Corruzione all'aeroporto di Lamezia, ai domiciliari presidente e direttore della Sacal

Corruzione, peculato, falso, abuso d’ufficio e varie forme di concussione, questi i reati che hanno dato l'abbrivio ad una complessa operazione condotta dai finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme e dagli agenti della polizia di frontiera presso il locale aeroporto internazionale.

Gli arrestati sono Massimo Colosimo, presidente della Sacal, Pierluigi Mancuso, direttore generale, ed Ester Michienzi, responsabile Ufficio legale. Gli arresti sono stati eseguiti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, diretta da Salvatore Curcio.

I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di un’apposita conferenza stampa, in programma alle 11 di oggi presso l’ufficio del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme.

Reggio: il Movimento nazionale per la sovranità scende in piazza per salvare l'aeroporto

Riceviamo e pubblichiamo

"Nessuna certezza, solo slogan e timidi tentativi di accontentare la comunità ci spingono a tenere alta l’attenzione, in uno dei momenti più difficili della nostra città.

Per questo il Movimento Nazionale per la Sovranità organizza per venerdì prossimo a piazza Italia, una manifestazione a difesa dei diritti della cittadinanza e per la salvaguardia dell’operatività dell’Aeroporto dello Stretto.

Nonostante le generiche rassicurazioni, non è per nulla chiaro il futuro dello Scalo reggino e dei lavoratori. Non si capisce, infatti, quale è la reale prospettiva che Alitalia vuole riservare a Reggio Calabria, in termini di quantità e qualità dei collegamenti: ad oggi, infatti, quanto garantito rappresenta soltanto l’ennesima beffa per i cittadini. Una situazione che non lenisce l’agonia dell’Aeroporto di Reggio e soprattutto non garantisce la mobilità dei reggini, penalizzati da scelte con voli ridotti e orari improponibili.

A ciò si aggiunge il preoccupante declassamento, nel Piano Nazionale Aeroporti, del Tito Minniti in Scalo di interesse locale; nei fatti, Reggio da città metropolitana viene relegata a mera ed “inutile” punta dello Stivale.

Sono queste le prospettive per cui essere ottimisti?

E’ questa l’ennesima umiliazione che si vuole infliggere a Reggio ed ai reggini?

Noi non lo accettiamo. Noi non lo tolleriamo. Tutti in piazza per risvegliare le coscienze di una città stanca di soprusi inaccettabili, mortificata da chi ne abusa, giorno dopo giorno, incurante di una crisi sociale, economica ed occupazionale senza precedenti. Tutti in piazza perché Reggio deve Risorgere.

La manifestazione verrà presentata mercoledì 29 marzo alle ore 11 in una conferenza stampa presso la sede di Via Miraglia n°5".

Movimento Nazionale per la Sovranità -  Reggio Calabria

 

Reggio, la Fata Morgana e la toppa peggio del buco

Pezz’a colore è una tipica espressione reggina, corrispondente a “la toppa è peggio del buco”, e varianti dialettali varie in tutta Italia. Si addice bene alla soluzione abborracciata della faccenda Alitalia.

 L’Alitalia, come è noto, è alle strette, e deve far quadrare i conti. L’aeroporto di Reggio, evidentemente passivo, andava abbandonato. In più, Alitalia vanta un credito di quasi due milioni dalla Regione.

 Apriti cielo! Strilli cittadini, e il sindaco minaccia le dimissioni. Può mai la sinistra perdere questo suo enfant prodige? E, più in generale, Reggio rinunciare alla sua Fata Morgana di turno, al suo sindaco magico? Già, prima Falcomatà padre, poi Scopelliti, poi Falcomatà figlio: come si vede, basta sia una Fata Morgana, e non importa di che colore politico.

 Oliverio, che quanto ad idee sta maluccio, quanto a strategie per la Calabria è messo ancora peggio, però è bravissimo nel giocare di rimessa, corre a Roma, e intanto paga.

 Risultato? Due voli sicuri; e promesse di voli futuri. E già, la Fata Morgana è in cielo, vola! Così è fatta Reggio di Calabria.

 Tra un paio di mesi, vedremo se i voli diverranno da due almeno tre, da tre almeno quattro; poi, assicura il sindaco, tutto il cucuzzaro, e torneranno i voli. Io mi segno la data del 31 maggio, per sicurezza. Vedremo.

