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Metalli pesanti nelle acque, il caso Legnochimica arriva a Bruxelles

Da Rende a Bruxelles il passo diventa breve. Per merito di Laura Ferrara che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Commissione sul caso Legnochimica. “Due – spiega la portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo - le tematiche messe in evidenza: i danni ambientali che ha subito l’area dove operava la società oggi in liquidazione e i danni alla salute causati alla popolazione residente. In entrambi i casi si prefigurerebbe una violazione della normativa europea. Ed è su questo punto che si interroga la Commissione, per sapere quali iniziative intende intraprendere affinché siano rese realmente efficaci le norme europee in materia ambientale, con particolare riferimento alle direttive 2004/35/CE, 2000/60/CE e 2008/98/CE. Il caso della ex Legnochimica parte da lontano. Sin dal 1969 – chiarisce la Ferrara coadiuvata dal portavoce grillino al Comune di Rende Domenico Miceli - nell’area persistono enormi bacini, privi di impermeabilizzazione, dove inizialmente venivano sversati i residui di lavorazione. Questi bacini, i cosiddetti ‘laghetti’ sono ancora là in attesa della necessaria bonifica. Nel luglio 2011 la Procura della Repubblica ha disposto la redazione di una consulenza tecnica sull’area. La consulenza evidenzia che «la falda acquifera sotto ed in prossimità dei bacini artificiali, risulta gravemente contaminata, anche in profondità e che detta contaminazione si è estesa ai pozzi esistenti in zona» ed evidenzia l’inquinamento da metalli pesanti: alluminio, ferro, manganese, arsenico, berillo, cromo, nickel, mercurio, benzene e tricloroetilene, con concentrazioni fino a centomila volte superiori al valore consentito. Tali sostanze sono classificate dalla IARC come rischio oncogeno documentato. I rilievi effettuati dall’Arpacal sulle acque sotterranee confermano la contaminazione da sostanze cancerogene: diclorometano, tricloroetano, bromoclorometano, dibromoclorometano, Toluene e P-Isopropiltoluene. I molteplici interventi di tutte le autorità competenti sono sempre risultati vani, pertanto emerge palese la violazione attuale e continuativa della normativa europea in materia. Ad oggi si attende ancora l’avvio della bonifica dell’area in questione. Come Movimento 5 Stelle – concludono i due esponenti - siamo ancora in attesa di risposte concrete da parte dell’azienda in liquidazione che deve ancora presentare un piano di bonifica che possa essere oggetto di valutazione da parte della conferenza dei servizi”.

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