica voluta dalla Giunta comunale per ascoltare la viva voce dei reggini,  dobbiamo dire con una certa soddisfazione che sono stati numerosi i cittadini che hanno sentito il bisogno di chiedere chiarezza sulle vicende relative al Parco Caserta". E' questo il commento, reso pubblico tramite una nota, dei componenti del Comitato per la salvaguardia dell'area di Parco Caserta.  "Siamo lieti - è la loro considerazione - di avere potuto chiedere direttamente al Sindaco ed agli Assessori, seppure nel brevissimo tempo che ci è stato concesso, risposte chiare sugli aspetti problematici della vicenda, ovvero la messa in vendita di tutta la porzione inferiore del Parco (circa 3000 mq di verde pubblico), l’avvenuta vendita a privati di una porzione di 300 mq dell’area e, non ultima, l’apertura di un cantiere, da parte di un privato, all’interno del parco che ha portato alla rimozione di alberi ed arredi, in spregio alla destinazione d’uso dell’area. Ma le risposte, lo diciamo con rammarico, sono state molto deludenti. Ci è toccato ascoltare da parte del Sindaco una ricostruzione totalmente pretestuosa, secondo cui il clamore intorno al Parco sarebbe frutto di malintesi determinati da media faziosi e da personaggi in cerca di notorietà…già, perché il Primo Cittadino ha rassicurato ampiamente i presenti che Parco Caserta non è in vendita, e che la piccola parte venduta ricade sotto la responsabilità di amministrazioni precedenti. Ora, nessuno di noi si aspettava una piena ammissione di responsabilità o l’annuncio di novità eclatanti in una sede che, ci rendiamo conto, non consentiva di approfondire adeguatamente le singole tematiche trattate: ma il tentativo di negare l’esistenza del problema e cercare ancora una volta di scaricare le colpe di provvedimenti recentissimi sulle amministrazioni precedenti - sono le parole con cui il Comitato boccia ancora una volta l'operato di Palazzo San Giorgio - lascia pensare che davvero l’Amministrazione non sappia che pesci prendere e preferisca gettare fumo negli occhi dei reggini, invece che parlare il linguaggio della chiarezza. Siccome siamo dell’idea che i cittadini non possano essere così smaccatamente presi in giro, ci siamo sentiti obbligati ad alzarci in piedi per inchiodare, documenti alla mano, il Sindaco alle proprie responsabilità: non che sia servito a molto, ma abbiamo almeno strappato l’ammissione che all’inserimento del Parco tra i beni destinati alla dismissione dovrebbe essere posto rimedio in autotutela da parte dell’Amministrazione, speriamo in tempi brevi; sulle altre questioni, purtroppo, ancora nulla.  Insomma, non possiamo dire che la lunga attesa per ascoltare la prima presa di posizione ufficiale da parte della Giunta sulla vicenda che tanto ci sta a cuore abbia portato i frutti sperati: abbiamo tuttavia fede che la sempre maggiore consapevolezza del problema del Parco tra i reggini impedisca ai nostri governanti di liquidare la questione come un malinteso, e li costringa ad adottare i provvedimenti più opportuni per tutelare, una buona volta, l’interesse comune". "Per concludere, ci preme fare una precisazione: abbiamo accolto con grande favore - puntualizzano i promotori - l’adesione ideale ai nostri progetti da parte di associazioni ed esponenti politici locali, ed abbiamo approfittato del concreto sostegno offertoci da alcuni di essi, ma gradiremmo non essere accostati a questo o quel movimento, come nei giorni passati ci è capitato di leggere. Il Comitato è nato come associazione  apolitica e tale resterà, essendo formato da semplici cittadini mossi solo dal senso civico e dall’amore per la propria città, a prescindere dalle convinzioni politiche di ciascuno". 

 

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