La lontana eco celtica del 2 novembre

La ricorrenza dei defunti segue quella di Ognissanti. La circostanza, tutt’altro che casuale, affonda le radici nell’VIII secolo, quando, ricorda Alfredo Cattabiani nel suo Lunario, “l’episcopato franco la istituì per sostituirla al Capodanno celtico che cominciava all’inizio di novembre”. Tuttavia, perché la festività si diffondesse in Europa dovettero trascorrere alcuni secoli. Papa Sisto IV la rese obbligatoria per la Chiesa universale solo nel 1475 . La lontana eco celtica sopravvive, ancora oggi, non solo nella festa religiosa ma anche in quella profana di Halloween che si “celebra” tra il 31 ottobre ed il primo novembre. In occasione del loro capodanno, le antiche popolazioni celtiche si recavano nei cimiteri dove trascorrevano l’intera notte all’insegna di canti e libagioni. Un’usanza fondata sulla credenza che, durante i passaggi da un periodo dell’anno all’altro, i morti ritornassero sulla terra. Non a caso, tra l’1 ed il 2 novembre, per i celti ricorreva la festa di Samain, dedicata proprio agli abitanti dell’aldilà. Fu, quindi, per “cristianizzare  questo Capodanno pagano che la Chiesa franca istituì non soltanto Ognissanti, ma anche la commemorazione dei defunti.”. In particolare, pare sia stato “Odilone di Cluny a ordinare nel 998 ai cenobi dipendenti dalla celebre abbazia di celebrare l’ufficio dei defunti  partire dal vespro del primo novembre”. Del resto, il rapporto di filiazione tra l’usanza celtica e la festa cattolica lo si evince in una serie di credenze secondo le quali, in alcune regioni d’Italia, Calabria compresa, durante la ricorrenza dei defunti i morti ritornano a casa e mangiano il cibo preparato per loro. Una credenza radicata a tal punto da indurre i familiari a seppellire i loro defunti con l’abito della festa affinché si presentassero nel migliore dei modi quando, nella notte tra l’1 e 2 novembre, avrebbero dovuto percorrere in processione le vie del paese. A tal riguardo, con diverse varianti, è diffusa una leggenda archetipica secondo la quale, una donna vestì la figlia morta con abiti vecchi. Una scelta dettata dalla necessità di conservare quelli nuovi per i figli sopravvissuti. La sera dei Morti la piccola anziché andare in processione con gli altri defunti andò a bussare a casa della madre dicendole: “Hai visto, mi vergogno di andare in processione con gli altri perché ho i vestiti strappati”. Halloween, Ognissanti e i Morti, con tutta evidenza hanno, quindi, un ceppo originario comune che affonda le radici in quell’Europa precristiana lontana parente dell’Europa senza fede e senza cuore plasmata dal relativismo dei tempi ultimi.

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