Reddito di cittadinanza: 111 indagati nel Vibonese, sequestrati 900 mila euro

La guardia di finanza di Vibo Valentia ha individuato e segnalando all’autorità giudiziaria 111 persone, perlopiù di nazionalità straniera, accusate di aver indebitamente percepito il Reddito di cittadinanza.

In particolare, le fiamme gialle avrebbero riscontrato una serie di false attestazioni nelle Dichiarazioni sostitutive uniche presentate dai denunciati, i quali, pur non avendo maturato il periodo di residenza richiesto dalla norma, hanno comunicato all’Inps di esserne, comunque, in possesso.

Emblematica, in tal senso, è risultata la posizione di un cittadino extracomunitario che avrebbe percepito il sussidio nonostante fosse residente in un centro di accoglienza. L’importo complessivo delle somme indebitamente conseguite e segnalate all’autorità giudiziaria per l’adozione di provvedimenti cautelari, ammonta a circa 900 mila euro.

Oltre ad essere stati denunciati, i percettori del sussidio sono stati segnalati all'Inps per l’irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca e/o decadenza del beneficio e il recupero dell’indebito.

Su richiesta della locale Procura della Repubblica, il gip del Tribunale di Vibo Valentia ha emesso un provvedimento di sequestro delle somme indebitamente percepite.

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Smaltimento illecito di rifiuti, 16 indagati a Vibo Valentia

I carabinieri del Gruppo forestale di Vibo Valentia, con il supporto dell’Arma territoriale, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale  Procura della Repubblica, ad una azienda attiva nel settore dello smaltimento e riciclo dei rifiuti anche industriali oltre a 10 autocarri, non tutti riconducibili alla citata realtà imprenditoriale, utilizzati per il trasporto e conferimento dei rifiuti nell’impianto di smaltimento, alcuni dei quali, in uso a ditte terze, risultati privi dell’iscrizione all’albo nazionale dei gestori ambientali.

In totale sono sedici gli indagati, fra cui i vertici dell’azienda sequestrata, per i quali a vario titolo sono state ipotizzate le violazioni relative al trasporto e allo smaltimento illecito, anche mediante combustione, nonché deposito/abbandono incontrollato al suolo di rifiuti pericolosi e non. Contestata anche la presunta compromissione e deterioramento delle matrici ambientali (aria, acqua, suolo).

L’indagine, che ha coperto uno spazio temporale compreso fra febbraio e aprile scorsi, ha avuto origine dalla segnalazione fatta dai carabinieri forestali alla Procura circa l’individuazione, durante un servizio di controllo del territorio, di un rogo di materiale plastico riconducibile ad un impianto di smaltimento rifiuti. I successivi servizi di osservazione e controllo hanno consentito di scoprire che l'azienda, il cui scopo sarebbe quello di smaltire e riciclare rifiuti industriali nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, avvalendosi di tecnologie e metodiche all'avanguardia, in realtà avrebbe usato metodi più sbrigativi per sbarazzarsi del materiale conferito non diversamente utilizzabile.

In sostanza i rifiuti una volta privati delle parti riciclabili, quindi con valore economico, venivano abbandonati in una scarpata adiacente ad uno dei capannoni utilizzati per lo stoccaggio o bruciati immettendo pericolosi fumi nell’atmosfera.

Inoltre, nel corso dell’attività è stato accertato anche come venissero conferiti rifiuti provenienti da ditte non autorizzate al trasporto, poiché non in regola con la normativa vigente inerente all’albo nazionale dei gestori ambientali.

Armi e munizioni in casa, un arresto a Vibo Valentia

Continua l’attività investigativa della Polizia, tesa al contrasto al traffico delle sostanze stupefacenti in tutta la provincia vibonese.

Da giorni gli agenti della Squadra mobile e della Squadra di pg del Commissariato di Serra San Bruno avevano notato movimenti sospetti in una area residenziale situata nel centro cittadino di Vibo Valentia. Pertanto, dopo prolungati servizi d'osservazione, hanno deciso di effettuare una perquisizione presso l’abitazione di un uomo.

Nel corso dell’ispezione sono stati rinvenuti: due chili di marijuana, materiale per il confezionamento dello stupefacente, un bilancino di precisione e munizioni calibro 7.65 illegalmente detenute.

Al termine dell’attività, l’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari.

