Oliverio, revocato l'obbligo di dimora

La Corte di Cassazione ha revocato l'obbligo di dimora nel comune di residenza cui era sottoposto dal 17 dicembre scorso, il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.

Il provvedimento era stato emesso dal gip su richiesta della Procura di Catanzaro per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta "Lande desolate" per presunte irregolarità in due appalti gestiti dalla Regione per la realizzazione della sciovia di Lorica e dell'aviosuperficie di Scalea.

Pedà (Cdl): "Le farmacie rurali sono l'ultimo baluardo della sanità"

Su istanza del consigliere regionale Giuseppe Pedá, é stata affrontata in Terza Commissione regionale Sanitá la problematica relativa alla profonda crisi attraversata dal sistema delle farmacie rurali.

Auditi i rappresentanti delle associazioni di categoria più rappresentative: tra gli altri, il presidente ordine farmacisti Daniela Musolino, Giuseppe Afflitto, responsabile Sunifar Reggio Calabria; Ettore Squillace, presidente Federfarma Reggio Calabria nonché il direttore del distretto sanitario di Reggio Calabria, Domenico Carbone .

‘Sono estremamente soddisfatto - ha dichiarato Pedá- perché le segnalazioni tecniche sono state oggetto di attenta valutazione e c’é stata la presa di coscienza auspicata che ha già consentito di avviare un confronto serio e costruttivo anche a livello regionale. Torneremo ad occuparci della problematica entro fine mese, anche con l’ausilio del dipartimento Sanita.  Le farmacie rurali - spiega l’esponente politico - sono in sofferenza per diversi motivi. La farmacia nella grande città che dispensa farmaco, ma riesce a vendere anche altri prodotti, ha margini ben differenti da coloro che gestiscono solo ricette. Fermo restando che il farmacista svolge in entrambi i casi, un servizio essenziale e forse ancor di più se si tratta di località a bassa densità di popolazione. Molte farmacie rurali hanno una dislocazione montana o comunque sono in zone disagiate. I farmacisti devono fare i conti non solo con pochi guadagni ma anche con la gestione del tempo. Sono rimasti l'unico baluardo del Ssn, quando anche il medico di medicina generale è altrove, hanno frequenti turni notturni e orari di apertura estesi. E non possono permettersi un collaboratore”.

Pedá evidenzia come le farmacie rurali siano un irrinunciabile presidio di sanità che opera senza soluzione di continuità nel vivo del territorio, punto di riferimento imprescindibile dove i cittadini, in particolare anziani e malati cronici, trovano non solo assistenza e servizi, ma anche dialogo e ascolto, rassicurazioni e risposte. In una realtà nella quale si assiste a una progressivo e inesorabile rarefazione della presenza di servizi pubblici e dove le farmacie sono spesso l’unico e insostituibile presidio di prossimità rimasto a disposizione dei cittadini.

“La farmacia rurale – per le sue modalità di gestione e per la presenza di personale qualificato e specializzato – può e deve essere un punto di riferimento importante in una Regione che soffre molto e da lungo tempo di un’endemica incapacità delle Autorità Sanitarie di garantire i benché minimi servizi di base. Numerosi Comuni (Calanna, Candidoni, Bagaladi, Bruzzano, Bova, Rughudi, Staiti, Montebello, Roccaforte, Sant’Agata del Bianco, per citarne alcuni), sottolinea Giuseppe Pedà, corrono il rischio di perdere un presidio che – oltreché la ordinaria prestazione farmaceutica – rappresenta un punto di riferimento per i bisogni più immediati della popolazione che vede nella figura del farmacista un punto di riferimento insostituibile”.

“Molte delle Istituzioni locali sopraindicate, hanno dato corpo, mediante l’adozione di atti deliberativi, ad una esigenza della popolazione rispetto alla quale la politica deve mantenere alti i livelli di attenzione. Soprattutto in un contesto di ormai innegabile ed endemica crisi del Servizio Sanitario Calabrese, nelle cui dinamiche le farmacie – soprattutto quelle dei centri molto piccoli e territorialmente isolati – rappresenta l’unico presidio disponibile H24 per le prime esigenze di tutela sanitaria dei cittadini. La presenza del farmacista – soggetto professionalmente qualificato – costituisce paradossalmente l’unico punto di riferimento in territori privi di qualsivoglia centro sanitario di base. Da qui l’ importanza di portare avanti e risolvere una questione che non sarà certo sottovalutata dagli organismi regionali”.

