Lavoratori in nero in un cantiere, denunciato un 49enne

I carabinieri dell'Ispettorato del lavoro di Reggio Calabria, coadiuvati da militari della Stazione di Bova, hanno denunciato un 49enne del posto, proprietario di un’abitazione nel comune grecanico.

In particolare, i militari dell’Arma, durante un controllo hanno constatato la presenza di un vero e proprio cantiere allestito in corrispondenza della casa di proprietà dell’uomo e accertato la presenza di due lavoratori in nero.

Inoltre, dalle successive verifiche è emerso che gli operai non erano stati sottoposti alla visita medica finalizzata ad accertarne l’idoneità allo svolgimento della mansione assegnata. Come se non bastasse, uno dei lavoratori è risultato beneficiatio del reddito di cittadinanza e pertanto è stato segnalato all’Inps ai fini della revoca del sussidio.

Al proprietario dell’abitazione, invece, sono state contestate sanzioni per un importo complessivo di circa 13 mila euro. 

Percepivano il Reddito di cittadinanza senza averne diritto, denunciati

I finanzieri della Compagnia di Corigliano-Rossano (Cs) hanno eseguito una serie di controlli, durante i quali hanno individuato e segnalando all’autorità giudiziaria 65 persone, per lo più straniere, ritenute responsabili di indebita percezione del Reddito di cittadinanza. Per beneficiare di tale contributo pubblico, è necessaria la residenza in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della richiesta, dei quali, almeno gli ultimi 2, in maniera continuativa. L’attività di controllo, eseguita anche attraverso le informazioni messe a disposizione dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della guardia di finanza e condotta in stretta collaborazione con l’Inps, è stata indirizzata alla verifica dei requisiti, accertando l’utilizzo di false attestazioni nelle Dichiarazioni sostitutive uniche da parte di beneficiari, molti dei quali extracomunitari, i quali, pur non avendo maturato il requisito della residenza, avrebbero comunicato all’ente erogatore di esserne, comunque, in possesso. Emblematiche, in tal senso, sono risultate le posizioni di due cittadini stranieri che hanno percepito il sussidio, nonostante fossero residenti in un centro d’accoglienza.

L’importo complessivo delle somme indebitamente conseguite e segnalate all’autorità giudiziaria per l’adozione di provvedimenti cautelari ammonta a circa 500 mila euro. Oltre ad essere stati denunciati, i percettori del sussidio sono stati segnalati all'Inps per la revoca del beneficio e il recupero di quanto indebitamente percepito.

Inoltre, il gip del Tribunale di Castrovillari ha emesso una serie di provvedimenti di sequestro delle somme indebitamente percepite, spesso riqualificando il reato nella fattispecie più grave della truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

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Prendono il reddito di cittadinanza e lavorano in nero, denunciati

Nei giorni scorsi, i poliziotti della Questura di Vibo Valentia hanno controllato  diversi locali nel comune di Tropea. Nel corso delle attività ispettive, gli agenti hanno individuando due persone che svolgevano attività lavorativa senza un regolare contratto. Come se non bastasse, i due percepivano anche il reddito di cittadinanza.

Pertanto, i due lavoratori sono stati denunciati per percezione indebita del reddito di cittadinanza.

“Reddito di Cittadinanza: i rischi per il sud e per la Calabria è che diventi un mero strumento di sostegno dei consumi”

“Il reddito di cittadinanza rischia di diventare in modo strutturale un mero strumento di sostegno dei consumi. E' una strategia fallimentare per lo sviluppo del Mezzogiorno già sperimentata nel corso degli ultimi 60 anni, perchè non crea sviluppo, ma alimenta dipendenza”. E’ quanto argomenta il Professore Francesco Aiello, Ordinario di Politica Economica dell’Unical e presidente del think tank OpenCalabria in occasione della presentazione del XXI Rapporto INPS che si è tenuta all’Università della Calabria, in presenza del Presidente dell’INPS Pasquale Tridico.

“Alla fine del processo di revisione dell’aiuto al reddito di cui si parla molto in questi giorni” - continua Aiello – “molti degli attuali percettori del reddito di cittadinanza potranno rimanere senza lavoro”.  Dipenderà sia dall’efficacia delle politiche attive che saranno adottate, “ma questo – continua Aiello - richiede sforzi immani in un paese in cui i Centri per l’Impiego hanno vincoli organizzativi non banali e le agenzie private hanno poco spazio di azione”, sia dalle prospettive economiche dell’Italia. Uno scenario verosimile che potrà manifestarsi nei prossimi due-tre anni è che per garantire “pace sociale”, si dovrà pensare a forme di sostegno del reddito alle persone che rimarranno senza sostegno e senza lavoro. La soluzione più immediata, ma molto rischiosa, è di perpetuare meri trasferimenti di reddito. Ecco perché la riforma del reddito di cittadinanza diventa una nuova sfida del paese, perché oltre ad azioni finalizzate ad aumentare l’occupabilità dei beneficiari dell’income support, è necessario che aumenti la domanda di lavoro delle imprese, ossia che l’Italia inizi a crescere dopo quasi tre decenni di stagnazione. “E’ complicato immaginare la creazione di nuova occupazione se il paese non riprende a crescere”.

