'Ndrangheta. Sequestrati beni per un milione di euro

Nella mattinata di ieri la Polizia di Stato ha messo a segno un ulteriore attacco agli interessi criminali della cosca di 'ndrangheta dei Crea, operante nella Piana di Gioia Tauro, attraverso l’aggressione ai patrimoni illeciti nella disponibilità dei suoi principali esponenti  Stamane, ad esito di una complessa attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica - Ufficio Misure di Prevenzione - di Reggio Calabria ed eseguita dalla locale Divisione Polizia Anticrimine, è stata data esecuzione a un decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione - nei confronti di Girolamo Cutrì, 60enne di Rizziconi, in atto detenuto, considerato esponente di spicco della citata cosca, operante nel Comune di Rizziconi ed in quelli limitrofi della Piana di Gioia Tauro. Cutrì era stato arrestato nel maggio 2014 dalla locale Squadra Mobile in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione "Deus", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina, a carico di 6 esponenti della medesima cosca di ‘ndrangheta, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni e truffa alla Comunità Europea. In particolare, l’attività investigativa aveva evidenziato l’assoluta egemonia della cosca Crea, esplicata sul territorio, sostengono gli inquirenti, come una vera e propria "signoria", sia nell’esercizio delle tradizionali attività criminali che nel totale condizionamento della vita pubblica, tanto da determinare, nel 2011, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Rizziconi. Le indagini patrimoniali hanno dimostrato che gli stessi soggetti, in virtù della loro presunta appartenenza al clan mafioso, erano riusciti, con il profitto derivante dalla gestione delle attività illecite e avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo, ad accumulare un ingente capitale, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, che reinvestivano nell’acquisto di terreni, società e beni immobili, intestati, al fine di eludere la normativa antimafia, ai propri familiari o a soggetti terzi. Il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le risultanze investigative, ha disposto il sequestro dei seguenti beni riconducibili a Girolamo Cutrì: 2 appezzamenti di terreno di vaste dimensioni  nel comune di Rizziconi, intestati alla moglie;un appartamento a Rizziconi, abitazione del suo nucleo familiare; impresa individuale di Vincenzo Cutrì, 27enne, figlio di Girolamo, avente sede a Rizziconi ed esercente l’attività di coltivazione di frutti oleosi; impresa individuale di Alessandra Cutrì, 25enne, figlia di Girolamo, avente sede a Rizziconi ed esercente l’attività di coltivazione di frutti oleosi; conti correnti e libretti di deposito. L’operazione di carattere patrimoniale segue l’intervento che la Polizia di Stato realizzò nelle campagne di Rizziconi a gennaio, che comportò la cattura di due superlatitanti,  Giuseppe Crea, ritenuto il capo dell’omonima cosca, e Giuseppe Ferraro, ricercati da oltre 20 anni. Il valore dei beni sequestrati ammonta complessivamente a circa 1 milione di euro.

 

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