Vibo Marina, Cavallaro invita il ministro Del Rio a ridare speranze allo sviluppo del porto

«Se la classe politica divide le istituzioni non uniscono». Cosi il leader nazionale della Cisal Franco cavallaro in una nota nella quale prende le mosse per intavolare un dibattito sul futuro del Porto di Vibo Marina.

«C’è da qualche parte un documento storico inteso ad evidenziare che politica ed istituzioni un bel giorno hanno promosso un tavolo comune per discutere sull’avvenire del Porto di Vibo Marina ?

Eppure occasioni propizie per un coinvolgimento del Governo centrale, della Regione, della Provincia e del Comune non ne sono mancate.

Chi non ha memoria corta ricorderà che la presenza al Governo di nostri autorevoli esponenti, da Murmura a Carratelli, propiziò, nel passato, momenti utili ed opportuni per pensare a come sviluppare questa grande risorsa rappresentata dall’attuale struttura portuale, che sia pure abbandonata al proprio destino, resta sempre tra le più importanti del mezzogiorno d’Itali»a.

Perché questa premessa? «Prima di tutto per condividere in pieno la legittima e preoccupante protesta dei gestori e degli operatori delle attività sui pontili di Vibo Marina, di recente invitati dal Comune a mettersi in regola con la Tarsu e poi, quel che più importa in questo particolare momento storico, per tentare di capire quando l’Amministrazione comunale si renderà promotrice di una iniziativa intesa a meglio  interpretare le esigenze di una comunità, e non soltanto quella di Vibo Marina, che crede fermamente nello sviluppo delle attività del Porto.

Crediamo, d’altra parte, che la reazione molto dignitosa ma essenziale e avvilente  degli operatori interessati alla vicenda Tarsu, debba essere posta all’attenzione di forze politiche e istituzionali cui non può sfuggire il ruolo e la funzione che la struttura portuale svolge nell’ambito delle più prestigiose attività realizzate nel settore della politica dell’accoglienza e dei servizi.

Prendere di mira Vibo Marina e sopratutto quanti esercitano un servizio di così grande rilievo turistico non pensiamo sia giusto. Nè riteniamo il Comune possa tentare di risolvere i suoi problemi economici mettendo in croce, tra l’altro, chi già le tasse le paga, ritornando alla carica sui versamenti già fatti nel tentativo di un recupero di somme da ricalcolare».

«Non crediamo che il sindaco, che ha sempre decantato la natura, il mare, l’immagine, ma soprattutto il desiderio di fare ritornare ai suoi vecchi splendori Vibo Marina, voglia assumersi l’ingrato compito di spegnere quello che resta di una fiammella di speranza.

In fondo le prioritarie chanches turistiche di Vibo Valentia sono state sempre affidate  all’estro e all’orgoglio degli operatori di Vibo mare.

Ed in questo contesto dice bene Franco Ranieri, titolare del pontile “Carmelo”, quando ricorda gli effetti della Venezia-Montecarlo di off-shore, o gli attracchi degli yacht del magnate russo Roman Abramovich, Briatore, Montezemolo e di tanti vip del mondo della nautica da diporto, la cui presenza ha offerto una notevole immagine alla località e prodotto anche effetti sul piano dell’ offerta turistica.

Oggi andare a colpire chi ha dato immagine e lustro ad una realtà così importante e non soltanto per l’economia non è giustificabile.

A questo punto riteniamo che l’accaduto di questi giorni induca l’Amministrazione comunale a rivedere l’atteggiamento e di ben comprendere i sacrifici e gli sforzi di quanti compiono quotidianamente uno sforzo operativo destinato complessivamente a non solamente a salvaguardare il sistema di attività del Porto e la sua conseguente occupazione quanto a migliorare la qualità della vita in un territorio dove Vibo Marina rappresenta il volano del suo sviluppo».    

Vibo Marina da anni chiede «il suo rilancio come porto turistico e commerciale. Invoca l’intervento del Governo centrale e di quello regionale.

Forse oggi diventa opportuno chiedere al Ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti, Graziano Del Rio, di compiere una visita  a Vibo Marina per rendersi conto “de visu” di quelle che sono le reali potenzialità e in questo contesto invitare gli imprenditori economici e gli operatori del settore ad individuare e condividere, ovviamente con politica e istituzioni, un progetto per far compiere finalmente il tanto atteso salto di qualità.       

 

Crediamo nessuno abbia dimenticato come e in che misura l’attività portuale di Vibo Maria possa concorrere a sviluppare iniziative legate alle attività dei trasporti anche su gomme e ferrovie». 

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