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Referendum, Barillari: “Vittoria di popolo contro i poteri forti”

“È stata una vittoria di popolo sia a livello nazionale sia a livello locale. Quando il voto è libero e consapevole gli italiani, da Nord a Sud, riescono a difendere le Istituzioni”.

È il commento a caldo del leader del movimento civico “Liberamente” Alfredo Barillari rispetto all’esito del referendum costituzionale. “Soprattutto – spiega il giovane consigliere comunale di Serra San Bruno – gli italiani riescono a esprimere ciò che sentono: un No che va contro i poteri forti e contro il primato dell’economia sulla politica”.

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Referendum, De Caria esulta: “E adesso SI! Cambiamo l'Italia. Davvero”

“Considerando il dato elettorale che si delinea, credo sia ora doveroso affrontare le emergenze e le urgenze economico sociali che affliggono i cittadini italiani,  in particolare modo nel mezzogiorno del Paese, e ripartire per un cammino serio, partecipato e condiviso per delle riforme istituzionali e costituzionali che, solo l'elezione di un'assemblea costituente eletta dai cittadini e la contestuale celebrazione dei tre referendum di indirizzo possono garantire”.

È quanto afferma il presidente del Comitato “Riformisti per il No – Noi della Grande Riforma- Serre calabre” Francesco De Caria che spiega: “vista l'inutilità del 138 a produrre forme organiche resta questa l'unica via per innovare il nostro sistema democratico e l'unica via per un'uscita ordinata dalla crisi italiana! È fallito così, miseramente, il tentativo di Renzi di dare il via ad un ventennio di potere e di gestione. È una vittoria contro le lobby economiche e finanziarie che volevano un governo che tenesse sotto scacco un paese che qualcuno vuole agli ordini, in barba ad ogni legittimazione democratica! 

Grande lavoro – precisa ancora De Caria – è stato portato avanti dal Comitato ‘Riformisti per il NO - Noi della Grande Riforma - Serre Calabre’ che ho avuto l'onore di presiedere che ha contribuito in maniera determinante all'ottimo risultato elettorale del NO nella nostra zona lavorando con costanza fra la gente e attraverso i vari mezzi di comunicazione.

Una volta acquisito il risultato elettorale del Comprensorio delle Serre – conclude - non esiterò ad analizzarlo con attenzione e serietà”.

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Referendum, tutti i numeri del voto in Calabria

Sono aperti dalle 7 di questa mattina i seggi elettorali per il referendum costituzionale. Gli elettori chiamati ad esprimere il loro voto, entro le 23 di oggi, sono complessivamente 46.714.950, di cui 22.465.280 uomini e 24.249.670 donne.

IL REFERENDUM IN CALABRIA

Per quanto riguarda la Calabria, le sezioni allestite sono 2.414, mentre gli aventi diritto sono 1.553.741. Diversamente dal resto del Paese, in Calabria gli elettori di sesso femminile rappresentano la  maggioranza (804.337 donne -  749.404 uomini).

Il maggior numero di elettori, 573.558, risiede nella provincia di Cosenza dove sono state allestite 873 sezioni; a seguire quella di Reggio Calabria i cui 430.335 elettori sono distribuiti in 699 sezioni. Numeri decisamente più contenuti in provincia di Catanzaro dove, i 288.862 aventi diritto potranno votare in 422 sezioni. Infine, nelle province di Crotone e Vibo Valentia le persone chiamate al voto sono rispettivamente 133.133 e 127.853. Per quanto riguarda il numero delle sezioni, nel vibonese ne sono state predisposte 211, contro le 209 allestite nel crotonese.

Ai calabresi residenti nella regione vanno aggiunti quelli che vivono all’estero ed hanno votato per corrispondenza. I dati indicano che i calabresi chiamati a votare fuori dai confini nazionali sono stati stati 325.729, dei quali 168.886 uomini e 156.843 donne.

Al di là dei numeri, giova ricordare che per essere valido il referendum di oggi non necessita del raggiungimento del quorum. In altri termini non è necessaria la partecipazione di un numero minimo di votanti per considerarne valido l’esito.

IL QUESITO

Questo il quesito sul quale gli italiani sono chiamati ad esprimersi:

"Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente 'Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione' approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?".

Referendum: i sostenitori del "Sì" mi hanno convinto a votare "No"

Il protagonismo, spinto fino al parossismo, con cui il Governo sta facendo campagna elettorale per il “Sì” al referendum, la dice lunga sulla piega che, già da un pezzo, ha preso il Paese.

Per sua natura la riforma costituzionale dovrebbe nascere dal più ampio accordo possibile tra le forze politiche presenti in Parlamento.

Già di per sé è, quindi, un’anomalia che sia l’esecutivo a vararla ma, ancor più, anomalo è che il Governo eserciti tutto il potere di cui dispone per cercare di convincere i cittadini a votarla. Se poi il Governo che la propone e la propaganda non è mai stato votato da nessuno, l’intera vicenda assume contorni ancor più singolari.

Paradossale è, inoltre, la narrativa renziana, fatta di lezioncine imparate a memoria, di banali trovate  pubblicitarie e di piccole furberie da imbonitore di mercato rionale.