Un albero per l’ambiente a Vibo Valentia in memoria di Giovanni Falcone

Nella giornata di martedì 8 novembre, a partire dalle ore 10, ci sarà la piantumazione nell’ambito del progetto “L’Albero di Falcone – Un albero per il futuro” presso la fattoria didattica e sociale “Junceum”, sede dell’associazione “La Goccia”. Saranno presenti gli scolari del Vibonese, le autorità civili e militari.

Giovanni Falcone fu un magistrato che fece della lotta alla mafia una missione: il suo obiettivo, insieme al collega Paolo Borsellino, anch’egli ucciso in un attentato, era quello di sconfiggere la criminalità organizzata in Sicilia e, di conseguenza, nel resto d’Italia. Ciò gli costò la vita, ed il 23 maggio del 1992 fu ucciso da cosa nostra insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della propria scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Non è stato dimenticato, tant’è che grazie ad un progetto nazionale denominato “L’Albero di Falcone - Un albero per il futuro”, la sua memoria è stata omaggiata in centinaia di istituti scolastici e luoghi di aggregazione sociale. L’iniziativa, in collaborazione con il Reparto biodiversità dei carabinieri, ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema ambientale nel segno di chi ha fatto della legalità e della giustizia il suo modus vivendi.

Per tali motivi nella giornata di martedì 8 novembre 2022, a partire dalle ore 10, verrà messo a dimora “L’Albero di Falcone” presso la fattoria didattica e sociale “Junceum”, la “casa” dell’associazione di volontariato “La Goccia” sita in via Bellini, località Cancello Rosso, a Vibo Valentia. Saranno presenti le autorità civili e militari, che assisteranno alla piantumazione che avverrà in collaborazione con l’Istituto comprensivo di Sant’Onofrio e con le Scuole primaria e secondaria di I° grado di Filogaso. Saranno presenti i carabinieri del Reparto di biodiversità di Mongiana.

 

‘Ndrangheta tra Emilia-Romagna e Calabria: 23 misure cautelari, sequestrato un patrimonio da 30 milioni di euro

Un centinaio di militari del Comando Provinciale di Bologna, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza e con l’ausilio di personale dei Comandi Provinciali di Milano, Forlì-Cesena, Reggio-Calabria, Vibo Valentia e Chieti, hanno eseguito misure cautelari personali a carico di 23 persone - ritenute affiliate alle ‘ndrine dei “Piromalli” di Gioia Tauro e dei “Mancuso” di Limbadi - e sequestrato conti correnti, beni immobili e quote societarie per 30 milioni di euro circa tra le province di Roma, Milano, Brescia, Bologna, Monza, Modena, Piacenza, Forlì-Cesena, Reggio Emilia, Vibo Valentia e Reggio-Calabria.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip presso il Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Le indagini, eseguite dagli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna con il supporto dello Scico, rientrano nell’operazione “Radici”, che ha preso le mosse dal monitoraggio di cospicui investimenti immobiliari e societari riconducibili a soggetti di origine calabrese. È stata così fatta luce su infiltrazioni nel tessuto socio-economico dell’Emilia Romagna di organizzazioni criminali di stampo mafioso radicate in Calabria.

Gli investimenti illeciti, molti dei quali avvenuti in piena emergenza Covid-19, hanno riguardato, nel tempo, esercizi commerciali ubicati principalmente lungo il litorale romagnolo e operanti in variegati settori economici, tra cui l’edilizia, la ristorazione e l’industria dolciaria. Dopo mesi di complesse investigazioni è emersa la presenza nel territorio regionale di piccoli gruppi di matrice ‘ndranghetista, ognuno dei quali guidato da personalità di spicco, con propri interessi economici e, soprattutto, provvisto di legami con diverse famiglie e mandamenti della “casa madre” in Calabria, spesso menzionati nelle varie conversazioni captate.

Grazie al ricorso a indagini tecniche, telefoniche e ambientali, oltreché all’esame di oltre un centinaio di rapporti bancari, è stato documentato un vorticoso giro di aperture e chiusure di società che, formalmente intestate a prestanome, sarebbero state utilizzate come “mezzo” per riciclare denaro ovvero per consentire l’arricchimento dei reali dominus, il tutto mediante sistematiche evasioni fiscali perpetrate per lo più attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false, sovente preordinate al trasferimento di ingenti somme di denaro e al compimento di vere e proprie distrazioni patrimoniali, con palese noncuranza delle possibili conseguenze in termini di procedure fallimentari.