Blitz contro la 'ndrangheta, disarticolata organizzazione attiva in Piemonte e Calabria

Oltre quattrocento uomini, tra finanzieri e carabinieri, hanno effettuato un blitz finalizzato a disarticolare un'organizzazione di matrice ‘ndranghetista radicata in Piemonte.

L' operazione, denominata "Carminus", ha interessato le province di Torino e Vibo Valentia.

(Notizia in aggiornamento)

 

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Via della Seta, il governo ha deciso di affondare la Calabria con l’esclusione del porto di Gioia Tauro

Da sei anni parlare di Cina, significa parlare esplicitamente o meno, della “Nuova via della seta“.

Il “Belt and Road Initiative”, cioè il grande progetto, oppure sarebbe meglio dire il “Sistema" con cui Pechino punta a rilanciare il connubio infrastrutturale e commerciale della grande massa continentale eurasiatica e a realizzare una nuova architettura economico-commerciale.

La nuova via della seta conoscerà numerosi ostacoli durante la sua realizzazione. Infatti, la Cina sta sviluppando una strategia che comporterà il cambiamento degli equilibri internazionali e a vederla da un’altra angolazione sono i Paesi che da essa avrebbero meno da beneficiare, Stati Uniti in primis. Il governo italiano è pronto a firmare il memorandum d’intesa per aderire alle nuove vie della seta e la nostra Nazione sarebbe il primo membro del G7 a entrare nel progetto infrastruttural-commerciale di Pechino.

Accordo sgradito agli Stati Uniti che hanno subito esternato la propria contrarietà mettendo in dubbio l’effetto benefico dell’iniziativa per il Belpaese. Il Mediterraneo diventa sempre più strategico e la sua centralità non si esaurisce nell’Hub del Pireo.

Il porto di Gioia Tauro con 2,8 milioni di container movimentati nel 2016 è primo in Italia e sesto nel Mediterraneo dopo gli scali spagnoli di Algeciras, Valencia e Malaga, Tangeri in Marocco e il Pireo in Grecia Anche se nel 2018 il porto di Gioia Tauro ha perso un volume di traffico del 6% a causa di una diatriba interna tra le due società concessionarie delle attività del terminal container.

Lo scalo di Gioia Tauro è più vicino dei porti spagnoli e del Marocco per il trasporto delle merci provenienti da Oriente che attraversano il canale di Suez per arrivare nel Mediterraneo ed è anche meno decentrato di Atene rispetto al cuore dell’Europa.

Da Gioia Tauro si raggiunge Berlino, attraversando il Brennero, con un percorso di 2.100 km, mentre da Atene aggirando la Serbia come prevedono i corridoi ferroviari, occorrono 2600 km con un aggravio di spese aggiuntive.

Tuttavia il governo ha scelto di non considerare la posizione strategica del porto di Gioia Tauro nel cuore del Mediterraneo a vantaggio dei porti del Nord. In Italia c’è una «chiara ripartizione funzionale» tra il Nord che ha porti di tipo «gateway», dove cioè i container vengono spostati sui treni e raggiungono i mercati di destinazione. Mentre il Sud Italia ha soprattutto porti di puro «trans-shipment», cioè dove i container si trasferiscono su navi più piccole, un’attività con «prospettive modeste».

Gioia Tauro, in effetti, se resta solo uno scalo di trasbordo merci è destinato al declino. Però la Calabria, al contrario di Malta o della Sardegna dove ci sono scali importanti di trans-shipment, è una penisola e potrebbe essere collegata alla rete ferroviaria europea adeguando gli standard del trasporto merci ai due parametri-chiave: lunghezza dei treni-portacontainer di 750 metri e sagome dei vagoni definite PC80.