 Intanto, vedremo se al 31 maggio sarà ancora in vita l’Alitalia, e non è per niente sicuro.

 Per ora, alla data del 25 marzo, a Reggio siamo alla pezz’a colore, rattoppo peggiore della sdrucitura.

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Il Movimento nazionale per la sovranità contesta la scelta di Alitalia di abbandonare Reggio

“Reggio Deve Volare”. Questo  il testo dello striscione che i vertici del Movimento Nazionale per la Sovranità, Gianni Alemanno, Francesco Storace e Giuseppe Scopelliti, hanno esposto al termine della conferenza stampa “Contro questa Europa”, svoltasi alla Camera dei Deputati, durante la quale è stato presentato il “corteo” che partirà il 25 marzo prossimo alle ore 15 da Santa Maria Maggiore e, attraverso i Fori imperiali, raggiungerà il Campidoglio a Roma.

Chiaro nello slogan, il riferimento alla difficile situazione vissuta dai reggini con l’annuncio di Alitalia di voler abbandonare, dal 27 marzo, lo scalo aeroportuale della città dello Stretto.

“La scelta di Alitalia rischia di avere ripercussioni drammatiche per la città di Reggio Calabria – hanno dichiarato Alemanno, Storace e Scopelliti a margine della conferenza – Colpevole ed irritante l’inadeguatezza degli amministratori degli Enti preposti, che in questi mesi pur a conoscenza delle criticità e della paventata defezione della compagnia aerea, hanno continuato a mentire alla cittadinanza manifestando l’assoluta incapacità nel gestire una situazione così delicata. Ancor più ingiustificato è l’immobilismo del Governo nazionale dimostratosi disinteressato e insensibile dinanzi ad una situazione grave per una delle dieci Città Metropolitane italiane. E’ inconcepibile – hanno proseguito Alemanno, Storace e Scopelliti – che vengano inferti questi colpi mortali ad una Città Metropolitana il cui sistema della mobilità ed accessibilità dovrebbe essere invece potenziato e rilanciato. Qui invece - hanno concluso i dirigenti del Movimento Nazionale per la Sovranità – qualcuno continua a giocare al massacro sulla pelle dei reggini”.

Calabria, meglio ritornare al Medioevo

In che terra viviamo - vien fatto di chiedersi - costando ciò che si prospetta per gli aeroporti in Calabria ?

Senza dubbio una Regione istituzionale con un'ennesima deludente cabina di regia.

Per non consentire il trasferimento, sia pur temporaneo, dei Bronzi di Riace, per tutelare anche la loro incolumità, lo slogan da anni divulgato a destra e a manca, assicurava: ci saranno più voli con vantaggiose tariffe per l' aeroporto Minniti della città metropolitana di Reggio. Ciò anche per porre nel cassetto dei sogni il vagheggiato Ponte sullo Stretto.

Ora la beffa è alla portata di tutti: non solo dal 27 marzo Alitalia eliminerà dal Minniti i voli, 56 settimanali da e per Roma, 14 con Milano e 4 con Torino, impedendo i collegamenti con tutto il mondo, ma lo stesso scalo rischia la chiusura con disastrose conseguenze sopratutto per chi risiede nel vastissimo raggio territoriale del Reggino e per quanti desiderano conoscere le singolari bellezze e i beni culturali territoriali di quei luoghi incantevoli, con "mala" pace del ministro degli Interni.

Ma ciò non si limita a Reghion, una delle più antiche fondate dai Greci nel Mezzogiorno d' Italia,  ma interessa anche Crotone, la città degli Enotri in cui abitò Pitagora, il quale - come è noto - nel 510 a. C.  mosse guerra contro Sibari e con Milone la sconfisse, radiandola al suolo. La nemesi è giunta.

L'aeroporto " Pitagora" di Crotone ha cessato la sua attività il 1 novembre 2016.

Per ironia della sorte, " un giudice giusto a Berlino" ( = leggi Bruxelles) - come in questi giorni ha annunciato il Sindaco di Cassano allo Jonio - proprio nella frazione della sua cittadina, Sibari, per conto dell' Unione Europea, sollecitato dalla Regione, ha finanziato un nuovo aeroporto vagheggiato da più di trenta anni.