Gli illeciti sarebbero stati consumati in un contesto criminale connotato da ripetuti episodi di intimidazione e minacce, oltreché, in alcuni casi, di vere e proprie violenze ai danni degli imprenditori che si sarebbero rifiutati - o avrebbero tentato di farlo - di aderire alle richieste dei sodali.

'Ndrangheta nel Vibonese, 5 arresti per estorsioni a imprese

All’alba di oggi, a Vibo Valentia, Novara, Teramo e Benevento i carabinieri del Nucleo investigativo vibonese, supportati dai colleghi competenti per territorio, hanno eseguito una misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, a carico di cinque persone nei cui confronti sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in relazione ad alcuni episodi estorsivi, aggravati dal metodo mafioso, commessi a Vibo Valentia fra il 2009 e il 2022. Nel medesimo contesto, altri sette soggetti sono indagati in stato di libertà. La misura scaturisce da autonome attività d’indagine condotte dai carabinieri e dal Gruppo della guardia di finanza di Vibo Valentia.

Tra gli indagati figura anche una persona coinvolta in Rinascita-Scott, che una volta rimessa in libertà avrebbe ripreso l'attività di estorsione fino al nuovo arresto avvenuto quest'anno, dopo la condanna con il rito abbreviato nel processo alle cosche del vibonese.

Vibo, Ali di vibonesità ricorda Michele Aiello

Domani, lunedì 12 settembre, la sala delle riunioni della Parrocchia di Santa Maria La Nova di Vibo Valentia, con inizio alle ore 18, ospiterà l’incontro sul tema: “ Michele Aiello nella storia della città di Vibo Valentia”. Sarà il racconto su uno dei più autorevoli e prestigiosi personaggi della Vibo Valentia di ieri e rientra nell’ambito del programma legato all’attuazione dell’agenda storico culturale che l’associazione Ali di Vibonesità ha iniziato ricordando la più autorevole e rappresentativa figura della storia contemporanea di Vibo Valentia, Antonino Murmura, attraverso la attenta e incisiva presentazione della figlia Anna Murmura.

Percorso che prosegue con Michele Aiello anch’egli uno dei personaggi più amati della Calabria del tempo e che è stato uno dei più strenui difensori dei diritti dei cittadini.

Nato a Potenza il 27 giugno 1920, docente di lettere nel ginnasio e di lettere italiane e latine nel liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia dal 1954 al 1976, è stato, tra l’altro, fondatore e socio   della Civitas, l’associazione per la tutela e lo sviluppo del patrimonio artistico e culturale di Vibo Valentia creata dal dott. Vincenzo Nusdeo ed autore di numerose pubblicazioni.

Michele Aiello è stato anche consigliere comunale per più consiliature: dal 1952 al 1984 nelle file del Psi, Psiup e Pci e consigliere regionale della Calabria durante la seconda legislatura del 1975.

A delinearne il profilo storico, politico e culturale sarà lo scrittore di Dinami, Michele Furci, autore di numerose pubblicazioni ma soprattutto apprezzato conoscitore della elevata statura intellettuale dell’esponente della sinistra calabrese.

Con Michele Furci sono stati chiamati a discutere anche il collega Domenico Mobilio che ha seguito l’illustre vibonese nelle sue più svariate attività e la prof.ssa Barbara Citton, tra l’altro ex assessore provinciale alle politiche scolastiche, che è stata una delle più attente osservatrici del cammino politico dell’illustre vibonese.

Previste anche testimonianze di ex alunni di Michele Aiello.

 

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"Vibo deve rinascere", i giovani suonano la sveglia alla politica

“Vibo Valentia merita di recuperare, e possibilmente andare oltre, il prestigio che l’ha resa famosa e competitiva in Calabria soprattutto sul piano culturale e dei servizi. In questo i giovani hanno una responsabilità non certo secondaria se è vero che abbiamo le carte in regola per aiutare questa realtà al cambiamento e in grado di dare risposte adeguate alle esigenze del cittadino.

C’è una assurda e ormai insopportabile sofferenza in spazi vitali come la sanità, la scuola, l’ambiente, l’occupazione, i servizi sociali ai quali occorre dare risposte adeguate. Cresce, infatti, il numero degli “ultimi” di cui spesso non ci accorgiamo il forte disagio e rimaniamo talvolta assenti anche se il volontariato associativo è notevole e di forte impegno.    

