Serra al Centro: "Ambulanza troppo vecchia: rischio per tutti"

"Come avevamo anticipato qualche settimana fa la questione ambulanza è rimasta irrisolta. Forse chi di competenza non ha ben compreso l' importanza di un mezzo di soccorso adeguato per poter intervenire durante le emergenze/urgenze. Come mai su un acquisto di ben tre ambulanze neanche una è stata destinata al nosocomio San Bruno?
Il “San Bruno” da tempo è finito nel mirino di una politica sanitaria basata su tagli e ridimensionamenti, oggi si trova a dover combattere con l’usura dei mezzi a disposizione quali l’ambulanza.
Il mezzo di soccorso attualmente in uso ha un motore che ha percorso circa  420 mila chilometri, continuamente dà problemi e per tale motivo necessita di frequenti interventi di riparazione,  inevitabilmente rappresenta un fattore di rischio non soltanto per l'equipaggio ma anche per chi viene soccorso. Una conseguenza a dir poco grottesca che potrebbe costare cara a qualche povero paziente. La vita di un'ambulanza dipende da molte variabili, quali la corretta manutenzione, i percorsi che giornalmente compie, le strade e così via. Appare abbastanza evidente che un mezzo di soccorso quotidianamente impegnato in zone montane non può avere la stessa durata di un mezzo di soccorso che percorre strade più agevoli.
Eppure di tutto ciò l'Asp vibonese non ne ha tenuto conto quando ha acquistato tre  ambulanze nuove destinate ai nosocomi di Vibo Valentia e Tropea,  confermando così il totale disinteresse verso l' Ospedale" San Bruno" .
Un disimpegno verso le carenze ospedaliere dell'entroterra e nei confronti dei bisogni sanitari dei cittadini montani ormai conclamato, malgrado le belle parole scritte e parlate dal Commissario dell'Asp di Vibo Valentia Giuseppe Giuliano. Noi di Serra al Centro continueremo a vigilare e a denunciare prontamente qualsiasi disservizio o carenza che riguarda l' ospedale di Serra che deve tornare a vivere e soprattutto a salvare vite".
 
Così, in una nota, il movimento "Serra al centro"
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Ospedale San Bruno, Serra al centro: "Continuiamo a manifestare"

"Oggi abbiamo manifestato per dire ancora una volta no alla Casa di comunità all’interno dell’ospedale San Bruno e per la difesa di servizi sanitari efficienti. Lo continuiamo a dire da mesi, da quando c’erano già i segnali che lasciavano presagire l’ennesimo depotenziamento dell’unico ospedale presente nel comprensorio montano delle Serre vibonesi. Tutto questo perché la Casa di comunità nel corpo del nosocomio significa il suo smantellamento dall’interno. L’istituzione di queste nuove strutture dovrebbe rappresentare un “filtro” territoriale – quindi devono stare sul territorio – per evitare un imbuto caratterizzato da accessi impropri al pronto soccorso. Dovrebbero, quindi, lavorare in sinergia con la medicina territoriale, i medici di famiglia, onde evitare che pazienti cronici finiscano in ospedale".

E' quanto si legge in un nota del movimento "Serra al centro".

"Senza contare - prosegue il comunicato - che occupare spazi che potrebbero servire per un reale potenziamento della struttura e che invece vengono utilizzati per la medicina territoriale è solo il pretesto per chiudere le saracinesche alla sanità pubblica nell’entroterra vibonese in favore di altri lidi. Altrimenti non si comprende perché dopo incontri interlocutori, riunioni infinite, promesse rimaste tali, l’Asp di Vibo Valentia continua a disinteressarsi dell’ospedale. Lo dimostrano i fatti: come mai non è stata inviata una nuova ambulanza anche per il nosocomio di Serra?  Perché non è stato attivato il reparto di lungodegenza? Sono dei segnali che avrebbero fatto percepire alla popolazione montana un cambio di rotta della politica sanitaria vibonese e che invece sono solo alcuni degli interrogativi che confermano la mancanza di volontà del management sanitario vibonese di occuparsi dell’ospedale. Noi, come Serra al centro, continueremo ad essere delle sentinelle, a vigilare sul diritto alla salute affinchè, con la sinergia di tutti, venga reso effettivo ciò che oggi ci viene negato".

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Emergenza neve nelle Serre, squadre Anas soccorrono operai intrappolati a Nardodipace

Sono andate avanti per tutto il giorno le attività del personale Anas, intervenuto per fronteggiare l'emergenza neve che da oltre 48 ore sta interessando la regione Calabria ed in particolare i territori della provincia di Vibo Valentia.

Gli addetti sono stati impegnati senza sosta, sulle strade statali di competenza, la 713 Trasversale delle Serre', la Ex Ss 110 ' Di Monte Cucco e di Monte Pecoraro' con mezzi sgombraneve e spargisale per garantire la sicurezza e la transitabilità di tutte le arterie stradali.

In tale contesto emergenziale, Anas ha operando anche su viabilità non di competenza per garantire il ripristino di collegamenti di importanza vitale per il territorio.

In particolare, nei comuni maggiormente interessati dalle abbondati nevicate, Serra San Bruno, Spadola e Simbario.

