Rapina due fratelli, minorenne finisce ai domiciliari

Nella tarda serata di giovedì scorso, la polizia ha arrestato a Reggio Calabria un minorenne, accusato di aver compiuto una rapina aggravata in strada ai danni di due fratelli minorenni e, successivamente, di una rapina a casa delle medesime vittime.

In particolare, il giovane, dopo aver minacciato i ragazzi, si sarebbe impossessato dei telefoni cellulari e delle scarpe sportive indossate da uno dei due. L’indagato avrebbe, quindi, costretto le vittime a condurlo nella loro abitazione dove, sotto la minaccia di un coltello, si sarebbe fatto consegnare100 euro.

Ricevuta la segnalazione, gli agenti sono riusciti a individuare il presunto rapinatore, il quale sarebbe stato trovato in possesso della refurtiva e del coltello usato per minacciare i due fratelli.

Dopo l’arresto, il minore è stato posto ai domiciliari.

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Ricercato per rapina viene arrestato dalla Polfer

Nei giorni scorsi, gli agenti del posto di Polizia Ferroviaria di Locri (Rc) hanno tratto in arresto un romano di 49 anni.

Nel corso delle attività di controllo svolte presso la locale stazione ferroviaria, l’uomo è stato fermato dai poliziotti che, a seguito di accertamenti, hanno constatato che a suo carico era pendente  un  ordine di carcerazione per il reato di rapina.

Il quarantanovenne, come disposto dall’autorità giudiziaria, è stato tratto in arresto e, al termine delle formalità di rito, condotto presso la casa circondariale di Locri.

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Aggredisce una minorenne per rubarle il telefono, arrestata

Una ragazza di nazionalità straniera è stata arrestata dalla polizia a Cosenza, con l'accusa di aver compiuto una rapina ai danni di una minorenne.

In particolare, l'indagata avrebbe aggredito la vittima per sottrarle il telefono cellulare. Una volta messe le mani sullo smartphone, la giovane si sarebbe data alla fuga.

Ricevuta la segnalazione, gli agenti si sono messi sulle tracce della presunta rapinatrice, individuandola in viale Parco, con il telefono rubato poco prima.

Inevitabile, quindi, l'arresto con l'accusa di rapina.

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Va in questura per il permesso di soggiorno, ma era ricercato: arrestato

Un trentenne di nazionalità straniera è stato arrestato ieri mattina dalla polizia, a Cosenza.

L’uomo era ricercato in seguito ad un’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa nei suoi confronti, per una tentata rapina avvenuta nel luglio del 2018, quando, insieme a un connazionale, aveva cercato di rapinare un altro connazionale che, nell’occasione, venne ferito con un oggetto contundente.

L’indagato è stato bloccato presso lo sportello dell’Ufficio immigrazione della questura bruzia, dove era andato a  rinnovare il permesso di soggiorno.

Una volta espletate le formalità di rito è stato tradotto nella locale casa circondariale.  

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Incastrato dal Dna per una rapina in banca fruttata 200 mila euro

Nella serata di ieri, gli uomini della Squadra  mobile di Cosenza hanno tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare in carcere, emessa dal gip presso il locale Tribunale, un 55enne del luogo ritenuto responsabile, in concorso con altre tre persone allo stato non identificate, della rapina aggravata, compiuta l’11 luglio 2017, presso la filiale dell’Ubi banca di Cosenza dalla quel furono portati via circa 200 mila euro. L’uomo, inoltre, dovrà rispondere dei reati di sequestro di persona di alcuni dipendenti e clienti e di porto abusivo di arma da taglio.

Gli investigatori sono risaliti all’indagato grazie ai profili genetici repertati dalla polizia scientifica su una calzamaglia rinvenuta nell’auto usata dai malviventi per la fuga. Il veicolo - risultato rubato - era stata rintracciato dai poliziotti nelle ore successive al colpo.

Il presunto responsabile, già detenuto ai domiciliari per un altro reato, è stato, quindi, raggiunto dalla nuova misura cautelare e tradotto nella casa circondariale di Cosenza.

Violenta e rapina una escort: arrestato

Ieri sera, i poliziotti della Squadra mobile di Cosenza hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari a carico di un 26enne del luogo, indagato per i reati di violenza sessuale pluriaggravata e rapina ai danni di una donna di nazionalità romena.

Il provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale bruzio, su richiesta della locale Procura della Repubblica, giunge in seguito alla segnalazione fatta dalla presunta vittima, la quale ha denunciato che dopo aver risposto ad una richiesta su un sito d’incontri privati, ha incontrato presso la stanza di un B&b, un uomo che avrebbe preteso di consumare un rapporto sessuale senza protezioni. Al rifiuto della donna, che lo avrebbe invitato ad andare via riprendendosi l'importo pattuito per la prestazione sessuale, l’indagato l'avrebbe costretta a un rapporto senza protezione e in seguito, dopo averla colpita con calci e pugni, le avrebbe sottratto dal cappotto 250 euro.

L’acquisizione delle immagini di video-sorveglianza del B&b e delle zone limitrofe e l’analisi dei tabulati del telefono della vittima, hanno permesso d'identificare il presunto responsabile il quale, al termine delle formalità di rito, è stato posto ai domiciliari.

 

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Rapine in due bar, arrestati i presunti autori

Nella giornata di ieri, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Squadra mobile ha dato esecuzione all’ordinanza con la quale il gip del localeTribunale ha disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di H.F. e T.A., di 23 e 19 anni, ritenuti responsabili di aver rapinato due bar agli inizi di ottobre scorso.

In particolare, i due sono indiziati di aver commesso una rapina il 3 ottobre, ai danni di un dipendente di un bar del quartiere Gallico al quale, dopo aver puntato una pistola alla testa, avrebbero sottratto un borsello con all’interno un centinaio di euro.

H.F., inoltre, è indiziato di aver commesso, unitamente a complici ancora ignoti, una rapina, il  6 ottobre, quando in un bar, sotto la minaccia di una pistola, venne portato via il registratore di cassa.

Decisive per il buon esito delle indagini, l’acquisizione e l’analisi delle immagini di diverse telecamere cittadine e di impianti privati, che avrebbero immortalato i presunti autori, nella fasi antecedenti e successive alle rapine, commesse con i volti coperti da caschi integrali.

H.F. e T.A., al termine della attività di rito, sono stati associati presso il carcere di Reggio Calabria Arghillà.

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Aggrediscono e rapinano due giovani, arrestati

Due persone di nazionalità senegalese e somala, rispettivamente di 31 e 25 anni, sono state arrestate dalla polizia di Stato a Cosenza, con l’accusa di rapina.

In particolare, gli indagati avrebbero aggredito due giovani  ai quali avrebbero sottratto il portafoglio e un telefonino.

Allertati da una delle vittime, gli agenti si sono messi sulle tracce dei rapinatori i quali, una volta individuati e perquisiti, sono stati trovati in possesso della refurtiva.   

Inevitabile, quindi, per entrambi l’arresto e la reclusione nel carcere di Cosenza.

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