E’ in atto, in ogni caso, un ritrovato impegno in direzione di uno sviluppo di idee che pongono il giovane al centro dell’attenzione. E’ evidente che è giunto il momento che il talento, l’intelligenza e l’amore verso questo territorio diventino inderogabile volano per creare una crescita d’intenti su un progetto complessivo che mira ad unificare gli intenti e a realizzare una fase avanzata nella vita di tutti i giorni.”

Antonino Pio Arena, 19 anni, primo anno di giurisprudenza alla Luiss “Guido Carli” di Roma, ha accolto  l’invito dell’Associazione “Ali di Vibonesità” ed ha  lanciato la sua idea sul tema : “Ali di Vibonesità e giovani: uno sguardo sulla città”. La sua denuncia è pesante, mirata e volta a sollecitare una immediata presa d’atto di quel che accade e non accade. Ha avvertito che i giovani sono pronti ad assumersi ogni tipo di responsabilità e che la passione per le radici e la vivibilità della città non sono secondi a nessun altro problema critico.

Nel suo messaggio c’è anche la sveglia alla politica che non interpreta bene lo stato di salute della città. 

Presentato da Giuseppe Sarlo, portavoce dell’Associazione, in un incontro svoltosi nell’accogliente Sporting Club di Vibo Valentia, Antonino Pio Arena è assurto presto a mattatore della serata rispondendo a tutte le domande che si sono elevate dalla folta platea di giovani e meno giovani, e dove spiccavano, tra l’altro, le presenze di Pippo Callipo, Presidente della Tonno Callipo, Tony Bilotta ex presidente della Camera di Commercio, Mimmo Piccione presidente del Consorzio di Bonifica di Vibo Valentia, quattro ex sindaci Lorenzo De Sossi, Mario Iozzo, Franco Sammarco,  Pino Solano, del prof. Giuseppe Lonetti,  dell’avv. Francesca  Guzzo presidente #CIB Comitasto Chiedo pe i Bambini,  della presidente della Dante Alighieri Maria Liguori Baratteri, dello scrittore Michele Furci, dell’orafo Michele Lo Bianco.

“Pensiamo che non ci sia più tempo da perdere – ha spiegato Antonino Pio Arena  - perché la “chiamata” è di quelle che non ti fanno riflettere più di tanto se è vero che occorre agire subito. La città presenta aspetti deboli di articolazione di vita che non possiamo ignorare. All’impegno dell’attuale amministrazione comunale non corrisponde una risposta giusta, ideale alle necessità della gente. E’ chiaro che l’attenzione sulla condizione di vivibilità ed il funzionamento dei servizi non è mai stata lontana dai nostri pensieri anche se talvolta è stato privilegiato il dibattito sulla promozione e lo sviluppo della cultura. 

Questo incontro ci permette di cogliere esperienze di ieri e farle nostre e rappresenta un ulteriore stimolo lo  stare sempre più attenti e vicini ai grandi e piccoli problemi che dobbiamo fare subito nostri perché fortemente interessati al nuovo percorso di vita segnato dagli effetti devastanti della pandemia in corso.”

Nel dibattito sono poi intervenuti Sergio Notaristefano che ha insistito sulla necessità che sui giovani non ricadano solo responsabilità di doverose attenzione sulla vita della città ma che vengano messi nelle condizioni di fare ritorno, ultimati gli studi universitari, per offrire la propria esperienza, mentre Pippo Callipo ha ribadito la utilità di creare sempre maggiore fermento tra i giovani che restano la speranza per la rinascita del territorio. “Le attività economico imprenditoriali in atto – ha affermato tra l’altro – confermano la presenza dei presupposti per realizzare un avanzato fronte produttivo ed occupazionale per potenziare la sempre più dura lotta contro il fenomeno della fuga dei cervelli.

Per Tony Bilotta che ha esaltato l’azione della Associazione “la strada spianata dall’Associazione deve favorire l’impegno per la messa a punto di un progetto iniziale che aiuti la città a superare disagi di ogni tipo investendo sulla opportunità che gli stessi giovani diventino presto protagonisti diretti della rinascita”. Secondo Francesca Guzzo, infine, in sintonia con quanto detto da Michele Furci e Maria Liguori Baratteri  occorre un invito alla mobilitazione per allertare la politica a guardare verso una buona amministrazione della cosa pubblica perché esistono le intelligenze sufficienti per aiutare questa città ad uscire dal degrado.

    

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