Inoltre, la notte scorsa notte, le squadre Anas sono intervenute nel territorio di Nardodipace per trarre in salvo un gruppo di operai dell'Enel rimasti intrappolati all'altezza del bivio di Nardodipace, su viabilità provinciale.

Intono alle 3.30, gli operatori alla guida della turbina Anas sono riusciti ad individuare gli operai Enel e ad agganciare il loro mezzo di servizio trainandolo fino alla casa cantoniera di Montepecoraro.

In queste ore proseguono le attività di sgombro neve e pulizia dei tratti stradali di competenza provinciale e comunale al fine di liberare località ancora isolate e di consentire il ripristino della circolazione in piena sicurezza

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Serra al centro, l’atto aziendale fa regredire il diritto alla salute

"Ci troviamo ancora una volta nella condizione di dover svolgere un ruolo che dovrebbe essere di competenza del sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, quello di denunciare pubblicamente le innumerevoli disfunzioni sanitarie che giornalmente colpiscono il nostro territorio. Da quindici giorni presso la radiologia dell’ospedale gli utenti sono in attesa di ricevere i referti, la Tac è fuori uso come anche gli apparecchi Dentalscan e ortopanoramica. Non capiamo per quale motivo non si intervenga con determinazione per trovare una rapida soluzione per poter garantire un servizio essenziale quale quello sanitario. Stiamo assistendo al caos totale che si riflette sulla pelle di cittadini inermi e bisognosi che si vedono negare il diritto alla salute e che potrebbe trovare una ulteriore beffa con il nuovo atto aziendale licenziato dal Commissario alla sanità vibonese, Giuseppe Giuliano, se come appare abbastanza chiaro ci saranno delle ulteriori cesoie sui servizi sanitari dell’entroterra e del nosocomio locale. Come se non bastasse, proprio l’adozione dell’atto aziendale suscita preoccupazione per la modalità discutibile con il quale è stato adottato, comunicandolo solo successivamente alle organizzazioni sindacali e non preventivamente, come invece prevede la normativa vigente, poiché sono loro che conoscono bene le nostre realtà territoriali. E’ solo l’ultimo di tutta una serie di segnali che confermano il disinteresse degli organi competenti dell’Asp di Vibo Valentia circa esigenze di un territorio bisognoso di sanità pubblica efficiente. Ma il management sanitario vibonese sembra voler andare nella direzione opposta, cancellando uno alla volta i servizi sanitari che dagli anni ’70 in avanti erano stati garantiti nel nome del servizio sanitario nazionale basato sulla universalità delle prestazioni e sull’uguaglianza dei cittadini. Noi di Serra al centro ci opponiamo a qualsiasi politica sanitaria che faccia regredire il nostro territorio  e per questo invitiamo la popolazione ad attivarsi al fine di rivendicare il sacrosanto diritto alla salute di tutti, in tutte le sue forme, con o senza il supporto delle autorità locali che al momento sembrano essere conniventi con chi ad oggi mina contro il territorio montano e si interessa palesemente ed esclusivamente a potenziare i servizi della costa della nostra provincia".
 
E' quanto dichiarano in una nota i componenti del gruppo "Serra al Centro", Nensy Rachiele e Giuseppe Zangari.
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Serra al centro, ticket: l’Asp lascia i cittadini nel limbo

"L’incertezza amministrativa e sanitaria che regna ai piani alti di via Dante Alighieri, a Vibo Valentia, sta creando un limbo da cui molti cittadini stentano ad uscire. Il problema è quello dell’esenzione ticket rispetto al quale l’Asp continua a navigare a vista. Non soltanto code, disagi, disorganizzazione, ma ci sono addirittura cittadini dell’entroterra che non possono usufruire dell’esenzione perché destinatari di sanzioni sulle esenzioni sanitarie indebitamente godute che però giungono ad anni di distanza, quando ormai è praticamente impossibile ricostruire le condizioni personali e reddituali passate. La questione riguarda un cospicuo numero di disoccupati e pensionati del Comprensorio delle Serre che si sono visti negare il diritto all’esenzione in quanto morosi verso il sistema sanitario regionale. E chi cerca chiarimenti non trova risposta. Alcuni cittadini che non hanno ricevuto alcuna comunicazione hanno chiesto delucidazioni agli organi amministrativi e all’Urp dell’Asp senza trovare nessuno che abbia risposto alle loro domande. E, dietro l’angolo, oltre al danno, potrebbe nascondersi pure la beffa. Ci potrebbero essere, infatti, dei cittadini che a fronte di una piccola somma da dover versare, a causa della mancata esenzione ed in vista di future viste o esami diagnostici importanti, dovrebbero sborsare delle somme ben più alte. Il tutto perché a fronte di una materia complicata dove vanno incrociati un sacco di dati non si è agiti per tempo, pretendendo dai cittadini la conoscenza di codici, reddito, dati economici e quant’altro in assenza di una adeguata campagna di comunicazione. E sembrerebbe, inoltre, non esserci comunicazione con gli organi deputati della Regione Calabria che potrebbero – qualora ne fossero a conoscenza – intervenire per sanare le posizioni maggiormente dubbie onde evitare danni a cittadini che vivono in condizioni già disagiate. Ma di tutto questo il management sanitario dell’Asp vibonese sembra non preoccuparsene, pertanto, continueremo a batterci per una sanità più a dimensione di cittadino".
 