Gioia Tauro e la Calabria non devono essere escluse da questa nuova architettura economica.

Non è possibile escludere la Rotterdam del Mediterraneo a favore dei porti del Nord. Infatti il governo non investe né sul porto di Gioia Tauro né sulla rete ferroviaria calabrese. In relazione a quanto espresso è chiaro che dalla decisione del governo dipende il futuro della Calabria.

*Presidente dei Consorzi Blu Calabria e Agricoop Italia

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Mobilità in deroga, Pedà (Cdl) chiede certezze sul futuro dei lavoratori

 Con una nota inviata al presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, all’assessore al Lavoro ed al Welfare Angela Robbe ed al presidente della III Commissione sanità Michele Mirabello, il Consigliere regionale Giuseppe Pedà ha chiesto ai vertici regionali del Lavoro e del Welfare una presa di posizione decisa rispetto alla condizione di precariato in cui si trovano oltre 4 mila tirocinanti che rientrano nel bacino dei percettori di mobilità in deroga.

Rispetto a tali lavoratori, ormai da anni, sussiste lo spettro di un precariato insostenibile: una condizione che per il Consigliere Pedà affossa la possibilità di rilancio delle politiche del lavoro in Calabria.

Come evidenziato nella nota “ La Regione Calabria ha consentito l’attivazione di circa 4 mila tirocini rivolti  a favore di soggetti precedentemente inseriti nel bacino dei percettori di mobilità in deroga che, offendo un supporto prezioso a favore della collettività, prestano una importante attività in varie realtà della Pubblica Amministrazione: Miur,  Mibact, Ministero della Giustizia, Enti locali. Con particolare riferimento ai tirocini attivati presso il Ministero della Giustizia, i beneficiari hanno ottenuto di svolgere un percorso di qualificazione professionale mediante la previsione di un corso di formazione obbligatoria in aula di 360 ore per il rilascio dell’attestato di qualifica di operatore amministrativo utile ai fini della valutazione dei titoli in caso di future procedure concorsuali.  Diversa è la condizione dei tirocinanti presso gli Enti locali, per i quali con Decreto Regionale n. 2065 del 20.2.2019 è stata prevista una proroga ulteriore di soli sei mesi senza però alcuna previsione in merito allaformazione sopradetta. In merito devo evidenziare come ragioni di equità e di non discriminazione impongono di attivare tutte le iniziative necessarie a garantire, a tutti i soggetti che rientrano in tale bacino, pari opportunità rispetto all’acquisizione dei titoli necessari per l’ingresso nel mondo del lavoro. In tal senso ritengo irrinunciabile l’obiettivo di consentire anche ai tirocinanti collocati in enti o presso soggetti diversi dagli Uffici giudiziari la possibilità di seguire i corsi di formazione necessari all’acquisizione di titoli e requisiti di formazione professionale. Tale richiesta nasce dalla esigenza di gettare le basi per l’avvio di un processo di stabilizzazione di tutti i tirocinanti che – anche mediante la previsione di apposite procedure di assunzioni da avviare nei vari Enti – potranno iniziare un percorso che li faccia giungere ad una definitiva collocazione. Ciò consentirebbe la messa a frutto della grande esperienza sul campo maturata da questi soggetti che, ormai da anni, rappresentano una risorsa importante senza la quale molti Enti sarebbero al collasso a fronte di una carenza di organico endemica e difficilmente rimpiazzabile a breve termine.” Pedà conclude con una richiesta precisa e diretta alle istituzioni interpellate, direttamente coinvolte nelle attività finalizzate alla verifica della fattibilità di tutta la programmazione afferente il settore del Lavoro e delle Politiche Sociali - affinchè “valutino con la massima attenzione le iniziative atte all’adozione di tutte le misure finalizzate all’attuazione di percorsi di collocazione definitiva dei lavoratori. Ciò nel superiore interesse dei lavoratori ma altresì dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa che deve essere orientata a soluzioni razionali – e non certamente “tampone”- rispetto alla necessitàimprocrastinabile di offrire certezze  ed eliminare, per quanto possibile, il concetto di precarietà nel panorama lavorativo della Calabria”.