Il tutto per cercare di far passare una riforma raffazzonata, demagogica, ingannevole che, qualora venisse approvata, terrebbe l’Italia legata, per altri cinquant’anni, ai suoi peggiori vizi.

 La vittoria del “Sì” consegnerebbe, infatti, la sovranità popolare nelle mani dei partiti, o meglio di un partito. Dietro allo schermo del taglio ai costi della politica e della diminuzione del numero dei parlamentari, si nasconde in realtà un progetto finalizzato a contrarre gli spazi riservati alla sovranità popolare. Una cosa sarebbe stata, infatti, superare il bicameralismo perfetto eliminando il Senato, un’altra far eleggere, come accadrebbe in caso di vittoria del “Sì”, i senatori ai consiglieri regionali, ovvero ai rappresentanti politici più colpiti da scandali, ruberie e inchieste giudiziarie.

Nel caso in cui si dovessero affermare le ragioni di Renzi & Co, i senatori sarebbero, quindi, nominati dai Consigli regionali, con il risultato di dare più potere a partiti politici, ormai, delegittimati dal loro stesso agire. Un potere ulteriormente accentuato dal premio di maggioranza, previsto dall’Italicum, che consegna il 55% del Parlamento al partito che rappresenta il 40% degli elettori, con il risultato che, in presenza di alte percentuali d’astensione, il potere legislativo e di conseguenza quello esecutivo diverrebbero appannaggio, quasi esclusivo, di un’esigua minoranza.

Come se non bastasse, per limitare ulteriormente la partecipazione dei cittadini, la riforma prevede un sostanzioso aumento (da 500 mila 800 mila) del numero di firme necessarie per poter proporre un referendum abrogativo.

Certo, si potrebbe obiettare che viene inserito in Costituzione, l'obbligo di far discutere le leggi di iniziativa popolare dalla Camera, ma si tratta  del classico specchietto per le allodole. In ragione del ferreo controllo esercitato dall'assemblea, qualunque iniziativa del genere potrà essere respinta senza alcuna fatica.

 Nella direzione che rafforza il partito di maggioranza relativa va, anche, il riordino delle competenze regionali, che sarebbe giusto e opportuno, se non fosse, finalizzato a limitare ulteriormente ogni ostacolo potenziale all'onnipotenza dell'esecutivo.

Chiamare tutto questo "deriva autoritaria" può essere eccessivo, tuttavia non v’è dubbio che la riforma, così com’è stata architettata, dà un incondizionato "mani libere " al governo, il che potrebbero non essere un male, se non fosse che l’attuale esecutivo, oltre a non essere stato eletto da nessuno, è composto, per la gran parte, da figuri che nella migliore delle ipotesi avrebbero sfigurato anche come consiglieri circoscrizionali.

Non si può, inoltre, cedere al ricatto della “ingovernabilità”, poiché, per citare Sartori, "una dose di instabilità è preferibile alla stabilità di un cattivo, o pessimo, governo".

Del resto, che le ragioni del “Sì” siano a dir poco fragili, lo testimonia il clima da paura che si sta cercando di diffondere nel Paese. A sentire i sostenitori della riforma, Renzi in primis, sembrerebbe che, a conclusione dello spoglio, in caso di vittoria del “No” dovrebbe abbattersi sull’Italia il furore dei cavalieri dell’Apocalisse.

Lo stereotipo del terrore, con cui si cerca di sbarrare la strada alla democrazia e ad orientare le scelte nella direzione voluta dai padroni del vapore, già di per sé dovrebbe mettere in guardia gli elettori. Tanto più che, nel caso dovesse passare il “No”, non ci sarà nessun salto nel buio, come dimostrano le recenti vicende in cui l’evocata catastrofe (vedi Brexit o Vittoria di Trump) non si è mai concretizzata. A ciò si aggiunga che, se l’Italia riesce a sopportare Renzi ed i suoi ancillari alleati (da Verdini ad Alfano), vuol dire che ha maturato anticorpi tali da poter resistere a qualunque genere di contraccolpo.

Infine, a convincere gli indecisi a votare “No” dovrebbero essere gli agit prop della grande finanza, schierati a ranghi compatti a favore del “Sì”. Se l’Unione europea, il Financial Times, Goldman Sachs e le altre banche d'affari, ovvero coloro i quali hanno trascinato l’Italia nella crisi che ha impoverito le famiglie e depredato i giovani del loro futuro, stanno con Renzi, ci sono ragioni a sufficienza per prendere posizione dall’altra parte della barricata e votare “No”.

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Reggio Calabria: "la concessione del Teatro Cilea a Renzi è una violazione del Regolamento comunale"

Riceviamo e pubblichiamo

"Per un Si, a volte o forse spesso, ci si muove anche nell’illegalità. E’ la libido da consenso, è la paura di non farcela. Il Pd di Reggio ha scelto la via dell'infrazione, del mancato rispetto delle regole. La concessione del Teatro Cilea al segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, domani a Reggio Calabria per un’iniziativa politica, rappresenta una chiara ed evidente violazione del Regolamento per la concessione in uso del teatro comunale “Francesco Cilea” e delle altre strutture comunali destinate ad attività teatrali e spettacolistiche.