E’ importante anche capire cosa succederà nella fase di transizione. Se l’attuale aiuto diventa temporaneo – le ipotesi al vaglio sono 6 mesi, o un anno - ed è pensato solo per chi cerca lavoro, la platea di beneficiari non cambia rispetto allo scenario attuale, perché tutti cercheranno lavoro e aderiranno al Patto per il Lavoro o similari (che diventa condizione di accesso al sostegno). Alcuni troveranno lavoro e, al fine di rendere capillare questa circostanza, è cruciale aumentare il differenziale tra il sussidio e la retribuzione. Tanto maggiore è questa differenza tanto più attrattivo sarà il lavoro. "La questione della congruità dei salari da parte del settore privato è di difficile risoluzione, ma la differenza deve essere sostanziale, di almeno il 30%, affinché chi rinuncia all’aiuto possa essere sanzionato con la revoca del sostegno. E’ complicato applicare sanzioni se il mercato del lavoro non remunera con salari congrui". L’effetto sarà anche di ridurre il lavoro in nero, se parallelamente si riduce l’onere contributivo a carico delle imprese. 

In alternativa, in questa fase di modifiche, gli attuali percettori non lavoratori riceveranno un sussidio per la formazione: l’ammontare della spesa per gli occupabili non cambierà, ma cambierà la fonte del finanziamento. Per esempio, la proposta del presidente del consiglio, Giorgia Meloni, è di utilizzare per la formazione dei percettori del reddito di cittadinanza il canale dei fondi europei. Alla fine del periodo di formazione, si può trovare occupazione o no. Per coloro che rimarranno non occupati -  molti a Sud - l’alternativa può essere di irrobustire il terzo settore o l’impiego obbligatorio in servizi di pubblica utilità gestiti dai comuni.

E’ un percorso tortuoso, con rischi ed opportunità sia per i lavoratori che per il Paese. La natura «tortuosa» di questo percorso dipende non solo dalle caratteristiche individuali dei percettori del sostegno, ma anche dal funzionamento dei Centri per l’Impiego, dalla diffusione della cultura del lavoro e soprattutto dal fatto che il sistema Italia riesca ad uscire dalla bassa crescita che si osserva da almeno 25 anni. Il rischio da annullare, a Sud, è che l’income support diventi un nuovo canale di finanziamento dei consumi interni dei meridionali. E’ un’ipotesi che bisogna evitare perché, in modo analogo all’occupazione non necessaria nella pubblica amministrazione degli anni ‘70 e ‘80 o a tutte le forme di trasferimento e di sussidi incondizionati di cui hanno goduto le regioni del Sud, non aiuta lo sviluppo, ma alimenta la dipendenza.

Calabria, scoperti altri 12 'furbetti' del Reddito i cittadinanza

Nei giorni scorsi, i carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro (Rc) hanno denunciato 12 persone, residenti nei comuni di Giffone e Molochio, che, dal 2019 ad oggi, avrebbero percepito illecitamente circa 120 mila euro in qualità di beneficiari del Reddito di cittadinanza.

In particolare, dall’esame dei dati documentali acquisiti, i militari hanno riscontrato che gli indagati, tutti di età compresa tra i 20 e i 60 anni, avrebbero reso false dichiarazioni o omesso volontariamente di comunicare informazioni ostative alla concessione del beneficio.

Gli esiti dell’attività investigativa sono stati segnalati alla autorità giudiziaria e all’Inps, ai fini dell’interruzione dell’elargizione del sussidio e del recupero delle somme indebitamente percepite.

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Due percettori di Reddito di cittadinanza sorpresi a lavorare in un negozio

Nell’ambito dei servizi predisposti dalla Questura di Crotone, finalizzati alla verifica del regolare svolgimento delle attività commerciali della provincia, personale della locale Divisione polizia amministrativa, supportato dai colleghi del Reparto prevenzione crimine di Cosenza, ha svolto alcuni accessi ad attività nei comuni di Isola Capo Rizzuto e Crotone.

Nel corso delle verifiche effettuate presso un negozio di materiale per l'edilizia, ubicato ad Isola di Capo Rizzuto, sono stati identificati 9 dipendenti, tra i quali 3 non regolarmente assunti e due di loro addirittura percettori del Reddito di cittadinanza.

In merito ai controlli effettuati nel comune di Crotone, il titolare di un esercizio ambulante di abbigliamento e bigiotteria è stato sanzionato per aver abusivamente occupato il suolo pubblico con l'esposizione della merce posta in vendita e per aver svolto l’attività commerciale senza la prescritta autorizzazione amministrativa rilasciata dal Comune.