Sanità, Mirabello(Pd):"Ora è possibile varare un nuovo assetto organizzativo"

“L’approvazione della legge sull'integrazione di Pugliese Ciuccio e Mater Domini, oltre a rappresentare un atto di riformismo qualificato che ha chiuso una vicenda che si trascinava da decenni, ha consentito di mettere in campo un metodo concertativo e di condivisione fra le forze politiche che, se meglio utilizzato, può consentire di chiudere la legislatura con ulteriori importanti passi in avanti”.


È quanto afferma il presidente della Commissione Sanità della Regione Calabria, Michele Mirabello che aggiunge: “Siamo dunque nelle condizioni di aprire una importante fase di riformismo bypartisan nel settore più delicato e forse nella stagione più difficile del regionalismo calabrese. Ritengo, in effetti - come ho già avuto modo di dire nel mio intervento in aula - che, utilizzando lo stesso tavolo e la stessa ferrea volontà unitaria di tutta la classe dirigente calabrese in materia di riassetto del sistema sanitario calabrese, si possa arrivare all’approvazione di una grande riforma, anche questa attesa dai calabresi e da tutte le forze politiche rappresentate nella massima assise regionale”.

Aggiunge Mirabello: “Oggi credo ci siano le condizioni perchè lo stesso gruppo di lavoro che si è misurato con successo sulla delicata materia dell’integrazione possa discutere, approfondire ed approvare un disegno di legge che, partendo da una solida base costituita dal testo licenziato dalla giunta regionale a fine anno, in abbinato con la proposta di iniziativa popolare sulla stessa materia, depositata dai cinque stelle, ed ancora riprendendo la proposta di legge della nona legislatura targata Salerno-Parente, possa arrivare ad una semplificazione e ad un efficientamento del sistema organizzativo delle aziende sanitarie ed ospedaliere calabresi.
In effetti, alla base di tutte le predette proposte vi è lo stesso principio, condiviso da tutti. La riorganizzazione del sistema deve passare da un principio secondo cui va separata la gestione della rete territoriale da quella della rete ospedaliera. Rilanciando in sintesi un principio cardine, secondo cui la gestione degli hub e degli spoke e dunque degli ospedali calabresi va ricondotta alle aziende ospedaliere, lasciando la gestione della medicina del territorio alle asp. Su questi elementi e presupposti – conclude Mirabello- credo possa vararsi un nuovo modello organizzativo idoneo a rispondere meglio alle esigenze dei calabresi in grado di eliminare sprechi ed inefficienze ed a governare processi virtuosi di riorganizzazione della sanità calabrese. Per queste ragioni, ho voluto riavviare il percorso in commissione inserendo la discussione della proposta di legge della giunta e quella di iniziativa popolare già per la seduta di lunedì prossimo. Rivolgo pertanto un appello ai colleghi che hanno già dato grande prova di maturità politica e di competenza per realizzare questo ulteriore grande obiettivo”.



Allerta meteo in Calabria, in arrivo venti di burrasca

Il Dipartimento della Protezione civile, d’intesa con le regioni coinvolte, ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso ieri.

L’avviso prevede venti da forti a burrasca settentrionali su Emilia-Romagna Marche, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia, con raffiche di burrasca forte.

Si prevedono, infine, forti mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata allerta gialla per la giornata di domani, martedì 12 marzo, sulla Sicilia nord-orientale, sulla Calabria meridionale e ionica, sulla Puglia, sui bacini della Basilicata meridionale e sull’Abruzzo.

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'Ndrangheta: blitz dei carabinieri tra Calabria e Lombardia, 19 arresti

A partire dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Bergamo hanno dato esecuzione a 19 provvedimenti cautelari emessi nei confronti di altrettanti appartenenti a un sodalizio ‘ndranghetistico operante in Lombardia.

Gli arresti sono stati effettuati in diverse località di Lombardia e Calabria.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia, hanno accertato come gli indagati fossero dediti alle estorsioni, al recupero crediti, alla commissione di danneggiamenti a mezzo incendio e al riciclaggio.

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