Lo scrivono in una nota i componenti di "Serra al Centro", Bruno Iovine e Maria Rosaria Franzè.
 
 
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Serra al centro, l’Asp compra tre ambulanze e dimentica l’ospedale di San Bruno

"Di tre ambulanze nuove nemmeno una per l’ospedale di Serra San Bruno. E’ la scelta non fa altro che confermare quello che andiamo denunciando da mesi: è in corso lo smantellamento del nosocomio serrese. L’Asp di Vibo Valentia recentemente ha acquistato tre ambulanze nuove destinandone due allo Iazzolino ed una all’ospedale di Tropea. Nessun mezzo invece è stato destinato all’unico ospedale montano presente sul comprensorio delle Serre che quindi non risulta interessato dal programma di riqualificazione mezzi, un chiaro disimpegno rispetto al reale potenziamento del presidio sanitario propagandato (a parole) nelle pubbliche manifestazioni. Il Commissario straordinario dell’Asp, Giuseppe Giuliano, dunque, smentisce se stesso nel momento in cui promette attenzione per l’ospedale di zona montana e poi con i fatti fa l’esatto contrario. Un moderno mezzo di soccorso, dotato di tecnologie di ultima generazione non soltanto garantisce l’efficienza del servizio di emergenza urgenza ma molte volte può rappresentare lo spartiacque tra la vita e la morte laddove la tempestività e la qualità dell’intervento risultano essenziali. La mancata ambulanza per l’ospedale di Serra San Bruno è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di elementi che lasciano presagire un reale rischio di chiusura del nosocomio e a nulla valgono le rassicurazioni della politica sanitaria vibonese. E’ doveroso – a questo punto – riscontrare come la recente pandemia che ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, calabrese e vibonese in particolare, non avendo contribuito ad una nuova presa di coscienza del bisogno sanitario dell’entroterra vibonese, di fatto non ha insegnato nulla al management dell’Asp di Vibo Valentia, le cui scelte continuano a viaggiare nella direzione opposta rispetto al diritto alla salute dei cittadini montani. Con buona pace dei Livelli essenziali di assistenza".
 
E' quanto affermano in un comunicato i componenti del movimento Serra al Centro, Cosima Pisani e Gregorio De Caria.
 
 
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Serra: alberi e rami caduti a causa della neve, intervengono i vigili del fuoco

Sono stati diversi gli interventi effettuati nelle scorse ore dai vigili del fuoco a Serra San Bruno, dove alberi e rami di sono abbattuati su alcune strade a causa della neve.

Fortunatamente, non si registrano danni a persone.

 

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Serra al centro attacca: "Nessuna chiarezza sulla casa della comunità fuori dall’ospedale"

"Siamo e saremo sempre contrari che la casa di comunità venga collocata dentro l’ospedale “San Bruno” e per questo chiediamo chiarezza".

Questo l'incipit di una nota, vergata dai componenti del Movimento Serra al centro.

"Chiarezza - aggiungono - la chiediamo al sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barilarri, per cercare una ubicazione diversa rispetto a quella prevista nel corpo del nosocomio serrese – vista la disponibilità regionale in questo senso -, in quanto la medicina territoriale non può e non deve essere incorporata nel sistema ospedaliero. Chiarezza la chiediamo anche all’Asp di Vibo Valentia che sembra disinteressarsi completamente della questione sanitaria nel Comprensorio montano delle Serre limitandosi unicamente a presenziare, tramite il Commissario straordinario, Giuseppe Giuliano, a incontri sulla sanità in cui rischia di collezionare una serie di magre figure visto disimpegno e mancata conoscenza delle problematiche dell’entroterra montano vibonese. Senza contare che rispetto ai piani ideati dal management vibonese qualcosa pare non andare per il verso giusto: infatti se fosse confermata la circostanza che le gare d’appalto per le Case di comunità, portate avanti da Invitalia, sarebbero andate deserte, ci troveremmo difronte un imprevisto non di poco conto che rischia di mettere in discussione tutto l’assetto strutturate del piano territoriale".

"Le Case di comunità - prosegue la nota - dovrebbero costituire un fungere “filtro” territoriale per evitare un imbuto caratterizzato da accessi impropri al pronto soccorso. Dovrebbero, quindi, essere ubicate nel territorio per lavorare in sinergia con la medicina territoriale, i medici di famiglia e tutti gli altri servizi sanitari territoriali onde evitare che pazienti cronici finiscano in ospedale. Per questo - è la chiosa finale - chiediamo che, senza tentennamenti, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Barillari, trovi una soluzione alternativa che da un lato risponda all’esigenza di avere la casa di comunità sul territorio e dall’altro non creare un sorta di inutile doppione all’interno del nosocomio col rischio di sopprimerne i servizi mettendo in discussione l’esistenza stessa dell’ospedale".

 

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