Non sappiamo se e quando aprirà o se rientrerà in quei tanti proclami della ondivaga e inconcludente politica regionale.

Resta saldo ed attivo, per fortuna, il Santa Eufemia di Lamezia Terme! forse grazie ai Normanni che seppero utilizzare quella Piana non solo con monasteri latini, ma anche consolidando le tratte navali da Marsiglia a Costantinopoli, che prevedevano soste in Calabria, specialmente a Tropea, Reggio e Crotone. 

Si disprezza il medioevo, spesso senza conoscerlo in fondo, e che, a mio modesto parere, mi sembra più valido rispetto alle nostrane millanterie.

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In Calabria non c'è mercato per tre aeroporti

L’Alitalia da maggio lascia l’aeroporto di Reggio. Come sappiamo, si tratta di una compagnia aerea in crisi gravissima, e che non è “di bandiera”, ma ormai privata e legata compagnie straniere: perciò ragiona da compagnia privata e non da servizio pubblico. E se dice di perdere un mare di soldi, e sicuramente è così, non c’è alcun motivo perché perda soldi in un aeroporto passivo.

 Come fa, un aeroporto, ad essere passivo? Presto detto: quando le spese superano le entrate. E siccome le entrate di un aeroporto sono i biglietti dei passeggeri, vuol dire che non ci sono passeggeri; né passeggeri che partano né passeggeri che arrivino. Qualcosa del genere, a Crotone.

 Aggiungete l’evidenza che l’Alitalia ha sempre praticato in Calabria tariffe molto salate, e ha subito perciò la concorrenza dei “low cost”. Magari, salate con la solita e sempre efficace scusa della mafia.

 Tariffe salate, eppure… e già, le volte che viaggio io, sapete chi trovo? Politici e funzionari, e magari il loro biglietto è stato pagato dall’ente; e io stesso, il più delle volte, ho avuto il biglietto dalla RAI per delle trasmissioni, o da qualcun altro di natura culturale. E se devo viaggiare a mie spese effettuali, di tasca, cerco il “leggero costo”, e  non certo quello pieno, che è enorme.

 Anche queste belle cose le sappiamo tutti, tranne i giornalisti, che le sanno e fingono di non saperle.

La verità è che anche nei voli ci sono solo le Calabrie, e non due ma duemila; e ogni paesello vorrebbe tutto e il contrario di tutto, e spesso ce l’ha. Ce l’ha, e sulle prime è contento, poi paga pesantissimi costi sociali ed economici.

 Tutti voglio qualche svincolo tipo Argusto, tutti un liceo, tutti un ufficio di qualcosa, tutti uno sbarco di Ulisse e tutti un covo di Templari… nel Medioevo, tutti una diocesi e tutti un convento! Oggi, tutti un aeroporto, e tutti un porto anche in montagna.

 In Calabria, tre aeroporti non possono vivere; e tanto meno se ne deve sognare un quarto come vogliono nella Sibaritide e promettono tutti i politicanti di passaggio in campagna elettorale. Nel caso di Reggio, basta un collegamento veloce con Lamezia: del resto, da Malpensa a Milano c’è anche di più. Da Crotone a Lamezia, si risolve il problema quando ci sarà la 106: quando…

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Reggio: Fratelli d'Italia presidia l'aeroporto Tito Minniti

Riceviamo e pubblichiamo

“ Se è vero che un corpo, privato del cuore, non ha vita, così Reggio senza i suoi presidi infrastrutturali, in particolare l'Aeroporto, è destinata al collasso, alla perdita della propria dignità, ed alla certificazione del fallimento non solo culturale, ma politico.”

 

Comincia così oggi il presidio permanente al Tito Minniti, organizzata dal Consigliere Comunale di FdI-AN Massimo Ripepi, invitando i reggini all’azione.

 

“Il tempo della sensibilizzazione e della persuasione è finito con esiti scontati: nonostante i vari dialoghi interistituzionali - rimasti semplici chiacchiere al tavolo - tra proposte indegnamente riciclate da Falcomatà e tutto il carrozzone Pd, come la qualificazione di aeroporto di interesse strategico e la continuità territoriale, puntualmente disattesi dall’attuale amministrazione , tutti si sono volutamente resi sordi all’appello di difendere la nostra città. Ora Reggio deve entrare in azione. Diversamente, le verrà definitivamente chiusa in faccia la porta dello sviluppo“.