In particolare l’articolo 3 del regolamento, disciplina le iniziative che possono trovare luogo nel maggiore polo culturale cittadino: “lo svolgimento di manifestazioni di spettacoli teatrali, di prosa, di varietà, musicali e di danza, le attività cinematografiche ed audiovisive, le mostre di pitture, scultura ed arti visive in genere, le manifestazioni di pubblico intrattenimento che abbiano un elevato interesse culturale, sociale e politico-istituzionale, purché prestigiose per la città”.

Non ci sembra, dunque, che tra queste si possa annoverare la disperata ricerca di Sì referendari del Partito Democratico e del suo segretario Nazionale Matteo Renzi.

E' importante sottolineare, inoltre, come il confine utilizzato dal Pd in questa circostanza sia sottilissimo: si vuole fare passare la presenza di Renzi a Reggio Calabria come visita Istituzionale del Presidente del Consiglio dei Ministri, ma così non è. Lo sanno tutti, anche i bambini.

Renzi domani sarà in città come segretario del Pd, per parlare di Referendum in piena campagna elettorale, a 360° e senza dubbio alcuno.

Mai in passato il centrodestra ha concesso per manifestazioni di partito, all’ex Premier Berlusconi, il Tempio della cultura cittadina.

Il Sindaco Falcomatà, invece, ritenendosi oltre legge, supera il regolamento comunale violandolo nelle sue forme più elementari Una scelta illegittima che testimonia come, troppo spesso, non basta un si: serve addirittura "svendere" i beni della città. Alla faccia dei reggini. “Dura Lex, sed Lex”, ma non per tutti!"

Daniele Romeo - Azione nazionale Reggio Calabria

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Serra, maxi sosta per gli alunni dell’Istituto comprensivo “Azaria Tedeschi”: scuole chiuse anche martedì

Il referendum costituzionale porta in dote una “mini-vacanza” per gli alunni dell’istituto comprensivo “Azaria Tedeschi” (scuole per l’infanzia ed elementari di Terravecchia e Spinetto, scuola media): il sindaco Luigi Tassone ha infatti emesso un’ordinanza con la quale aggiunge ai già previsti stop di sabato 3 e lunedì 5 a cavallo di domenica 4 dicembre quello di martedì 6.

Il provvedimento si è reso necessario poichè “le operazioni di smontaggio dei seggi elettorali, pulizia e disinfezione degli ambienti dovranno essere effettuate nelle giornate di lunedì e martedì 6 dicembre”.

Soverato. Referendum: i motivi del No secondo De Caria, Montisano, Lollo, Carnovale, Daniele, Zavettieri

Sono tutti decisi a contrastare “una riforma che deforma”. Per questo gli esponenti del fronte del No hanno deciso di approfondire ed esporre al pubblico, con l’ausilio giuridico dei docenti dell’Università Magna Graecia di Catanzaro Andrea Lollo e Vittorio Daniele, le ragioni della loro decisione.

Una scelta, quella del No, che non è sinonimo di “conservazione”, ma di “cambiamento vero”. E quest’ultimo può essere raggiunto solo con “una grande riforma”.

La manifestazione, promossa appunto dai “Riformisti per il No – Noi della Grande Riforma” e che sarà moderata dal giornalista Rai Pietro Melia, si svolgerà nella sala consiliare del Comune di Soverato e vedrà la partecipazione dei presidenti dei Comitati delle Serre, Francesco De Caria, e del Comprensorio chiaravallese, Sergio Montisano, del dirigente della Fondazione Craxi, Nicola Carnovale, e dell’ex assessore regionale Saverio Zavettieri.

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Vibo, referendum costituzionale: le ragioni del "No" all'incontro organizzato da Fratelli d'Italia

Si svolgerà alle 17 di oggi (mercoledì 30 Novembre), presso il sistema bibliotecario Vibonese, un dibattito sulle ragioni del "No" al referendum costituzionale in programma per domenica prossima.

All'iniziativa, organizzato da Anthony Lo Bianco e Fausto De angelis, rispettivamente coordinatore cittadino e coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, prenderanno parte:

Giuseppe Collia, Fausto De Angelis, Ernesto Rapani - coordinatore Regionale Fratelli d'Italia, Marco Martino - coordinatore Nazionale giovani UDC, Oliver Russo- Coordinatore Provinciale dipartimento Legalità Forza italia, Antonio Piserà -  Coordinatore Provinciale Noi Con Salvini, Loredana Pilegi - consigliere Comunale Partito democrativo di Vibo Valentia, Franco Stinà- coordinatore Regionale Riva Destra, Pietro Naso - dirigente  Provinciale Sinistra italiana, Francesco Antonio Fusca - coordinatore Provinciale il coraggio di cambiare l'Italia, Pasquale La Gamba - socio fondatore Azione nazionale, Maria Luana Ferraro- coordinatrice NCD- Vibo Marina.

L'incontro sarà moderato dal responsabile cittadino di Fratelli d'Italia, Antony Lo Bianco.

 

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