Irregolarità riscontrate, sempre nel capoluogo, anche nel corso di un controllo ad un’attività di somministrazione di alimenti e bevande del lungomare, il cui titolare è stato sanzionato per aver omesso di fornire il locale di apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, da mettere a disposizione dei clienti che desiderano verificare il proprio stato di idoneità alla guida dopo l'uso di alcolici, per aver omesso di esporre all'interno del locale apposite tabelle che riproducano la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di alcolemia delle bevande alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebrezza e per aver proseguito oltre le ore 2 l'emissione di suoni da parte di sorgenti sonore fisse o elettroacustiche, in violazione al regolamento comunale

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Serra, attivati 3 Progetti utili alla collettività

Sono partite stamattina le attività di 3 nuovi “Progetti utili alla collettività” avviati dal Comune di Serra San Bruno con l’impiego di beneficiari del Reddito di cittadinanza (per un minimo di 8 ore settimanali ciascuno; ogni gruppo sarà coordinato da un tutor). Tali progetti hanno il duplice scopo di coinvolgere ed arricchire in termini di esperienze le persone coinvolte nel progetto e di fornire un servizio che soddisfi le esigenze della comunità.

Ad essere impegnati con il Puc “A scuola con ordine e in compagnia” sono al momento 11 beneficiari (che potranno essere numericamente incrementati nelle prossime settimane fino ad un massimo complessivo di 20), che svolgeranno attività di regolamentazione delle modalità di accesso ai mezzi di trasporto ed alle scuole e di accompagnamento ed ulteriore ausilio sugli scuolabus comunali.

Il Puc “Manutenzione e cura della città” viene attuato da 7 beneficiari (anche in questo caso incrementabili nelle prossime settimane fino ad un massimo di 10) che rafforzeranno le attività di manutenzione di strade e luoghi che necessitano di interventi di riparazione o comunque migliorativi, anche ai fini di una maggiore fruibilità. Potranno, inoltre, essere effettuate lavorazioni di ripristino degli stessi luoghi e altre piccole riparazioni.

Il Puc “Il Museo è la nostra identità” viene attuato grazie alle prestazioni di 4 beneficiari le cui attività consentiranno di sostenere l’accesso e la fruizione del patrimonio museale. Sono previste anche l’attività di vigilanza, presidio e assistenza al pubblico all’interno delle sale espositive e di collaborazione nell’eventuale allestimento di iniziative pubbliche quali mostre, conferenze o altri eventi.

In precedenza, erano stati attivati altri 3 Puc (“Decoro urbano e cura delle aree verdi”, “Educazione civica e ambientale”, “Supporto alle attività di vigilanza”).

Complessivamente, sono stati coinvolti attivamente oltre 50 beneficiari. Si è inoltre provveduto a segnalare all’Inps per la revoca del Reddito di cittadinanza diversi beneficiari che si sono rifiutati di aderire al Puc o che hanno accumulato assenze ingiustificate per oltre 24 ore.

“Abbiamo deciso di realizzare questi progetti – ha affermato l’assessore ai Servizi sociali Carmine Franzè – per rafforzare o consentire una più ordinata fruizione dei servizi. Riteniamo che i Puc possano anche agevolare la riattivazione dei beneficiari, rendendoli maggiormente consapevoli delle loro potenzialità e valorizzando il senso di appartenenza alla comunità. Alla luce dei risultati già prodotti, nei prossimi mesi provvederemo a predisporre nuovi progetti. Ringrazio – ha concluso - tutti i componenti dell’Ufficio Servizi sociali, che con la consueta disponibilità hanno reso possibile lo svolgimento dei Puc”.

Altri 17 furbetti del Reddito di cittadinanza scoperti in Calabria

Diciassette beneficiari del Reddito di cittadinanza sono stati denunciati nel Cosentino per false dichiarazione o omesse comunicazioni.

In particolare, a Rende i Carabinieri hanno denunciato un 43enne per truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, omessa comunicazione di informazioni rilevanti ai fini della revoca del reddito di cittadinanza e false dichiarazioni.

Per l’accusa, l’uomo – che dovrà restituire 10.500 euro – avrebbe dichiarato residenze fittizie e omesso di comunicare all’Inps di essere sottoposto agli  arresti domiciliari.

Altre 16 persone sono state denunciate a Torano Castello, dove i militari dell’Arma hanno scoperto alcuni immigrati provenienti da Nigeria e Sri Lanka che da circa due anni percepivano il reddito di cittadinanza dopo aver attestato falsamente di risiedere in Italia da almeno dieci anni.

Per tutti è scattata la segnalazione all’Inps che dovrà procedere alla revoca del beneficio e al recupero delle somme indebitamente percepite.

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