 

Ripepi invita tutti i cittadini alla partecipazione. “Qualunque altra battaglia passa ora in secondo piano, di fronte all’annuncio - con l'abbandono di Alitalia - che la città rimarrà senza collegamenti aerei - dunque definitivamente isolata ed abbandonata al declino già in atto, frutto -ribadiamo - di una precisa strategia politica targata PD diretta al definitivo affossamento di Reggio”.

 

Auspichiamo una massiccia partecipazione degli amministratori locali, a dimostrazione di un ultimo briciolo di coscienza, troppe volte millantato e mai fattivamente attuato. Ringrazio il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Pizzimenti ed il Consigliere Luigi Dattola che sono qui a sostenere il peso di questa giusta protesta al Tito Minniti.  Ma soprattutto invitiamo caldamente i cittadini a non lasciarsi dividere dalle bandiere politiche, e a riprendersi gli spazi e gli strumenti necessari al loro riscatto ed al rilancio della nostra terra.

 

“Chiunque declini questo ultimo invito di oggi, sta consegnando il proprio futuro all'oblio, alla svendita da parte di un’Amministrazione disinteressata ed assente. Ora più che mai bisogna riaccendere la fiamma e lo spirito che nel 1970 aveva portato i nostri padri nelle strade per reagire all’usurpatore Catanzaro che oggi più di ieri, sta spogliando Reggio di tutto quello che ha sempre conquistato faticosamente. É il momento di combattere ed invitare il popolo a scendere in piazza”.

Massimo Ripepi - Consigliere comunale Reggio Calabria (FdI - An)

 

 

 

 

Wanda Ferro (Gruppo misto): "Alitalia lascia Reggio perché la politica non ha saputo trovare soluzioni"

“Il fatto che Alitalia abbia deciso di abbandonare lo scalo della Città Metropolitana di Reggio Calabria (cancellando i 56 voli settimanali da e per Roma, Milano e Torino) è una doccia fredda che suscita angoscia e inquietudine non tanto per la decisione in sé, in vero già annunciata da tempo, quanto per le responsabilità che Alitalia attribuisce alle istituzioni locali là dove afferma che la politica locale non avrebbe saputo trovare soluzioni”.

Lo afferma in una nota il consigliere Wanda Ferro (Gruppo Misto).

“ Alitalia sostiene di aver proposto una soluzione che avrebbe consentito di proseguire i voli, ma gli appelli della compagnia sarebbero rimasti inascoltati e nessuna risposta concreta sarebbe arrivata dalle competenti autorità locali, rendendo inevitabile la chiusura delle rotte da e per Reggio Calabria. Eppure, come emerge dalle notizie di stampa, già il 2 novembre dello scorso anno – sottolinea Wanda Ferro -  il presidente Oliverio aveva fornito rassicurazioni circa l’intervento del ministro Delrio sulla compagnia e sulla istituzione di un tavolo tecnico permanente per la soluzione del problema. Che fine abbia fatto il tavolo tecnico non è dato sapere, dal momento che nei primi giorni di gennaio il governatore Oliverio ha profuso il massimo sforzo scrivendo una lettera al ministro Delrio per ricordargli la grave decisione assunta da Alitalia e chiedendogli di intercedere presso la compagnia per sospendere tale scelta. Nessun risultato:  Oliverio, evidentemente – evidenzia Wanda Ferro -  non è considerato dal governo un presidente autorevole … tanto, basta  accontentarlo con le visite di cortesia”. 

“Il prossimo aprile, quando ci sarà l’ennesima visita di cortesia, Oliverio chieda al presidente del Consiglio dei Ministri di raggiungere la Calabria con un volo di linea (magari atterrando a Reggio Calabria) o di arrivare in auto percorrendo l’autostrada mai finita ed inaugurata prima di Natale, o ancora di scegliere uno dei treni ad alta velocità promessi e mai concretizzati. Il presidente Oliverio – conclude Wanda Ferro - ricordi che non è più il tempo delle favole e, anziché continuare ad accontentarsi delle visite di cortesia da parte dei rappresentanti del governo nazionale, pretenda risposte concrete sui questioni cruciali per la regione, preservando i calabresi da ulteriori mortificazioni”. 

 

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